100 domande a Mika

Il cantante anglolibanese Michael Holbrook - questo è il suo vero nome - torna sul palco. Per svelare ciò che ha capito del sesso. E ribadire che contro il trash e la censura si può vincere.

ABC's "Good Morning America" - 2015
Getty Images - Ida Mae Astute

Come tutti gli ascensori dei palazzi signorili di Milano, anche quello che sale nella casa di Paloma Holbrook, sorella di Mika, è lento ed emette rumori futuristi. Ma i vocalizzi del cantante (che usa l’appartamento come base milanese) sono più forti, ed è un privilegio sentirli. Il maestro di canto se ne va, la prima domanda delle 100 che seguiranno è obbligata: 1) Scusa, ma i vicini non dicono niente? Nessuno si lamenta (ride).

2) Anni di silenzio e ora My Name is Michael Holbrook. Un titolo che parla di una crisi d’identità? La questione era diventare adulti. Ho capito che succede a causa di una congiuntura misteriosa.

3) Quindi l’età adulta comincia a 36 anni? No. Magari a 13 o a 60. Non c’è una regola.

4) Il video di Tiny Love, brano dell’ultimo album, pare un tutorial di psicologia femminile. Che influenza hanno le donne nella tua vita? Peggio di avere una madre wasp (white-anglo-saxon-protestant, ndr) c’è soltanto avere una madre libanese. E io ce l’ho, si chiama Joanne. Tanto che sono andato adesso a conoscere meglio mio padre, il signor Mike Holbrook che vive in America, in Georgia. Ma l’imprinting femminile è forte.

5) Tre sorelle, Jasmine, Paloma, Zuleika e due golden retriever femmine, Melachi e Amira. Non ti senti circondato? Sì, ma soprattutto fortunato. Nella creazione di un profumo, sono le note femminili a rendere il mix perfetto.

6) Dopo la vacanza con papà sei stato un Mika diverso? Sono diventato Michael Holbrook Penniman, un Mika senza k.

7) Senza k sei più libero? Se qualcuno non mi riconosce, mi presento come Michael e divento una persona come tutte le altre.

8) Questo è un album denso. Volevi mandare un messaggio universale? Non cerco un riconoscimento universale e posso fregarmene delle strategie commerciali. È un cambio di passo dopo quattro anni di stop e riflessioni.

9) Un bilancio professionale o di più? Di più, un album sincronizzato con la vita. Dentro ci ho messo le sfide di carriera, quelle personali, quelle dell’età, la resilienza della mia famiglia e la morte.

10) La tua famiglia, in due aggettivi è? Tradizionale nello starsi vicini, moderna nell’essere sparsi in giro per il mondo, una comune postmoderna.

11) Qual è stata la scintilla ispiratrice? Di recente se ne sono andate persone che ho molto amato. Perdite che hanno rimescolato la mia vita.

12) Vuoi dirci chi erano? Mia nonna, un punto di riferimento, una persona difficile e di tanti colori. Ha avuto mia mamma a 16 anni e ha sposato giovanissima un sessantenne. Poi se n’è andata mia zia, la sorella di mia mamma, poi la mia adorata governante di Parigi. E infine Isabella, detta Bella. Ha vissuto nella nostra famiglia a Londra. È la mia seconda mamma, a lei devo la mia parte tenera.

13) Come la ricordi? Mi ha lasciato un messaggio tosto: «Vivrai tempi pesanti, affronta tutto con il cuore, ce la farai».

14) Riuscirai a saltellare sul palco cantando un album così sofferto? Ma in questo album c’è tanta vita! È dal confronto con la morte che nascono le sfide vitali. Bella voleva tornare alle stelle. E noi con uno speciale fuoco d’artificio abbiamo inviato lassù le sue ceneri. È stato bellissimo.

15) Da dove è partito il razzo? Non dall’Italia. Qui non è legale sparare ceneri nel cielo.

16) Che cosa succede a un artista in questi momenti? Capisce che i testi e i tempi della musica sono al servizio delle emozioni più vitali.

17) Avere tre sorelle che fanno lavori creativi ti è servito? Con Paloma che fa la stilista c’è un legame molto forte e lei è stata una fonte di ispirazione, ma anche Jasmine che si occupa di grafica e Zuleika che fa la designer di gioielli hanno avuto e hanno molta influenza.

18) Il viaggio interiore è nemico delle vendite? Se pensi al passaggio di certe persone nella tua vita non puoi certo fare strategie di marketing.

