Qual è il futuro di Melania Trump se Donald Trump dovesse perdere le elezioni?

Mentre le elezioni del presidente degli Stati Uniti si avvicinano, oltreoceano sono partite le scommesse sul destino della First Lady in caso di sconfitta del marito.

La data del 3 novembre in cui si terranno le elezioni del Presidente degli Stati Uniti si avvicina e l’esperienza insegna che nessun sondaggio, ormai, è in grado di predire con certezza un esito elettorale. Tutte le forze sono schierate, anche Melania Trump si sta dando da fare prestandosi alla campagna elettorale del marito Donald Trump prendendo la parola dal palco nei cosiddetti Swing states, gli stati in cui i risultati oscillano fra democratici e repubblicani e sono sempre imprevedibili. Come la Pennsylvania, in cui parlerà il 20 ottobre. Ma proprio perché la riconferma di Trump non è scontata, una delle considerazioni “non-fondamentali” che ci possiamo permettere il lusso di fare è: cosa succederà a Melania Trump, se da gennaio 2021 lei e suo marito dovessero lasciare la Casa Bianca? Non si tratta di una curiosità dal punto di vista economico, ovvio. Secondo i dati recenti, le donne in difficoltà che meritano un’attenzione molto più alta di quella da riservare a lady Trump (e una mano tesa) sono fin troppe. Melania Trump, che non è una sciocca, probabilmente ha già provveduto al suo futuro, nel caso in cui si dovesse avverare la profezia scagliata da Jane Fonda mentre era ospite a Che tempo che fa: “mi hanno arrestata cinque volte, magari dopo il 3 novembre toccherà a Donald Trump”. Quello che invece si aspettano di sapere su di lei con eguale interesse sostenitori e detrattori è: quale ruolo si ritaglierà Melania Knauss in un eventuale futuro da ex First Lady?

Che Melania Trump non voglia tornare nell’ombra sembrerebbe chiaro. Come fa notare The Cut, la moglie del presidente ha recentemente sviluppato il gusto per il trattamento dei temi che stanno a cuore a tutti gli americani in questo periodo - la crisi economica e l’ambiente -, nel suo blog personale sul sito della White House. Combattiva, ha evocato di recente anche il tema della “meschinità”. Senza fare nomi, sembra chiaro che lanci qualche frecciata a Stephanie Winston Wolkoff, sua ex amica e consigliera che nel libro Melania and Me ha svelato, tra le altre cose, il contenuto di alcune conversazioni registrate in cui la First Lady di tanto in tanto ha perso le staffe: “Who gives a fuck about Christmas stuff and decorations?”, avrebbe sbottato Melania parlando del Natale; “Give me a fucking break”, ha tagliato corto su cosa ne pensasse delle criticate politiche immigratorie del marito che hanno separato intere famiglie.

Dal blog, lei si difende con calma. Magari c’è qualcosa che richiede ancora un po’ di convergenza ed equilibratura, nei suoi interventi: in uno dei sui post, Melania Trump racconta di aver superato l’esperienza del COVID-19 con "una dieta equilibrata, aria fresca e vitamine", e con "compassione e umiltà". Troppo superficiale, come fa notare The Cut, se parliamo di una malattia che ha ucciso oltre 1 milione di persone in tutto il mondo in meno di un anno. Lecito chiedersi se questo tipo di affermazioni vengano scritte per stare in linea con la propaganda elettorale del marito e se un domani Melania racconterà altro, in caso di trasloco dalla White House. Ma a parte questi presumibili cambi di rotta futuri in balia del destino, si possono fare una serie di ipotesi su di lei, in caso di mancata rielezione.

L’ipotesi #1 è quella che danno per scontata gli elettori repubblicani: Melania e il marito ex presidente riprendono la vita di sempre, e lei gli rimane accanto mentre lui affronta i processi che inevitabilmente spunteranno. Fine. Troppo facile, anche perché il presidente ha annunciato più volte che in caso di sconfitta lascerebbe gli Stati Uniti, ma per andare dove, non si sa. L’ipotesi #2 è una delle più accreditate: se il marito dovesse perdere le elezioni - e cadere in disgrazia -, Melania chiederà un divorzio che secondo la leggenda forse vuole da tempo, ma dal quale si è astenuta per accordi firmati quattro anni fa. Perché Donald Trump dovrebbe cadere in disgrazia? I motivi li ha sintetizzati la CNN: in caso di sconfitta, Trump diventerà vulnerabile a molteplici indagini. Presunte frodi finanziarie commesse come privato cittadino e con la sua azienda, cause per diffamazione giunte in risposta alle sue negazioni delle accuse mosse da donne che affermano di essere state aggredite sessualmente da lui, e alcune accuse di corruzioni commesse durante la presidenza per i suoi profitti personali. Come presidente, Trump è stato finora in grado di bloccare tutte le azioni legali. Ma tornando un cittadino comune, gli pioverà addosso una grandinata di udienze.

A questo punto, assisteremmo al divorzio del decennio. Town & Country, in un recente articolo, scherza che in questi giorni basta sedere al tavolo di una steak house vicino a uno studio legale o un tribunale per sentire gli avvocati fare scommesse su questo. Donald Trump è il tipo di uomo che nessuna donna sposa senza un solido contratto prematrimoniale, e Melania ne ha sicuramente uno. I due precedenti divorzi del magnate si sono conclusi con il rispetto dei prenup: il versamento di 14 milioni, un appartamento a New York, una villa nel Connecticut, l’utilizzo una volta l’anno della dimora storica Mar-a-Lago a Palm Beach, e 650mila dollari l’anno di alimenti per Ivana Trump, mentre della seconda moglie, l’ex modella Marla Maples, si conoscono meno dettagli. Ma essendo il matrimonio durato solo sei anni, e avendo molte entrate derivate dalla popolarità ottenuta con le nozze, pare abbia ottenuto "solo" due milioni di buonuscita. Con Melania le cose si complicheranno.

Secondo i più autorevoli divorzisti americani, Trump potrebbe aver riformulato il prenup con la moglie dopo l’elezione (su richiesta di lei, per renderlo più favorevole). Oppure Melania potrebbe aver firmato un accordo standard che riguarda ciò che i coniugi possedevano prima del matrimonio ed esclude ciò che guadagneranno in futuro. Si ipotizza che Donald Trump cercherà di non farsi portar via l’appartamento di New York ma che ne cederà un altro alla moglie per viverci con il figlio minorenne, Barron. Una cosa certa è che Melania avrà il diritto di tenere i gioielli comprati dal marito. Il “problema”, diciamo così, è che se come sembra il contratto prevede per lei una buonuscita di 50 milioni, la cifra non sarà neanche lontanamente sufficiente a farle mantenere il tenore di vita a cui si è abituata in 15 anni di matrimonio (22, se si calcola anche la convivenza iniziata nel 1998). Sta proprio qui, forse la spiegazione del perché Melania Trump si stia adoperando per costruirsi un’immagine di opinionista e commentatrice attraverso il suo blog: ottenere una credibilità intellettuale che le permetta di incrementare le sue entrate in futuro. Forse ce la ritroveremo a firmare anche lei un contratto da conferenziera alla Harry Walker Agency che si è già aggiudicata gli Obama e i duchi di Sussex, il principe Harry e Meghan Markle?

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