Ayrton Senna torna in pista (e in mostra) a 25 anni dalla scomparsa, alla velocità del cuore

Le fotografie di Paola Ghirotti riportano in pista Ayrton Senna e il mito di un grande campione che corre alla velocità del cuore, anche al Todi Festival 2019

Ayrton Senna, Paola Ghirotti, Gran Premi di Formula 1, Giappone
#MeuAyrton - Ayrton Senna alla velocità del cuore, fotografie di Paola Ghirotti © Paola Ghirotti

Pochi uomini osano spingersi oltre i propri limiti, molti meno riescono a superarli come ha fatto Ayrton Senna. In pista, in curva, sul bagnato e nella vita, da giovane fuoriclasse, campione pronto a infrangere gli schemi e mito che sopravvive a ogni logica e ragione. Perché Senna conquista vittorie anche quando non arriva primo, ha vinto meno premi di altri ma correndo così veloce, da arrivare al cuore di milioni di persone. Intere generazioni di appassionati di automobilismo e sensibili al suo carisma, nate anche dopo la sua scomparsa e tutti i sogni infranti sulla curva del Tamburello dell'autodromo di Imola, il 1º maggio 1994. Il campione tra i più giovani, spregiudicati e amati, corre alla velocità del cuore che batte la sua ragione e in ogni fotografia scattata da Paola Ghirotti sin dal 1990, in pista e fuori. Soprattutto durante i Gran Premi di Formula 1 di Suzuka e Aida, nel Giappone che la fotografa esplora, documenta e ama da anni con il suo obiettivo. Uno sguardo discreto che segue occhi, gesti, tormenti e mistiche di Senna, con la mostra #MeuAyrton- Ayrton Senna alla velocità del cuore, arrivata al Todi Festival 2019 e nella rocca medievale del suo Complesso Nido dell’Aquila (fino al 9 settembre 2019), arricchita di scatti inediti e confidenze di chi ha avuto un rapporto privilegiato con l'uomo e il campione.

Ayrton Senna, circuito di Spa-Francorchamps, inizio warm up
© Paola Ghirotti
Ayrton Senna era un maniaco del controllo, le cinture di sicurezza le allacciava da solo per poi stringerle al punto di divenire un tutt’uno con la vettura
© Paola Ghirotti

Per avvicinarsi al mito a venticinque anni dalla scomparsa, basta indugiare sul potente connubio di talento, disciplina e carisma del campione brasiliano (San Paolo, 21 marzo 1960). L'uomo tradito da sguardi, gesti e attese. Più eloquenti dei numerosi trionfi automobilistici, raggiunti prima di diventare tre volte campione del mondo in Formula 1, nel 1988, 1990 e 1991. Prima del debutto con una modesta Toleman e imprese memorabili, come il secondo posto conquistato al GP di Monaco sotto un vero diluvio. Anticipando il podio strappato a un rivale leggendario come Alain Prost e compagno di squadra in McLaren. Memorabili le loro manovre spericolate e controverse, con le relative polemiche (ma la sua furia non ha salvato Eddie Irvine e Nigel Mansell, mentre si è limitato a prendere per i collo Schumacher).

Nel 1991, ancora una volta sotto la pioggia battente, porta a casa il GP del Brasile, guidando con il cambio rotto, una sola marcia e uno sforzo psicofisico tale da farlo scoppiare in lacrime e grida di gioia incontenibile. Quel casco portato in pista dal giovane privilegiato brasiliano (di origini italiane, metà napoletane e metà toscane), sventola come una bandiera sugli ultimi del suo paese, sostenuti lontano dai clamori anche dopo la sua scomparsa, con la Fondazione che porta il suo nome.

#MeuAyrton - Ayrton Senna alla velocità del cuore, fotografie di Paola Ghirotti, Sala Torcularium - Complesso Nido dell’Aquila – Todi
© Paola Ghirotti
1994 Giappone Aida Gran Premio del Pacifico, seconda gara del campionato mondiale di Formula 1, Ayrton saluta il pubblico prima del gran premio, l’ombra sulla sua mano disegna un kanji, l’ideogramma giapponese YAMA che significa montagna
© Paola Ghirotti

Le immagini mostrano più dei numeri delle numerose imprese che hanno segnato la storia della F1. C'è la lunga preparazione dietro le attese. Lo studio di tutto nei minimi particolari, anche i mezzi che guida sin da quando corre con i go kart, per spingerli oltre le loro capacità tecniche. Spingendosi oltre i suoi limiti.

Senna continua a correre velocissimo, anche quando la pole position è già sua (per 65 volte), con una verve spregiudicata poco apprezzata dai colleghi e un bisogno di superare il limite. Curva dopo curva, fino all'ultima. Bisogno che non arresta gli slanci che lo spingono a soccorrere il pilota francese Érik Comas, sottraendolo svenuto dalla Ligier in fiamme, durante le prove del Gran Premio del Belgio del 1992.

Ayrton Senna, 1990 Giappone Suzuka assorto prima della partenza di un Gran Premio che deciderà il titolo mondiale...che sarà suo
© Paola Ghirotti

Nelle immagini c'è anche lo sguardo gentile, il sorriso disarmante e il fascino irresistibile che procura a Senna grandi amicizie e parecchi amori, dal breve matrimonio con un'amica d'infanzia alla lunga relazione clandestina con Carol Alt, anche se quello più grande e resistente alimenta la schiera dei suoi numerosi fan (compresa la sottoscritta). Ben più del milione di persone che hanno sfilato in processione per 17 chilometri durante i suoi funerali a San Paolo, di quelle che si emozionano ascoltano la voce potente di Tina Turner che gli ha dedicato Simply the best, o il testo appassionato di Montevecchi cantato da Lucio Dalla.

Il mio nome è Ayrton
E corro veloce per la mia strada
Anche se non è più la stessa strada
Anche se non è più la stessa cosa


#MeuAyrton - Ayrton Senna alla velocità del cuore, fotografie di Paola Ghirotti,Sala Torcularium - Complesso Nido dell’Aquila – Todi
© Paola Ghirotti
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