La debuttante dell’anno, un mostro di egoismo, una raffinata socialite, una mangiauomini senza scrupoli, una vittima degli eventi, la figura più scandalosa della società britannica. Tutte queste definizioni si sono alternate nella vita di Margaret Campbell, duchessa di Argyll ogni volta che qualcuno – ed erano molti – si ritrovava a dover esprimere un giudizio su di lei. Il suo divorzio dall’11esimo Duca di Argyll, nel 1963, ha costituito l’apice della sua non-così-involontaria carriera come regina del gossip nel Regno Unito, una figura al contempo chic e imbarazzante di cui l’aristocrazia vorrebbe ancora nascondere il ricordo sotto un tappeto. Ma chi era Margaret Campbell, nata Whigham, della cui bellezza si parlava già intensamente quando era ragazzina a New York, la città in cui ha vissuto i primi 15 anni della sua vita a seguito del ricco padre milionario scozzese?

Margaret era figlia unica. Sua madre si chiamava Helen Mann Hannay e il padre, George Hay Whigham, era il presidente delle succursali in Gran Bretagna e Nord America della multinazionale chimica Celanese Corporation. Quando Margaret aveva poco meno di un anno, nel 1913, la famiglia si trasferì a New York dove la bambina ricevette un’educazione privata alla Hewitt School. Come tutte le famiglie di nuoveau riche del tempo anche quella dei Whigham aspirava alla scalata del prestigio sociale ottenendo un titolo nobiliare, per cui alla giovanissima Margaret si facevano frequentare gli ambienti migliori in cui potesse stringere amicizia con bambini, e poi adolescenti, figli di famiglie di sangue blu. Questo ha fatto sì che tra i suoi amori giovanili ci furono personaggi come il figlio dell’Aga Khan, Aly (che un giorno sarà marito di Rita Hayworth), più grande di lei di un anno, disposto a sposarla anche se erano giovanissimi e lei cristiana (ma il padre di lui intervenne).


Poiché Margaret Campbell mostrava una certa precocità (per il tempo) nel voler scoprire le cose della vita, quando aveva 14 anni la madre la prese da parte e le fece una lezione di educazione sessuale un po’ fuorviante: “il sesso è una cosa terribile che le donne devono sopportare", le disse, "chiudiamo gli occhi e lo sopportiamo". Margaret capì, intanto, perché fosse figlia unica. Ma crebbe anche in lei il desiderio di avvicinarsi a persone più affettuose della sua fredda madre. L’anno dopo, la famiglia era di nuovo nel Regno Unito e decise di trascorre le vacanze estive a Bembridge, sull’Isola di Wight. Lì Margaret conobbe un ragazzino di 17 anni decisamente carino e gentile, con gli occhi dello stesso azzurro del mare. Si chiamava James Niven, anche lui di origini scozzesi. Si presero una cotta reciproca così travolgente che Margaret perse la verginità con lui. Quando la vacanza terminò si salutarono per tornare ognuno alle proprie case, ma non si persero mai di vista. Cinque anni dopo lui debutterà in un piccolo ruolo cinematografico e da lì partirà la sua favolosa carriera di attore col secondo nome, David Niven. Margaret invece tornò a casa incinta. E il padre andò su tutte le furie.

