Mentre scrivo questa intervista ascolto Flores No Mar di Populous, il perché lo scoprirete da voi, verso la fine. Ho appena agganciato la cornetta, okay facciamo finta che io abbia davvero un telefono fisso vintage di quelli bellissimi color pastello, dopo un quarto d’ora buono in compagnia della voce di Melissa Greta Marchetto che per brevità descriveremo come conduttrice televisiva e radiofonica classe 1985. Ma il suo curriculum è ben più corpulento. “Ho fatto la cantante e la modella per mantenermi durante gli studi”, mi racconta, “poi però la prima esperienza alla conduzione mi ha fatto capire che non c’era altri che volessi fare nella vita. Mi sono buttata, era necessario”. Inizia con Deejay TG e Quelli che il calcio, continua con la conduzione del DopoFestival, Drive Time, i Diversity Media Awards… Oggi affianca Gino Castaldo (“un gran figo, un gigantesco mentore”, dice lei) in Magazzini Musicali, il nuovo programma in onda il sabato pomeriggio su Rai 2, che ruota attorno alla presentazione delle classifiche settimanali FIMI-Gfk, intervallata da interviste ad artisti, live e chiacchiere sull’attualità musicale. “L'idea alla base di Magazzini Musicali è nata quasi casualmente la scorsa primavera, nei giorni in cui si cercava una soluzione che permettesse di portare il Concertone del Primo Maggio in tv in pieno lockdown. Questo è il risultato. Non male che non duri solo mezza giornata, no?”.

Courtesy Cosimo Buccolieri

Radio, tv, social, qual è il mezzo di comunicazione più difficile da abitare?
I social. Sembrano i più semplici e frivoli di tutti, proprio perché a portata di tutti, e invece sono quelli che nascondono più insidie. Non si tratta solo di scaricare un’app, farsi un account, postare un selfie, ma di imparare a viverli e conviverci in modo rispettoso. Possono avere il potenziale più grande che vuoi, ma se stiamo ancora qui a contare i casi di bullismo, body shaming e compagnia, allora la verità è che non abbiamo capito proprio niente. Dobbiamo lavorarci su ancora un bel po’.

Quanto te ne frega dei cliché su una donna che parla di calcio in tv?
Non esiste la donna che parla in tv di calcio. Esiste la persona che parla in tv di calcio. Sorpresa, non solo i maschi ne sanno di sport.

Un aggettivo per i tuoi ultimi 7 anni.
Costruttivi. Penso di aver intrapreso un percorso che non si è mai fermato. E ne sono molto fiera.

Quanto è importante un programma sulla musica nel periodo storico forse più delicato per la musica?
Ti dico solo che quando me l’hanno proposto ho pensato: allora i miracoli esistono! Abbiamo iniziato a registrare Magazzini Musicali lo scorso novembre, quando ormai eravamo già super assetati di live e concerti, quindi proporre contenuti con esibizioni dal vivo e trovare spazi per permettere agli artisti di fare un po’ di promo è stato molto importante. Credo che la tv oggi sia tornata a essere più coraggiosa.

Come vivono questo periodo gli artisti con cui hai avuto modo di parlare?
Al contrario di quanto pensassi, molti di loro hanno una grandissima ispirazione e moltissimi input per la scrittura di musiche e testi. Quello che manca è una valvola di sfogo, la conseguenza più naturale di tutto questo lavoro, ovvero i live. E se Magazzini Musicali in parte può esserlo, beh, sono orgogliosa. Diciamo che ho capito che un artista non lo fermi, ecco.

E a te, chi ti ferma?
Non ho ancora incontrato nessuno che possa farlo.

Non solo salotto musicale ma anche format in stile hit parade. Sei anche tu una nostalgica di Top of the Pops?
Siamo tutti figli di Top of the Pops! E sono molto felice che dopo qualche anno di stallo, un format del genere sia tornato in tv. Negli ultimi tempi la musica in televisione ha trovato spazio solo sotto forma di talent. Bellissimi, giustissimi, importantissimi, ma ogni tanto abbiamo bisogno di vedere qualcosa in cui non ci siano giudizi, punteggi, gare. Solo di ascoltare la musica senza disquisire per forza del talento o meno di una persona.

Il cantante/band che moriresti dalla paura di intervistare.
Elisa. È l’artista che amo di più al mondo, se mi penso accanto a lei divento piccola così, ho una riverenza estrema nei suoi confronti che spazzerebbe via la mia professionalità.

La canzone che sarà sempre tra i tuoi preferiti su Spotify.
Flores No Mar di Populous e tutto l’album Body Talk di Robyn. Ovviamente Elisa gioca un campionato a parte…

Domanda di rito, te lo devo fare, progetti per il futuro?
Spero che Magazzini Musicali duri 15 anni, ci credo moltissimo! Nel frattempo, ho concluso le registrazioni di un nuovo programma con Fabrizio Biggio, non c’entra con la musica, il tema sono le start-up.

Ultima, personale, e poi ti lascio andare. Abbiamo una cosa in comune, non abbiamo finito l’università per prendere un treno che forse non sarebbe passato mai più. Ci pensi mai? Ti fa male?
Ci penso sempre perché i genitori me lo ricordano sempre (ride, e anche io…). A parte gli scherzi, fanno bene. Come si dice, “mi hanno fatto studiare”. E mi hanno insegnato cos’è giusto, mi hanno trasmesso i loro valori potenti. Sono sicura che un giorno anche quel capitolo si concluderà, non adesso, adesso non mi fermo.

Hai altri treni da prendere?
Sì. Devo.