Le Girl Ray sono la band che canta come Rihanna e suona come gli Smiths

Hanno uno stile anni Ottanta ma impazziscono per Rihanna: sono il gruppo che distrugge il confine tra underground e mainstream.

girl ray band
Laura McCluskey

È stata l'apparizione di Ariana Grande con Thank U Next, che si è manifestata alla band Girl Ray come una madonna in abito glitterato, a dare il via alla nuova era della musica di questo power trio londinese di matrice indie-rock. Poppy Hankin (chitarra e voce), Iris McConnell (batteria) e Sophie Moss (basso) sono rimaste affascinate da una nuova onda di cultura pop femminile attenta al self-love, ai valori di empowerment e ad un lavoro musicale più ibrido e sperimentale. Dua Lipa, Rosalìa e le altre hanno ispirato le tre musiciste che, a novembre 2019 hanno dato forma a Girl, il loro secondo album. Virando da un indie lo-fi a note R&B le Girl Ray si sono buttate su una personalissima interpretazione del pop. In un'intervista rilasciata al magazine Berlin in Stereo, il trio racconta: "Siamo così anti-pop star nel modo in cui ci vestiamo, agiamo e guardiamo", il loro look anni Ottanta appartiene alla loro zona di confort e non ci hanno rinunciato per avvicinarsi a uno stereotipo "abbiamo optato per tutta la storia del pop pur sapendo che non possiamo sfuggire alla goffaggine, alla stranezza e a noi stesse". Attaccando le foto di Ariana Grande intorno al banco di mixaggio, e usandola come guru spirituale, le Girl Ray hanno prodotto una musica su cui innamorarsi, su cui ballare, dei veri e propri bangers. A benedire il tutto, una spruzzata della loro ironia e anticonformismo. Sì, sono quelle che cantano "Throw that rock at my window / I’m waiting here for you" in Show Me More, ma anche quelle che su Instagram si ritraggono mentre si danno battaglia a palle di neve, si fotografano in depositi di pneumatici e mangiano schifezze. Se bisognasse fare un esempio di cos'è l'indie pop, sarebbe facile: questo. Testi leggeri e attitudine underground, nessuna paura di urlare "Io amo cantare Rihanna" ma "suono come The Smiths".

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La Girl Ray band si è formata in quell'età delicatissima che sono i 16 anni, al club di musica della loro scuola secondaria di Londra. Lì decidono di formare una band. A unirle è la passione per la musica e una comune avversione per le cose da teenager come parlare di ragazzi e vestiti costosi. La loro, dicono, è sempre stata una sensibilità diversa. Il primo live è una breve parentesi su un minuscolo palco a sud di Londra, dove tremano in preda all'emozione e vanno completamente fuori tempo. Ma di certo non si fermano. Presto Moshi Moshi, un'etichetta discografica che ha pubblicato anche Florence + The Machine, prende le Girl Ray sotto la sua ala e la band inizia a lavorare all' album di debutto Earl Grey. Il disco esce nel 2017 ed è una storia indie/rock in chiave adolescenziale, con una produzione lo-fi e tanto amore per le strumentali. Basta ascoltare la traccia omonima, Earl Grey, per ritrovarci tutto: una bomba di 13 minuti con una coda musicale che va dal rock al jazz, drammi da cameretta e un pizzico di nostalgia. La voce raffinata di Poppy racconta di amori non corrisposti in Just Like That; delle difficoltà nel diventare grandi trasformandosi in qualcuno che non ti piace, in Trouble. Stupid Things è uno sfogo sul tema cotta, sul ritrovarsi a fare cose ridicole, come guardare il suo film preferito senza che lui lo sappia.

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Il secondo album Girl, nasce in un periodo di pausa, dopo il tour legato a Earl Grey. Le tretornano a fare i conti con la vita di tutti i giorni: lavori ordinari, attacchi di panico e pochi stimoli per ritrovare le giuste vibrazioni per produrre nuova musica. L'idea di Girl, illuminata dall'immacolata apparizione di Ariana Grande, prende forma grazie ad Ash Workman, producer dei Metronomy e di Christine and the Queens, e da subito si annuncia come un grande cambiamento. Girl è un inno alla spensieratezza, sulla copertina la Girl Ray band si gode il sole a bordo di una decappottabile rossa. Friend Like That è l'emblema del nuovo paradigma indie/pop con i suoi rimbalzi di percussioni sintetiche e testo zuccheroso. Nel video di Friend Like That, la Girl Ray band si cala nell'anno 1987 e si finge trio nerd invitato al ballo dai più carini, come parte di un piano malvagio. Prese in giro da tutti, alla fine trovano la forza di reagire: la camera si allontana, lasciandole sporche di punch, ma trionfanti in mezzo alla pista.

P.S. Il luogo (del cuore) migliore dove vederle in Italia è quest'estate al Festival Ypsigrock di Castelbuono il prossimo 7 agosto.

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TOMORROW

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