“In casa Whigham si è scatenato l'inferno", ricorderà poi la cuoca di famiglia, Elizabeth Duckworth. Margaret fu portata di corsa in una casa di cura di Londra per farla abortire in segreto e lo scandalo fu tamponato. La madre era convinta che questo, aggiunto a una leggera balbuzie di cui soffriva la ragazza, ne avrebbe fatto una zitella sicura. Invece, anche se qualche voce maligna su di lei circolava per i salotti buoni della Capitale, il suo debutto in società del 1930, a 18 anni, fu un tale successo che la scrittrice Barbara Cartland la definì “la più bella debuttante di ogni tempo”. Margaret aveva gli occhi verdi e la pelle candida, senza difetti. Già da bambina era vanitosa, preparava attentamente le pose quando i genitori la portavano dal fotografo, ma da ragazza si faceva prendere sempre di profilo per esaltare la sua lantern jaw, il mento sottile e appuntito. Portava i capelli corti e ondulati col ferro e indulgeva in una posizione inclinata, con le spalle leggermente in avanti (che da allora prenderà il nome di "Deb Slouch"). Aveva sempre lo sguardo annoiato, come se fosse disinteressata a tutto, e la bocca lievemente imbronciata. Un kit di atteggiamenti sfruttato dalle fotomodelle. Dopo il debutto, Margaret diventò la donna più fotografata nell’alta società inglese e i paparazzi (termine che al tempo non esisteva ancora, ma quello erano) di The Tatler e The Sketch la seguivano e aspettavano fuori dal Cafe de Paris e dell'Embassy Club. "La signorina Margaret Whigham va ovunque e le sue fotografie sono apparse così spesso da essere conosciuta come una star del cinema", scrisse di lei il News Chronicle.

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La difficoltà a parlare speditamente le aveva insegnato a spostare l’attenzione della gente sui suoi pregi, facendo di lei un’antesignana del self branding. Diventò un talento nell'utilizzare la stampa a proprio vantaggio, tanto da relegare in un cono d’ombra le sue rivali debuttanti di sangue blu, Jeanne Stourton, Rose Bingham e Primrose Salt “sbiadite dopo tre anni", dirà lei nelle sue memorie. Venne soprannominata The Whigham, e lei stessa, nel suo memoir, racconterà un giorno: “Ero una piccola stella in un mondo molto sociale”. Nel frattempo, grazie alla storia con David Niven, Margaret aveva scoperto che le relazioni con l’altro sesso non sono così terribili come le aveva detto la madre. Nello stesso anno del debutto venne annunciato il suo fidanzamento con Charles Guy Fulke Greville, settimo conte di Warwick, ma qualcosa deve essere andato storto, perché il matrimonio fu annullato. La causa più probabile è che nel frattempo Margaret si era invaghita di Charles Sweeny, un finanziere e golfista dilettante americano di una ricca famiglia della Pennsylvania.


I due si sposarono nel febbraio del 1933 all'Oratorio Brompton di Londra, dopo che Margaret si era convertita, da protestante, alla religione cattolica del marito. La sposa, seguita da otto damigelle blasonate, indossava un abito disegnato da Norman Hartnell, lo stilista più in voga del momento, Era tempestato di così tante applicazioni e perle da aver impegnato trenta sarte. La folla accorsa per vedere gli sposi era tale - circa 3000 persone pigiate strette, sommate ai 200 invitati - che la polizia dovette bloccare il traffico di Knightsbridge per tre ore. Hartnell e Victor Stiebel saranno poi gli stilisti preferiti di Margaret per tutta la sua vita. Margaret rimase subito incinta e in autunno, purtroppo, diede alla luce una bambina morta. Non fu del tutto inaspettato: durante la gravidanza Margaret si era ammalata di una brutta polmonite che l’aveva quasi uccisa. Ripresa dal parto, Margaret tornò a sfavillare in società fino a quando non rimase nuovamente incinta e nel 1937 diede alla luce la figlia Frances Helen, nata sana nonostante la madre fosse caduta rovinosamente sul ventre durante la gravidanza. Con Charles Sweeny ebbe un altro figlio nel 1940, Brian. Dopo di ché Margaret rischiò nuovamente di morire, tre anni dopo. Entrata nell’edificio del suo podologo, imbocco distrattamente la porta dell’ascensore, che al tempo si apriva anche se non era al piano, e precipitò giù nella tromba per dodici metri. Atterrò sulle ginocchia, si ferì alla testa in modo non gravissimo, e si ruppe tutte le unghie perché aveva cercato di aggrapparsi al cavo del contrappeso. Ma si salvò.