19) In questo percorso hai avuto un lifecoach o uno psicologo? Ho fatto tutto da solo.

20) Che regole ti sei dato? Staccare con il lavoro, tutto il lavoro, incluso il mio finto lavoro.

21) Qual è il tuo finto lavoro? Scrivo, disegno, ballo, recito, canto, chissà qual è il vero lavoro?

23) Quale attività dà più senso alla tua vita? La scrittura. Ho capito che dovevo cambiare perché procrastinavo la scrittura del nuovo album.

24) Come nascono le idee? Scrivendo. Puoi visitare una città da turista, ma se devi scriverne sei costretto a notare i dettagli che possono ispirarti.

25) Chi è la protagonista di Ti ho trovato nel buio? Mia sorella Paloma, che nel 2009 è caduta dal quarto piano ed è rimasta infilzata in un cancello. Questa canzone è stata un duro lavoro, perché dovevo trovare la bellezza in un fatto tragico. Ci ho messo 10 anni a scriverla.

26) Chi è oggi Paloma, per te? Con lei il legame è fortissimo. Aveva molti progetti, come quello di recitare. Ma l’emiparesi sinistra che l’ha colpita alla nascita e poi l’incidente, hanno ucciso i suoi sogni.

27) È vero che sei ossessionato dalle scarpe bianche? Pare proprio di sì (ride).

28) A chi è dedicata la canzone sulle scarpe da ballo, Platform Ballerinas? Sono scarpe che raccontano il sacrificio femminile, la manipolazione del corpo. Ma anche il lato folle delle donne.

29) Chi ti ha ispirato il pezzo? Geri Halliwell, che ai tempi delle Spice Girls portava ballerine rialzate. E mia sorella Jasmine che fa la stilista e non sa danzare ma ci prova, facendo ridere tutti.

30) Il corpo della donna è diventato un campo di battaglia politico? Lo scandalo è servito a sensibilizzare gli uomini. Anche quelli come me, che non ho mai pensato alla sofferenza di una donna vittima di un ricatto sessuale.

31) Qual è la peggiore discriminazione? Sembra ce ne siano tanti tipi: sessuali, di pelle, di classe sociale, di peso, di altezza. Ma chi ha un atteggiamento discriminante lo applica a tutto.

32) Perché per la canzone Sanremo hai girato un video a Fiume? Ho scelto un regista costoso, W.I.Z., un genio. Per motivi anche economici l’abbiamo girato a Fiume, è una bellissima città e andava bene per il video, che è ambientato nell’Italia degli anni 50.

33) Chi è W.I.Z.? Uno che fa i casting per la strada, gira in bianco e nero e continua a citare Pier Paolo Pasolini.

34) Chi sei in questo video? Un architetto sposato che di notte va a cercare sesso con gli uomini.

35) Secondo te oggi il sesso è censurato? Tutti negano che ci sia censura, perché “c’è Internet, c’è Pornhub”. Che cazzo vuol dire?

36) Il sesso su Internet non ti piace? È facile relegare il sesso nella pornografia invece che sforzarsi di parlarne senza essere bigotti.

37) E come si fa? Ci si potrebbe perfino ispirare alla Rai degli anni 70. Con il bianco e nero c’era meno censura di oggi.

38) Sei nato nel 1983, ti riconosci nell’etichetta millennial? Per carità.

39) Essere stato ragazzino negli anni 90 che cosa ti ha lasciato? Il decennio ha offerto musica mediocre. È stata la decade delle band costruite a tavolino, delle major, della creatività votata al commerciale. Dei 90 salverei soltanto il sesso.

40) Che cosa ha di più quel sesso vintage? In quegli anni star come George Michael hanno potuto parlare di un erotismo libero. I Nirvana ne hanno cantato uno più rabbioso. E poi la presenza scenica di Prince che per questo tour mi ha ispirato molto. È un percorso di emancipazione nato negli anni 80 e terminato nei 90. C’è bisogno di conservarne memoria.

41) Quanto è importante la memoria nel pop? Posso far rispondere Umberto Eco?

42) Che cosa diceva il filosofo? In una lettera a suo nipote scrive: «I tuoi amici che non avranno coltivato la loro memoria non solo non sapranno emergere nelle conversazioni scomode, ma avranno vissuto una vita, la loro propria vita, e non tutte le vite che servono per essere una persona».

