Warren Beatty e Diane Keaton, la storia dolceamara in un vasetto d'olive

Un giorno del 1978 i paparazzi videro spuntare Warren Beatty mano nella mano con Diane Keaton e pensarono "avanti un'altra". Invece...

diane keaton and warren beatty during 51st annual academy awards at dorothy chandler pavilion at the la music center in los angeles, ca, united states photo by ron galellaron galella collection via getty images
Ron GalellaGetty Images

Ci sono storie d’amore tra celebrità che rimangono nella leggenda e si citano all'occorrenza e altre che, quando tornano in mente, ci fanno battere la mano sulla testa ed esclamare “già, è vero!”. Esattamente come quando ci si ricorda – se non lo si scopre per la prima volta – che Warren Beatty e Diane Keaton sono stati una coppia. E lo sono stati anche per un tempo ragionevolmente lungo, quei cinque anni che rappresentano molto più del minimo dopo di cui si può scartare il concetto di “flirt”. Certo, una coppia formata dallo sciupafemmine di Hollywood per eccellenza, che è stato fidanzato anche con Madonna, e la ex storica di Woody Allen dall’allure intellettuale può sembrare bizzarramente assortita, oggi come oggi. Ma al tempo, la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80, le cose erano diverse. Ed erano una bella coppia.

Quando nel 1981 Warren Beatty scrive, dirige e interpreta il film Reds sulla vita del giornalista americano John Reed (che raccontò la Rivoluzione Russa nel libro reportage I dieci giorni che sconvolsero il mondo) riserva a Diane Keaton il ruolo di Louise Bryant, l’attivista e giornalista moglie di Reed. I due fanno coppia dentro e fuori dal set, i paparazzi li fotografano insieme già da un paio di anni. Diane ha avuto una storia importante con Woody Allen ma prima ancora, si è scoperto solo di recente, per un soffio non è diventata lei la moglie di Steve Jobs, il guru di Apple che aveva un debole per lei quando iniziava la sua fortuna nell’informatica. Warren invece stava già mettendo insieme un tale curriculum sentimentale – a vari livelli di impegno – che ci sarebbe da riempire una pagina di Wikipedia dedicata: Natalie Wood, Claudia Cardinale, Diane von Fürstenberg, Raquel Welch, flirt fugaci (più probabili che presunti) con la principessa Margaret, Cher, Jacqueline Kennedy, Maria Callas, Jane Fonda, Melanie Griffith, Liv Ulmann, Christina Onassis, Iman, forse addirittura con Barbra Streisand e Vivien Leigh, e solo il cielo sa con quante altre (si parla di 13mila partner). La cosa che colpisce è che non viveva nessuna di queste storie con superficialità: “mi dispiace essere chiamato playboy solo perché non le ho sposate tutte”, dice oggi.

Archive PhotosGetty Images

Diane Keaton ha visto per la prima volta Warren Betty nel film del 1961 Splendore nell’erba. È bello ora, alla soglia degli 80 anni, figuriamoci a 23. "Diciamolo era da morire. Un sogno”, ha racconta la Keaton a Variety. Non si conobbero in una circostanza particolarmente suggestiva, frequentavano gli stessi ambienti, era inevitabile incrociarsi. La loro storia iniziò nel 1978: “lui non solo era bello, stupendo, sexy, accattivante, misterioso e una grande star del cinema”, dice lei, “era anche un produttore e regista incredibile. Un uomo così unico". Warren, molto rispettosamente, usa una metafora quando parla di donne. Dice che sono come un vasetto di olive: “lo stappi e puoi decidere se mangiare una sola oliva o finire il barattolo”. Quando la loro storia iniziò, decise che di Diane voleva il vasetto intero. Si dice che lei lasciò Woody Allen per lui, o per lo meno che in Warren colse l’occasione giusta per chiudere quella relazione cervellotica e nevrotica, che fra i sui rituali comprendeva il vivere separati e darsi la buonanotte, dalle due diverse case di Manhattan, facendosi un segnale con le torce.

Tom WargackiGetty Images


I paparazzi iniziarono semplicemente a vederli in giro insieme. Diane Keaton racconta che la vita al fianco di Warren Beatty era fantastica perché non c’era porta che non si spalancasse davanti a lui. Si dice che nessuno può piacere a tutti, ma sembrava che lui invece, riuscisse tranquillamente a farlo. I locali più “in” (come si diceva al tempo della loro relazione) gli riservavano i posti migliori e gli facevano saltare la coda sistematicamente, Diane ne parla come un periodo molto divertente: “Ricordo che Warren era curioso di tutto e voleva sapere di più su tutti”, racconta ancora a Variety, “quando ti parla, lui ti fa sentire come se fossi unico, una persona che conta, assolutamente affascinante".

Jack Nicholson, Diane Keaton e Warren Beatty sul set di Reds
Paramount PicturesGetty Images

Dopo tre anni di questo idillio, coperto da una riservatezza quasi irritante per gli appassionati di gossip – sia Warren che Diane non amano mettere in piazza il privato – iniziano le impegnative riprese di Reds. Sul set sembra andare tutto bene. Ma per una coppia, lavorare insieme è inevitabile causa di logoramento. Warren è schiacciato dalle tre diverse responsabilità del progetto, la regia, la recitazione, la produzione e quando si presentano anche dei problemi finanziari e di programmazione, il nervosismo erode entrambi gli attori e la relazione è messa a dura prova. Quando il film diventa un successo, e Beatty diventa il terzo cineasta nella storia a essere candidato all’Oscar, nello stesso anno, come regista, miglior attore protagonista e sceneggiatore, le cose sembrano essere andate a posto. Reds è candidato anche come il miglior film, ma la statuetta la vince poi Momenti di gloria. Warren vince solo per la miglior regia. Diane, candidata come miglior attrice, non vince. Ma a quel punto, la coppia è già arrivata alla parola fine. Senza troppi clamori, così come era iniziata, si spegne poco dopo. Nessun dettaglio specifico è noto anche sull’addio, che Keaton si limita a ricordare “dolceamaro”. Nessuna litigata clamorosa. I due sono rimasti sempre amici, è come se in quel metaforico vasetto di olive lui ne avesse lasciata una, nel caso in cui si presentasse l’occasione di gustarla ancora. Poi ha trovato sulla sua strada Annette Benning e ha messo la testa a posto, la prova che in tutte quelle 13mila donne aveva sempre, solo cercato quella con cui restare per sempre. E a Diane Keaton, che dopo di lui si innamorò di Al Pancino ma non fu lo stesso, sarebbe piaciuto essere lei l’ultimo vasetto di olive di Warren Beatty, il suo grande amore.

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