Quella caduta le cambiò la vita. Il colpo le aveva danneggiato dei nervi facendole perdere il senso del gusto e dell'olfatto. La paura, forse, la dotò di un’insaziabile voracità sessuale. Visto che, nel frattempo, anche il marito la tradiva abitualmente, i due finirono per divorziare nel 1947 e i figli vennero affidati al padre. Gli anni di Margaret tra il divorzio da Sweeny e il matrimonio successivo, nel 1951, sono caratterizzati da una vita sentimentale intensa. Si fidanzò con un banchiere texano della Lehman Brothers, che la lasciò per un’altra donna. Ebbe una relazione seria con Theodore Rousseau, curatore del Metropolitan Museum of Art, ma fu lei a lasciarlo perché, volendo riprendere la custodia dei figli, lo reputò un patrigno inadatto. Finalmente si imbatté nell’uomo che i suoi genitori avevano sempre desiderato per lei: un nobile. Si trattava di Ian Douglas Campbell, Duca di Argyll, signore di Inveraray Castle. “Avevo la ricchezza, un bell'aspetto. Da giovane ero stata costantemente fotografata, commentata, lusingata, ammirata, inclusa nella lista delle dieci donne meglio vestite del mondo, menzionata da Cole Porter nella canzone You Are The Top. E potevo essere solo al top. Ero diventata una duchessa e signora di un castello storico. Apparentemente, la vita era tutta rose e fiori”, dirà lei nella sua biografia, molti anni dopo.

In effetti, il duca e la duchessa di Argyll sono una coppia che sembrava avere tutto: rango, una posizione in società, ricchezza, una dimora di prestigio. Ma non avevano classe. Ian Douglas Campbell era al suo terzo matrimonio. Aveva traumatizzato la prima sposa Janet Aitken, figlia di Lord Beaverbrook, di appena 18 anni, portandola in luna di miele in un bordello francese. Divorziarono otto anni dopo e lui si sposò con la ricca Louise Vanneck, che derubò di quasi tutti i beni. Il matrimonio con Margaret non fece sì che il duca mettesse la testa a posto. George Hay Whigham, orgoglioso della posizione raggiunta dalla figlia, aveva versato generose somme per restaurare il castello, ma dalle foto scattate in quel periodo è chiaro che la neoduchessa non c’entrava nulla con le Highlands scozzesi. Era sempre vestita come la socialite che è stata fino a quel momento, mentre il marito sembra appartenere a un altro mondo. Inoltre, era un uomo dipendente dall’alcol e dal gioco d’azzardo. Margaret passava più tempo nei salotti londinesi che al castello. E si procurò degli amanti. Fra quelli del periodo c’erano l’aviatore Glen Kidston, che nel 1931 aveva compiuto il primo volo dall’Inghilterra al Sud Africa, e l’ereditiere dell’industria automobilistica Martin Stillman von Brabus. Col secondo, Margaret diventò la protagonista di uno scandalo. Si dice che nel pieno di una festa, il giovane von Brabus abbia disegnato col rasoio, sui peli pubblici di Margaret, il marchio della Mercedes, una delle aziende gestite dalla famiglia.


