La vita dolceamara di Fawzia d'Egitto, la principessa più bella di sempre

L'evento mondano del 1939 furono le nozze fra la sorella di re Farouk e l'erede al trono di Persia Reza Pahlavi, ma nacquero sotto una cattiva stella...

“La donna su cui Dio ha lasciato la firma”. “Una principessa di misteriosa e rara bellezza che ti costringe ad ammirarla per ore senza stancartene mai”. Sono due delle definizioni che grandi personaggi storici dedicarono a Fawzia d’Egitto, quella che ancora oggi, con il suo ovale perfetto, e gli occhi insolitamente blu scuro, è considerata la più bella principessa di sempre. La prima la scrisse il presidente francese Charles de Gaulle nel suo memoir, la seconda la pronunciò il primo ministro britannico Winston Churchill dopo averla conosciuta. Ma la stampa della sua epoca descrisse Fawzia in molti altri modi, anche se erano tutti concordi su quello che la definiva “una via di mezzo fra Hedy Lamarr e Vivien Leigh” che coniò per lei il New York Times. La principessa Fawzia era la figlia del sultano e re d’Egitto e del Sudan Fuad I, e della sua seconda moglie Nazli Sabri. Era nata il 5 novembre del 1921, un anno dopo il fratello Farouk, l’erede al trono. Se fosse nata molti anni dopo forse Fawzia avrebbe frequentato le migliori scuole e sarebbe stata incoraggiata a prendere una laurea, come si fa ora con tutti i giovani reali. Al tempo, invece, alle figlie del re veniva insegnato nei collegi svizzeri come stare al mondo nella loro posizione sociale, per affiancare un marito del loro rango. Fawzia era quindi cresciuta nel lusso e nella raffinatezza e parlava tre lingue, francese, inglese e arabo e dopo essere salito al trono nel 1936, re Farouk portava spesso con sé le sorelle Fawzia e Faiza consapevole del fascino che le due giovani nobildonne esercitavano sulla comunità internazionale. Quando aveva appena 16 anni, Fawzia fu chiesta in moglie dal principe Mohammed Reza Pahlavi, figlio di Reza Khan, lo Scià di Persia.

L’obiettivo dei Pahlavi, politico e di prestigio dinastico, è emerso nel 1972 da un dossier declassificato della CIA. Le nozze fra i due adolescenti non avrebbero solo unito strategicamente i loro due Paesi, uno sunnita e l’altro sciita. I Pahlavi erano militari di origine contadina il cui padre del pretendente si era autoproclamato Scià nel 1925, dopo un colpo di Stato del 1921. Per cui avevano un disperato bisogno di immettere del vero sangue blu nella loro discendenza. All’inizio i reali egiziani, la stirpe degli Ali che regnava invece da più di cento anni, snobbarono la richiesta di quelli che consideravano dei parvenue. Lo Scià inviava costosissimi doni a re Farouk, che li considerava insignificanti. Ma si fece convincere dal suo consigliere Maher Pasha a cedere la mano della sorella perché un matrimonio reale avrebbe portato sotto i riflettori la storica monarchia egiziana un po’ appannata dal controllo che subiva da un’altra monarchia, quella britannica, e l’avrebbe rafforzata militarmente. Il passo successivo sarebbe stato quello di dare in moglie altre due delle sorelle di Fawzia al re Faysal II dell'Iraq e al figlio dell'emiro Abdullah di Giordania, per formare un blocco di alleanze perfette. Intanto, però, Fawzia iniziava a prendere lezioni per imparare l’ennesima lingua, il persiano. Il matrimonio di Fawzia d’Egitto e del principe Mohammad Reza si tenne il 15 marzo 1939, dopo dieci mesi di fidanzamento, e fu esageratamente sfarzoso, con carri che sfilavano nelle strade del Cairo spargendo fiori sulla folla e con i fuochi d’artificio sparati dalle rive del Nilo. Al ricco ricevimento da venti portate nel Palazzo Abdin, agli ospiti furono donate bomboniere in oro e tempestate di pietre preziose. La cerimonia fu poi ripetuta a Theran cercando di battere lo sfarzo di quella egiziana con un grande spettacolo di acrobati nello stadio, le strade addobbate a festa e il banchetto nuziale col menù francese a base di caviale del Mar Caspio, Consommé Royal e raffinati piatti di pesce, pollame e agnello.

