La rivolta delle donne marocchine contro il conduttore sportivo che le manda in cucina

Il primo effetto post Mondiali di calcio femminili viene dal Marocco dove le tifose hanno dichiarato guerra a un giornalista sessista (che ora si lecca le ferite).

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Dei Mondiali di calcio femminili la prima cosa che sbiadirà nel tempo, forse è il sessismo. Quello riversato contro le giocatrici e le loro ammiratrici da uomini italiani che forse si sentivano assediati in uno dei loro rifugi più privati: lo spazio verde fra una porta e l’altra. La prossima volta non succederà più? Probabile. Nel frattempo, la sensibilità e le condanne verso il sessismo nello sport scendono di meridiano in meridiano. Arriviamo in Marocco dove l’ennesimo caso di sessismo nel mondo della comunicazione radiofonica si è consumata ancora nel mondo del calcio, un settore in cui alcuni conduttori non riescono ancora a comprendere che il calcio è uno sport come tutti gli altri, e che quindi può suscitare l’interesse di chiunque, a prescindere dal sesso. Questa volta a sollevare un polverone è stato un famoso conduttore di una radio sportiva marocchina chiamata Radio Mars e ci dà un idea di come vivono le donne marocchine il sessismo.

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Il conduttore si chiama Adil El Omari, ha un modo di esprimersi abbastanza ruvido e se si volesse paragonarlo a un omologo italiano si potrebbe pensare a Giuseppe Cruciani de La zanzara di Radio24. In Egitto è in corso la Coppa delle Nazioni d’Africa, e durante il suo programma Gli scienziati di Marte, Adil El Omari risponde agli SMS degli ascoltatori che commentano le partite. Tutto liscio, finché un'ascoltatrice ha espresso un’opinione negativa sulla partecipazione della Nazionale marocchina nella coppa d’Africa. E il conduttore ha risposto più o meno: "Che c’entri tu col calcio e con la Nazionale? Torna in cucina e guardati Choumicha!”. Grave errore. È scoppiata la rivolta delle donne marocchine. Choumicha è un programma televisivo di cucina che porta il nome della sua conduttrice, Choumicha Chefey, una sorta di Nigella Lawson, o di Benedetta Parodi marocchina, anzi, la più famosa chef marocchina di tutti i tempi, che i suoi programmi televisivi di cucina li porta avanti dagli anni 90 sul Secondo Canale marocchino, molto seguito in Marocco e in Medioriente.



Sui social e sulla stampa nazionale si è scatenato il putiferio: un esercito di donne marocchine hanno chiesto l’intervento dell’HACA, l’Alta autorità della comunicazione audiovisiva, un organismo che vigila e controlla il settore audiovisivo nazionale. Ma anche gli uomini si sono ribellati: tifosi, associazioni sportive e i suoi colleghi giornalisti hanno espresso opinioni di netta condanna contro le parole del conduttore. Mica è finita qui: un micidiale effetto domino. La stessa Choumicha, citata dal conduttore, è intervenuta insieme a Nawal El Moutawakel, un’atleta che vanta tre record: prima medaglia d'oro del Marocco, prima medaglia di un'atleta africana e prima medaglia di una donna musulmana ai Giochi olimpici. El Moutawakel è stata membro del consiglio della IAAF e membro del Comitato Olimpico Internazionale e insieme hanno risposto al conduttore su Twitter: “#HappyDay Per digerire l'eliminazione della squadra nazionale dalla coppa d’Africa, e dato che siamo brave a cucinare, eccomi qui in cucina con le mie amiche Nawal El Moutawakel e Samira Sitail”.

Anche Ibtissam Bouharat, un’ex giocatrice della Nazionale Marocchina di Calcio, ha risposto con un video registrato durante la finale della coppa del mondo del calcio femminile e ha lanciato una sfida destinata a sfatare ogni pregiudizio sulle donne e il calcio: ha invitato il conduttore a giocare una partita, la squadra della Radio Mars contro la squadra di Ibtissam al 100% femminile. La posta in palio? Il perdente cucinerà un piatto dalle ricette di Choumicha per la squadra vincitrice.

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Come se non bastasse, Hicham El Khlifi, amministratore delegato della radio, ha squalificato i commenti del conduttore come "inammissibile e intollerabili" e contrari alla linea editoriale di Radio Mars. L'emittente radiofonica non si è limitata a esprimere sdegno, ha preso provvedimenti amministrativi e ha punito il conduttore con la sospensione di tre giorni. La mattina dopo Adil El Omari non era ai microfoni come d’abitudine, era stato sostituito da un collega. Resosi conto del danno che ha causato, spaventato dall’elevato numero di donne alle quali le sue parole non sono piaciute minimamente, Adil El Omari si è infine scusato con tutte, troppo tardi: "Se le donne marocchine hanno ritenuto offensive le mie osservazioni mi scuso con loro e con l’ascoltatrice", ha detto. La domanda che si fanno tutti ora in Marocco ora è: accetterà Adil El Omari la sfida lanciata da Ibtissam Bouharat?

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