43) Secondo te perché Umberto Eco odiava i social? Aveva capito che sarebbero stati il grande magazzino della superficialità. E lo vediamo da come è narrata la sensualità, ovvero: “mi rifaccio le tette, il culo e appendo le foto su Instagram”.

44) Chi è stato il più bravo a dare un valore culturale al sesso? Ci sono stati artisti come Andy Warhol che hanno creato cultura parlando di sesso senza pietire i like sul mercato dell’immagine.

45) C’è gente, da Camille Paglia a Roger Waters, che fa discorsi simili, ma hanno tutti superato i 70, che cosa ne pensi? Che c’è una certa retorica dei vecchi saggi. A volte sono buffi.

46) Roger Waters che al Festival di Venezia alza il pugno chiuso è un attivista credibile? Bisogna chiederglielo quando lui e Jagger salgono sugli yacht di lusso con gli amici milionari russi e vanno a fare scorribande per il Mediterraneo (ride).

47) L’attivismo ha bisogno di nuove celebrity? Lo chiederei al giovane più figo, cool e sensibile che ho visto al Lido, Timothée Chalamet.

48) Sai essere tagliente, perché non abbiamo notizia di tue fiammate sui social network? Perché reagire lì dentro significa sentirsi vulnerabili. Quando leggo certi commenti mi si accende un fuoco di rabbia nella pancia. Ma divento fragile e non voglio pagare questo prezzo per un post.

49) I rapporti sociali non virtuali sono a rischio? È facile lamentarsi di questo con i ragazzi, ma conoscere persone nuove è diventato più difficile.

50) Qual è l’insulto peggiore che ti salta in testa quando sei incazzato? Shithead… intraducibile.

51) Hai lavorato con Fedez prima dell’era Ferragnez (Beautiful disaster, 2014, ndr). Che cosa pensi della sua evoluzione? Ci sentiamo ogni tanto, lui fa una vita molto diversa da me, ma vedo che è felice. È uno che non ha paura di impegnarsi ed è anche un ragazzo molto ambizioso.

52) Sei mai stato stalkerato e bullizzato? Dello stalking non voglio parlare, mentre il bullismo a scuola è stata una delle dure prove della mia adolescenza sia a Parigi che a Londra. Spesso, quando non era ancora stata riconosciuta la mia dislessia mi facevano sentire stupido.

54) Qual è il sogno che non hai ancora realizzato e al quale dedicherai il prossimo decennio? Se non ci sono di mezzo i soldi, la realizzazione definitiva dei sogni non ha limiti.

55) Puoi elencarne qualcuno? Fare mostre con i miei lavori, scrivere di più, mettere in scena
un’opera.

56) Come vorresti realizzarli? Vorrei creare esperienze immersive aperte a tutti. E belle storie che rendano il mondo croccante.

57) Che cosa bisogna fare per essere più croccanti, in Italia? Il problema è mondiale: il trash, la cultura spazzatura. A volte non lo vediamo, si nasconde dentro discorsi sofisticati.

58) Puoi fare un esempio? No.

59) Non vuoi o non puoi? Va bene, prendiamo la moda usa e getta e la sua ipocrisia. Ci siamo dentro tutti. Sappiamo che dobbiamo cambiare perché non è etica. Ma opponiamo resistenza. Anche questo è accettare il trash nella nostra vita.

60) Hai una soluzione? Ognuno è parte della soluzione con le sue passioni. Creiamo dei microformat personali da rispettare.

61) Che cosa sarebbe un microformat? Una specie di schema d’azione. Nello shopping, per esempio, colleghiamoci con chi la pensa come noi e condividiamo la scelta di non comprare cose che si buttano nel cesso a fine stagione.

63) Hai animali domestici? Due cani, Amira e Melachi, zia e nipote.

64) Sono nomi nobili libanesi? No no, significano Regina e Principessa. Mi sono ispirato aIl vizietto con Ugo Tognazzi e Michel Serrault.

65) I cani sono come le persone? Ovviamente.

66) Sei mai stato tradito? Spero di no.

67) Hai mai tradito? No.

68) Gli Ufo esistono? Certo, non sono egoista, io.

69) Qual è la tua isola greca preferita? Skiros.

70) Per il mare? Per gli abitanti. Per lo sguardo aggressivo e il modo di portare il coltello nella cintura.

71) Invito a cena obbligato: con Matteo Salvini o Boris Johnson? Ma scusa, non sono due nomi per indicare la stessa persona?

