Si parlerà molto di George Clooney in Catch-22, la serie tv che racconta i paradossi geopolitici

Il libro fondamentale della letteratura antimilitarista diventa serie tv con un bravo protagonista, ma si ingessa nella troppa voglia di spettacolo?

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Courtesy Sky

George Clooney oggi è talmente George Clooney da recitare il ruolo di se stesso. E a Roma per il lancio della nuova serie tv Catch-22 non si fa prendere in contropiede dalle domande di costume (e se non sa come rispondere, tenta comunque di cavarsela col mestiere della diplomazia), dribbla il gossip, chiarisce la posizione sulla questione apertissima “George Clooney in politica” (o anche George Clooney presidente USA) sostenendo che no, non è il suo campo, ha altro e di meglio da fare. Non lo vedremo alla Casa Bianca al posto di Donald Trump, che non nomina mai, ma al quale rivolge le sue silenziose preoccupazioni sul nervosismo della situazione politica internazionale. D’altronde George Clooney a 58 anni, due figli, una moglie amatissima Amal Alamuddin, non ha voglia di essere considerato il salvatore del mondo. O meglio, magari gli piace pure, ma i termini sono i suoi. La capacità di incanalare le domande dei giornalisti, che lo elevano a star unica in una storia coralissima, non la perde mai. D’altronde non è qui per proclami politico-sociali, bensì come attore, produttore e regista (di due episodi) della nuova serie di George Clooney Catch-22, che verrà trasmessa su Sky Atlantic e Sky Cinema 1 in 6 puntate da 45 minuti l’una, a partire dal 21 maggio 2019.

Catch-22 serie tv, la trama. Adattata dal libro Comma 22 di Joseph Heller, pubblicato nel 1961 e considerato uno dei capolavori della letteratura antimilitarista (lo stesso Clooney lo ha definito “seminale, un manifesto delle assurdità della guerra, un tentativo di attacco al sistema quando questo è contro di te”), la serie tv Catch-22 racconta la storia paradossale del capitano John Yossarian, bombardiere della US Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale. Yossarian, soprannominato Yo-Yo (e forse non è un caso) è di stanza in Italia sull’isola di Pianosa negli anni 40, ed è un convinto pacifista che non vede l’utilità della sua presenza dell’esercito americano: si è arruolato nell’aviazione convinto che avrebbe espletato molto prima il suo impegno con la leva. Deciso in tutti i modi ad essere congedato, Yo-Yo incappa però nelle maglie strette della burocrazia militare manovrate prima dal tenente Scheisskopf, il cui interesse principale è l’esecuzione delle parate militari, poi dal colonnello Cathcart, che nell’ansia di veder riconosciuti i propri meriti continua ad aumentare il numero delle missioni da completare prima di essere ritenuti passabili di congedo. L’unico che prova ad aiutare il capitano è il medico, il dottor Daneeka, che cerca di dargli la scappatoia migliore per essere rispedito a casa. Ma è anche colui che chiarisce a Yo-Yo il paradosso del comma 22 (catch-22 in inglese) basato sull’antico paradosso di Epimenide o antinomia del mentitore: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. In un crescendo di orrori militari, burocrazia sventagliata ad arte e abusi di potere da parte dei gerarchi dell’esercito, Yossarian affronta gli incarichi delle missioni spogliandosi sempre di più della sua umanità.

Philippe Antonello/Sky

La serie tv Catch-22 deve molto agli occhi neri e malinconici di Christopher Abbott, che dà corpo e sentimenti al protagonista John Yossarian: sguardi, accenni di sorrisi, fuochi silenti nei muscoli, è perfetto nel regalare fuori dallo schermo la lenta corrosione della purezza d’animo per le violenze della guerra. Giovane cadetto dall’ironia facile, Yossarian non perde missione dopo missione la sua voglia di libertà: non vuole accettare minimamente le ripicche dei superiori, vuole invece essere libero. A distanza di 30 anni dal vero capolavoro di guerra-e-non Full Metal Jacket di Stanley Kubrick, dove Matthew Modine interpretava la dicotomia schizofrenica del soldato Joker tra mitragliette e spillette della pace, in Catch-22 Christopher Abbott incarna la dolcezza che si schianta contro l’orrore, lo scontro con meccanismi più grandi di lui, un sistema che lo ingloba e ne vuole fare solo un mero esecutore di ordini altrui, in balia di vendette e scartoffie da compilare. Una firma, e la tua prossima missione potrebbe essere mortale. I capi dell’esercito diventano via via più potenti in uno scacchiere personale di arrampicate sociali e militari: “La storia che raccontiamo è stata scritta durante la guerra in Corea, si riferisce alla seconda guerra mondiale ed è uscita durante la guerra del Vietnam, quindi è un qualcosa senza tempo, che parla della guerra in modo universale. Gli autori hanno trovato un modo per replicare questo romanzo, portarlo in tv” ha spiegato George Clooney a Roma.

George Clooney con i protagonisti di Catch-22 Christopher Abbott e Kyle Chandler a Roma
Courtesy Sky

La voglia di universalismo, però, è un fucile puntato sulle ambizioni: sparare a vuoto è molto più facile di fare centro. Quello che in Comma 22 il film, firmato da Mike Nichols e con un gigantesco Orson Welles (in tutti i sensi) tra i protagonisti, era il realismo straziante della resa del libro, nella serie tv di George Clooney fila spedito verso il grottesco a uso e consumo dei ritmi da streaming 4.0. Le frequentazioni con i fratelli Coen hanno evidenziato in Clooney il gusto dell’ironia dissacrante, il pedale preme verso una semplificazione rapida e non fa cogliere, se non alla fine, la sfumatura amaramente sarcastica della storia. Il mestiere del cast, a partire dal personaggio del tenente Scheisskopf di George Clooney (“Il mio ruolo è stata una grande parte, con un nome così era perfetto per me, e gridare alle persone è stato terapeutico” ha scherzato l’attore in conferenza stampa), tiene per fortuna a freno eccessi di gigioneria. Nel suo tenente cornuto e vendicativo Clooney cerca di riprendere in scala minore e più grottesca il sergente Hartman di Kubrick, incarnando nel nomen omen le fissazioni autoritarie e sorde dell’esercito. Grant Heslov riesce a dare una sfumatura di umanità e ironia lievemente marxiane -intese come fratelli Marx, sarà la somiglianza- al suo dottor Daneeka, oltre a firmare la regia di due episodi assieme a Clooney ed Ellen Kuras.

Gli attori del cast di Catch-22 la serie spaziano poi da Hugh Laurie (il gourmand maggiore de Coverley, appassionato di costolette d’agnello e toast con le sardine), Kyle Chandler (che rende bene il muscolare Colonnello Cathcart, tanto ambizioso quanto poco avvezzo alla scaltrezza e alla praticità) a Giancarlo Giannini, che allarga le gesta del tenutario di bordello romano Marcello, dalla grande esperienza di mondo. Sul versante femminile le attrici principali sono Tessa Ferrer nella dolce fermezza dell’infermiera Duckett, complice dei mancati tentativi di liberazione di Yo-Yo, e Julie Ann Emery che indossa i panni falsamente frivoli della signora Marion Scheissekopf, moglie del tenente e sua cornificatrice con la complicità di Yossarian. La serie tv Catch-22 è composta da 6 puntate che forse riusciranno nell’impresa forte di far rileggere uno dei maggiori libri antimilitaristi del secolo scorso, ma che prima di tutto avranno contribuito a rinnovare a George Clooney l'attestato di impegno antimilitarista.

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