#Sanremo2021 C’è un maschile e un femminile che si mescola

Quarto riassunto dall'Ariston: Mahmood, Beatrice Venezi e Achille Lauro + Boss Doms.

C’è un maschile e un femminile che si mescola, si prende per mano, si sfiora, si contamina, si autodetermina sul Palco dell’Ariston. Questo è accaduto ieri sera. Per gioco, con i due conduttori nei panni di “Amedeo Squillo e Rosario Salerno” nell’interpretazione - celebrazione di Siamo donne (parrucche sì, ma non goffi travestimenti al femminile), per coerenza professionale e identitaria: con Beatrice Venezi, madrina dei Giovani, che tiene al suo essere definita “direttore”. "Mi assumo la responsabilità di questa cosa - “perché è importante quello che sai fare. La posizione ha un nome preciso e nel mio caso è quello di direttore d'orchestra, non di direttrice”. Poi ci sono stati i fiori - nel mezzo - li ha voluti Damiano dei Maneskin “Questa sera li prendo io” (la sera prima già Francesca Michielin li aveva regalati a Fedez, quanto si fa piccolo su quel palco).

Beatrice Venezi in Giorgio Armani e gioielli Bvlgari dalla collezione Serpenti
Jacopo Raule / Daniele VenturelliGetty Images

E poi Mahmood, che mette in scena un medley potentissimo con le sue canzoni più famose (quanta strada in due anni, e pensare che sulla sua vittoria si sentì di dover intervenire anche la politica. Una certa politica. Quei populisti che oggi si definiscono liberali. Ultimo piagnucolò piccato per la non vittoria e ci fu una levata di scudi per imporre dall’anno successivo soltanto il televoto. Che bello quando il passato resta là, sepolto). La fa in gonna Mahmood la sua esibizione. Con naturalezza. Fiero e contemporaneo. Fiorello, ieri sera in grande forma (solo lui può reggere un monologo sulla sessualità degli animali senza diventare volgare. E senza una platea davanti che risponde alle sue battute) divertito, lo guarda, indica la gonna “È avanti”.

Mahmoo in total look Burberry
Jacopo Raule / Daniele VenturelliGetty Images

La scena poi diventa performance, l’inno nazionale si fa marcia nuziale: Achille Lauro, abito da sposa e bandiera italiana tra le mani, scende le scale dell’Ariston per trovare - “all’altare” - Boss Doms, chitarrista e produttore, suo partner musicale da anni. Scatta il bacio, prolungato, vero sulle note di Me ne frego. Da far saltare sui divani di casa quelli che scelgono di non comprendere la sfaccettatura della realtà. Sempre Fiorello entra nel “quadro” di Lauro, corona di spine sulla testa, meraviglioso, cantano insieme Rolls Roys.

Fiorello e Achille Lauro, makeup Gucci
Jacopo Raule / Daniele VenturelliGetty Images

C’è un maschile e un femminile mischiato anche nella coppia de La Rappresentante di Lista (lei per altro sul palco fa ciò che vuole, gavetta e talento). Del monologo di Barbara Palombelli - co conduttrice della serata - salviamo un passaggio “Studiate fino alle lacrime, lavorate fino all’indipendenza”. Lo dice alle ragazze, alle donne. Partendo dalla bambina che è stata. L’emozione negli occhi nel ricordare il padre - lei ragazzina negli anni 60 e quindi in conflitto con le regole - si unisce a quelle di inizio puntata di Gaudiano, vincitore tra i Giovani “È qualcosa di eccezionale quello che è successo, dedico a mio padre questa vittoria, mio padre è andato via…”. In uno spettacolo che ieri sera fila via con ritmo e belle esibizioni la tradizione "resta salva” con il primo posto generale di Ermal Meta.

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