Col duca non poteva funzionare. Nel 1963, fu lui a chiedere il divorzio da Margaret. La trascinò in tribunale accusandola di averlo tradito con almeno 88 uomini diversi. La fine del loro matrimonio divenne l’argomento più chiacchierato del Regno Unito, una vera telenovela a puntate. L’elenco di amanti portato alla corte dal duca includeva due ministri del governo e tre membri della famiglia reale britannica. Si parlava anche di Joseph Slatton, sposato con la cugina di Jacqueline Kennedy il quale, l'anno prima, aveva dovuta dare le dimissioni dal lavoro che svolgeva nella Casa Bianca forse perché scoperto da Jackie. Ma il pezzo forte del dossier era rappresentato da una collezione di Polaroid che il duca aveva trovato in un armadietto chiuso a chiave - fatto scassinare da un fabbro - nel pied-à-terre al 48 di Upper Grosvenor Street nel quartiere di Mayfair, dove Margaret alloggiava nei suoi soggiorni a Londra. Erano foto della duchessa che, vestita solo della sua collana di perle, compiva atti sessuali con un altro uomo la cui testa non compare mai. Lo scandalo finì sui giornali e la popolazione britannica si scatenò a scommettere su chi potesse essere The Headless Man. I sospettati erano cinque: il ministro Duncan Sandys, l’attore Douglas Fairbanks jr, un uomo d'affari americano, un ex addetto stampa al Savoy Hotel e Sigismund von Braun, fratello dello scienziato Wernher von Braun. Dall’analisi calligrafica delle "didascalie" a penna sulle foto si scoprì infine chi fosse, ma non è stato mai rivelato dalla corte anche se le voci del tempo propendevano più per l’attore, che al tempo era sposato.

Il giudice accolse la richiesta di divorzio del duca e nella sentenza Margaret fu descritta come una donna i cui appetiti sessuali non potevano essere saziati da un solo uomo. La duchessa non rivelò mai l'identità dell’uomo senza testa e Fairbanks negò l'accusa fino alla morte. Molto tempo dopo, si sospettò che in quella stanza, quel giorno, gli uomini fossero due: uno impegnato con la duchessa, l’altro che scattava le foto. Si sospettò che, oltre a Fairbanks, l’altro fosse il ministro Duncan Sandys, visto che l'unica macchina fotografica Polaroid nel paese a quel tempo era in dotazione al Ministero della Difesa. Anche se conservò il titolo nobiliare, la stella di Margaret duchessa di Argyll, iniziò a spegnersi. Nel 1975 pubblicò la sua biografia Forget Not, che ricevette recensioni feroci. Suo padre, prima di morire, preoccupato per la sconsideratezza con cui la figlia spendeva ogni sterlina che le finiva in mano, aveva bloccato l’eredità in modo che le venisse erogata un po’ per volta. Ben presto Margaret fu costretta ad aprire al pubblico la sua raffinata abitazione per visite guidate, ma quando nel 1978 i suoi avvocati riuscirono a sbloccare tutta l’eredità familiare, fu la fine. Sperperò tutto e si coprì di debiti, tanto da dover vendere la bella casa di Belgravia per spostarsi nella suite di un hotel.

Nel 1983 Margaret Whigham in Campbell, duchessa di Argyll, era in lacrime al funerale di David Niven, il suo primo amore
. Nell’88 fu invitata ospite a una trasmissione in seconda serata su Channel 4, After Dark, ma uscì dallo studio mentre il programma era in onda perché “moriva di sonno”. Il suo ex marito, il duca, era morto già nel 1973. Nel 1990, a 78 anni, non aveva più neanche i soldi per pagare la suite in hotel. Il primo marito, Charles Sweeney e i figli le presero un appartamentino dove rimase fino a quando, non essendo più autosufficiente, fu trasferita in una casa di riposo al centro di Londra. Qui, una notte, morì banalmente per una brutta caduta dal letto, dopo essersi salvata da quella di 12 metri nella tromba dell’ascensore decenni prima. Nel 2013 la sua ex nuora, Lady Colin Campbell, ha dichiarato che poco prima di morire Margaret le aveva confessato l’identità dell'uomo senza testa. Sarebbe stato Bill Lyons, l’allora direttore delle vendite della Pan American. Non cambia molto le cose, ormai. Della bellissima, licenziosa e spendacciona Margaret, che si definiva da sola “una donna vanesia” è rimasta una citazione che in fondo, oggi, con i parametri della moralità molto più indulgenti, la rende decisamente amabile e una pioniera influencer: "Sempre un barboncino, solo un barboncino. Quello e tre fili di perle: insieme sono assolutamente le cose essenziali nella vita”.