Chris Evert e Jimmy Connors, la storia d'amore che diventò una palla avvelenata

Negli anni 70 la coppia più amata dal gossip era composta dai due tennisti più giovani e talentuosi di sempre, ma tutto finì nel mistero (svelato 40 anni dopo).

jimmy connors e chris evert
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La vita sentimentale non si trova in un punto molto alto, nella scala delle priorità degli sportivi professionisti. Raramente è al secondo posto, in genere al terzo, dopo le gare e la famiglia d’origine che ti supporta, quasi mai al primo. Ecco perché negli anni 70 la storia d’amore fra le due giovani star del tennis Chris Evert e Jimmy Connors era rara e seguita come quella di due divi di Hollywood. Li chiamavano La Coppia d’Oro del Tennis, The Golden Couple, e avevano in comune quell’infanzia piena di sacrificio e dedizione agli allenamenti che molti anni dopo racconterà efficacemente anche il loro collega Andrea Agassi in Open.

Jimmy Connors e Chris Evert nel 1974
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Christine Marie Evert, nata il 21 dicembre 1954 a Fort Lauderdale, in Florida, aveva iniziato a prendere lezioni di tennis da suo padre Jimmy, allenatore professionista con qualche coppa sul camino vinta nel dopoguerra. Come sempre succede in questi casi, i figli diventano la propaggine generazionale per raggiungere i propri traguardi sfuggiti e nel ’69, Jimmy Evert aveva già fatto di sua figlia Chris la numero 1 nella categoria Under 14 degli Usa. L’anno dopo, a soli quindici anni Chris Evert, con a seguito la madre Colette che vegliava su di lei costantemente, aveva già sconfitto Françoise Dürr, il giocatore numero 1 al mondo e aveva vinto il Grande Slam in singolo. Jimmy Connors, invece, nato il 2 settembre del 1952 a Belleville, nell'Illinois, in una famiglia cattolica, aveva incontrato lo stesso destino, ma spinto dalla madre Gloria, ex giocatrice anche lei, e dalla nonna Brenda. Dopo aver vinto tutti i tornei di categoria giovanile, la madre lo aveva portato in California a 16 anni per farlo allenare da Pancho Segura, un leggendario campione di tennis degli anni 40, e da lì aveva spiccato il volo.

Si potrebbe dire che quando Chris Evert e Jimmy Connors si incontrarono, nel giugno del 1972, sia stato il classico colpo di fulmine. Probabilmente, dopo essersi scambiati qualche parola, è scattata da subito la consapevolezza dell’affinità che c’era fra due ragazzi già famosi con un disperato bisogno di relazionarsi con qualcuno che non fosse un parente o un allenatore. Erano nella sala da pranzo del Queen's Club per un torneo parallelo a quello di Wimbledon a cui, tradizionalmente, gli atleti partecipavano per scaldarsi. Lei aveva 17 anni e Jimmy 19. Trovandola carina, lui aveva sfacciatamente preso posto a tavola accanto a lei e qualche giorno dopo riuscì a convincere la madre Colette a concederle una libera uscita serale. Jimmy portò Chris a cena e poi, con il gusto condiviso della trasgressione, andarono al Playboy Club di Londra. Lui racconterà molti anni dopo che nessuna delle conigliette lì dentro era riuscita a distogliere la sua attenzione da Chris. Era stregato. Quella sera lui la riaccompagnò in albergo e si baciarono per la prima volta, ma lui aveva già deciso che si sarebbe comportato da gentleman perché quella ragazza, con cui si era divertito in giro per la città come due teenager qualsiasi, gli piaceva davvero tanto. Giovani e sprovveduti come erano, non erano riusciti a non farsi notare dai paparazzi e il giorno dopo, sui giornali inglesi di gossip, si parlava solo del flirt fra i due ragazzi più talentuosi del tennis mondiale. I due vennero allo scoperto, si baciavano sul campo quando vinceva l’uno o l’altra, e quando entrambi vinsero i campionati di singolare di Wimbledon nel 1974 e il Doppio misto insieme, si parlava sulla stampa di "Love Double". Ma li chiamavano anche, scherzosamente, La bella e la bestia, perché lei era la fidanzatina d’America del momento, bionda e apparentemente delicata nonostante i muscoli e i tendini d’acciaio, molto educata in campo, mentre lui era un bullo spesso polemico con il pubblico e con gli arbitri. Due anni dopo il loro incontro, nonostante fossero ancora molto giovani, Chris Evert e Jimmy Connors annunciarono le loro nozze. Lui le comprò un anello di diamanti a Johannesburg dove entrambi avevano appena vinto gli Open del Sudafrica.

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Il matrimonio si doveva tenere nel novembre del 1974. I fan erano in brodo di giuggiole, la stampa dedicava alla favola d’amore della giovane coppia del tennis pagine su pagine. Quell’anno, al tradizionale ballo dopo il torneo di Wimbledon, l’orchestra aprì le danze con il brano The Girl That I Marry, in loro onore. Preparativi, abito, fiori, chiesa. Poi, all’improvviso scoppia la bomba: le nozze sono annullate. Chris e Jimmy si erano lasciati e non si riusciva a estorcere un’informazione accettabile da nessuna delle classiche fonti vicine alla coppia. Non furono più visti insieme. Quattro anni dopo, in un intervista, Chris fece due cose: raccontò che durante l'ultimo match le era caduto il suo bracciale sottile di diamanti (che da allora si chiama "tennis") e raccontò che con Jimmy avevano semplicemente forzato i tempi e che avevano preso troppo sul serio la classica infatuazione fra ragazzi. La chiuse così. Sembrava però che qualcosa si fosse rotto, nei loro cuori. Entrambi ebbero altre storie, Chris si è sposata tre volte e ha avuto anche una liaison con l’attore Burt Reynolds. Lui si fece la fama da sciupafemmine ma alla fine sposò davvero una modella di Playboy, Patti McGuire. La storia d’amore della Coppia d’oro del tennis è stata dimenticata fino a quando lui, nel 2013, ha pubblicato la sua biografia The Outsider e ne ha distrutto il ricordo. Nel libro, Connors svela che lui e Chris, al tempo, erano stati entrambi infedeli. Ma soprattutto, lascia intendere che a un passo dalle nozze lei aveva scoperto di essere incinta, e pur essendo sicura che il padre fosse Jimmy, prese la decisione di abortire per non interrompere la sua carriera. "Sono delusa per come ha manipolato una questione privata avvenuta 40 anni fa, che era personale e dolorosa", commenta oggi lei, a riguardo. Ma ha confermato che è così che decisero di lasciarsi, anche un po’ freddamente. Ed è così che un grande amore può trasformarsi nel suo esatto contrario.

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