Re Farouk, Fawzia e il principe Reza Pahlavi il giorno delle nozze al Cairo
BettmannGetty Images


Fawzia andò a vivere in Iran con lo sposo che prima di quel giorno aveva visto una volta sola. Ma quando cominciò a patire le frequenti interruzioni della corrente elettrica già sulla linea ferroviaria che la portava alla sua nuova casa, e vide i palazzi reali persiani che trovò inadeguati al confronto con quelle egiziani, ebbe subito la sensazione di essere finita nel posto sbagliato. Per il 19enne principe Reza le cose non andavano meglio: non aveva avuto intenzione di sposarsi così presto ma provava troppa soggezione verso il padre militare per opporsi. Fawzia non aveva ancora imparato abbastanza bene il persiano e il principe non conosceva nessuna delle lingue parlate da lei, tranne il francese. La coppia si trovò quindi a comunicare i primi tempi in una lingua europea che non apparteneva a nessuno dei due. Il primo degli obiettivi del consigliere Maher Pasha era stato però centrato. Le immagini delle nozze rimbalzarono in tutto il mondo grazie alla bellezza della sposa, dando lustro a entrambi i paesi. Per far contenti tutti, Fawzia e Reza iniziarono subito a cercare di dare un erede alla dinastia e riuscirono ad avere una figlia, Shahnaz, un anno e mezzo dopo le nozze. Sei mesi dopo, nel settembre del 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale, le truppe anglo-sovietiche invasero la Persia sospettando che lo Scià stesse per allearsi con la Germania di Hitler. Reza Khan fu mandato in esilio e gli Alleati posero sul trono al suo posto il figlio, più innocuo. Fawzia tirò un sospiro di sollievo perché anche a lei quel suocero troppo autoritario e con il frustino alla cintola, sempre pronto da usare con i sottoposti, non piaceva affatto. Divenuta regina dell’Iran, ricevette il fotografo Cecil Beaton che la ritrasse per la copertina della rivista Life, e improvvisamente il suo volto fu su tutti i giornali occidentali dove veniva definita "una delle donne più belle del mondo". Ma Fawzia avrebbe fatto volentieri a meno di tutto questo, pur di tornare in Egitto. Le donne della famiglia Pahlavi erano invidiose di quella bellissima aristocratica che non si impressionava per nessun lusso, ed erano gelose del giovane Reza, di cui temevano che Fawzia potesse rubare loro l’affetto. Il nuovo Scià di Persia, dal canto suo, era l’unico uomo al mondo a non curarsi della bellezza della moglie che tutto il pianeta gli invidiava e la tradiva alla luce del sole, scorrazzando per Tehran con l’auto piena di ragazze. Fawzia era sola e disperata, e anche se non si lamentava con la famiglia di origine, le voci sulla sua infelicità coniugale raggiunsero il Cairo. Per non provocare incidenti diplomatici, re Farouk inviò con una scusa un membro della sua corte a Teheran. Al ritorno, quello gli riportò di aver trovato Fawzia magra, trascurata e gravemente malata: “le sue scapole sporgevano come le pinne di un pesce denutrito", disse l’emissario al suo re. Gli raccontò che sua sorella soffriva di depressione perché era stata accusata di tradire lo Scià con il suo insegnante di lingua persiana, e che era stato necessario far arrivare uno psichiatra dagli Stati Uniti per curarla con discrezione.

Re Farouk si sentì oltraggiato per come lo Scià stava trattando un membro prezioso della sua famiglia. Il re egiziano scrisse alla sorella chiedendole di divorziare e a Fawzia non parve neanche vero di leggerlo. Reza Pahlavi cercò in ogni modo di trattenerla per non far scoppiare uno scandalo, nel regno si vociferava già che fosse impotente e una fuga della regina avrebbe confermato la maldicenza. Ma Farouk riuscì a farla divorziare ricorrendo alla legge egiziana, e la fece rientrare a casa. Non ci fu modo di farle portare con sé la figlia Shahnaz che rimase in Iran, separata dalla madre anche se era poco utile ai fini della successione dinastica. Il divorzio non fu riconosciuto in Iran per sette anni. L’assenza della regina fu giustificata con motivi di salute dovuti al clima iraniano, inadatto a lei. Poi lo Scià cedette, si innamorò della bellissima figlia di un ambasciatore, Soraya, la sposò, e diede vita a un’altra storia d’amore sfortunato di cui si parlò in tutto il mondo. Ma nel frattempo Fawzia, che aveva proseguito la terapia da un analista ad Alexandria, si era già risposata con il colonnello Ismail Chirine, laureato al Trinity College di Cambridge e ministro della Difesa. Stavolta era stato un matrimonio d'amore e la principessa non ebbe più alcun bisogno di antidepressivi. Insieme ebbero due figli, un maschio e una femmina e Fawzia non lasciò più l’Egitto nemmeno dopo che, nel 1952, suo fratello Farouk fu detronizzato e mandato in esilio a Napoli, mentre veniva proclamata la repubblica e il suo titolo non valeva più nulla. Rimase vedova nel 1994, suo fratello Farouk era già morto a Roma nel 1965, trovato senza vita alla sua scrivania. Lei morì nel 2013 a 91 anni dimenticata dal mondo. La notizia è stata data su Facebook da una nipote. Nel 1976 aveva riallacciato i rapporti con la sua prima figlia quando il presidente egiziano Sadat aveva invitato entrambe a un incontro ufficiale nel palazzo Abdin, come segno di distensione verso la famiglia reale detronizzata. Solo durante il viaggio di ritorno Shahnaz, che aveva sposato un architetto iraniano, capì che in quel palazzo in cui era stata ricevuta, sua madre era nata e aveva giocato con le sorelle da bambina. Era stata la sua casa. Fino al suo sfortunato matrimonio.

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