72) Da bambino che uomo volevi diventare? Un tipo abbastanza diverso da Johnson e Salvini.

73) Qual è la tua paura più grande? Boris Johnson e Matteo Salvini, insieme.

74) Il miglior cantautore italiano di tutti i tempi?Fabrizio De André.

75) Franco Angioni è un peacekeeper italiano che nel 1982 in Libano ha dotato i suoi soldati di libri sulla cultura libanese più che di armi. Sapevi di lui? Me ne hanno parlato di recente.

76) Che cosa ti ricordi della caduta del muro di Berlino? Avevo 16 anni. E di quelle immagini mi ricordo distintamente soltanto i lunghi baci.

77) A quale tentazione non puoi resistere? Ah, le patatineee, il gelatooo.

Getty images - Noam Galai

78) Qual è il tuo guilty pleasure? Le serie tv trash.

79) L’ultima che hai visto? Il regista nudo, su Netflix. È la storia dell’imperatore del porno giapponese Nobuhiro Motohashi.

80) Se la tua casa andasse a fuoco che libro salveresti? La raccolta delle istruzioni di tutti i device elettronici. Ci ho messo mesi a ordinarle.

81) La musica può guarire? No, però può accompagnare la guarigione.

82) Come definiresti i talent show in tre parole? Belli, brutti, detonatori di rabbia.

83) Hai già vissuto il grande amore? Non esiste il Grande Amore.

84) Questa risposta è irricevibile. Puoi ripetere? Il Grande Amore è come il sushi. Che hai già mangiato quello buono lo scopri dopo averne provati tanti disgustosi.

85) Chissà come la pensa Andreas Dermanis, ovvero Andy. È ancora il tuo compagno? Certo. Quindi la risposta non lo scalfisce.

86) Sei un partner geloso? Moltissimo.

87) Quando hai vinto il Premio Ennio Flaiano, sapevi chi fosse Ennio Flaiano? No. Ma dopo me l’hanno spiegato.

89) Sarebbe rischioso per la tua immagine? No, è questione di qualità del porno. Anche per fare film hard ci vuole cura. E lì c’è troppa merda.

90) Oggi ti senti lontano dalla tv generalista? A volte è soltanto un gioco di luci e ombre. In senso letterale. Il Mika televisivo, a viso aperto, sorridente e illuminato, sul palco di questo tour è in controluce. È significativo.

91) Quando si discute di politicamente scorretto a che cosa pensi? Preferisco parlare di politicamente onesto.

92) In tv hai fatto discorsi politicamente onesti? Ho detto cose scomode contro l’omofobia.

93) Con quali parole aprirai il tour a Londra, il 9 novembre? Dirò: «Mi sarebbe piaciuto suonare all’Astoria Theatre, ma, come tutti i posti fighi di Londra they fucked them up (storico locale caro alla comunità LGBT dietro Soho Square, che è stato trasformato in shopping center, ndr). Ora canto in questa discarica al Shepherd
Bush’s Empire».

94) Che cosa vuol dire essere cattolico greco-melchita, la religione di famiglia? È semplice, il rito è ortodosso. Però seguiamo il Vaticano.

95) Conosci il cinese, che cosa diresti ai ragazzi in piazza a Hong Kong? Non lo parlo così bene.

96) Però puoi insultare in dialetto arabo libanese? Si. Ma mi costringeresti a dire parole che in arabo sono orribili… veramente orribili.

97) Pensi che il blu e l’azzurro siano feminine colors? Ricordo ai fan dell’azzurro “solo” maschile che da millenni ci inginocchiamo davanti alla Madonna, con la sua tunica celeste.

98) La ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova ha ricevuto commenti maligni quando ha giurato in blu al Quirinale. Hai un messaggio per lei? Non aver paura degli uomini che hanno paura delle donne che hanno il potere.

99) Il Revelation tour, con il quale hai già completato il giro dell’America e stai per cominciare quello europeo, conterà centinaia di concerti. Ce la farai? Assolutamente sì.

100) Vuoi che ti saluti come Michael o come Mika? Michael, il mio nome è Michael Holbrook, born in 1983.

IL SUO REVELATION TOUR, PARTITO DA LONDRA, ARRIVA IN ITALIA. DOVE TOCCHERÀ 20 CITTÀ. A MILANO, E' il 3 DICEMBRE, AL FORUM DI ASSAGO.

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