Questa è l'equazione che ha fatto stravincere Alexandria Ocasio-Cortez

La donna più giovane a salire al Congresso USA ha trionfato alle midterm 2018 per alcuni motivi tanto semplici quanto detonanti.

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I suoi occhi sgranati dallo stupore sono entrati nella memoria in 144 secondi (o ex caratteri di Twitter). Alle primarie dei democratici del giugno 2018 e Alexandria Ocasio Cortez anni 29, nata e cresciuta nel Bronx, sfidava il maschio bianco più influente del partito nell’area di New York, Joseph Crowley. Non ci sperava nessuno, nemmeno lei. E alla fine ha vinto tutto, con quella reazione immortalata e ribattuta su tutti i social. Un’esplosione di gioia spontanea di fronte a quel 57% che ne ha decretato la vittoria e che ha fatto piangere anche i più scettici. Alexandria Ocasio-Cortez è la più giovane politica americana di sesso femminile ad ottenere un posto al Congresso degli Stati Uniti e lo ha preso per lo stato di New York, uno dei primigeni del paese, uno dei più cruciali per la presenza della megalopoli atlantica ombelico del mondo. E il futuro torna tutto da scrivere per la sinistra statunitense e per le donne nella politica a stelle & strisce. Alexandra Ocasio-Cortez ha vinto, e con lei donne altrettanto importanti. I motivi? Pochi, semplici, c r i s t a l l i n i.

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#Perché è concretamente per il bene di tutti
La giovane candidata democratica ha dato vita ad una campagna elettorale basata sui suoi piedi e sui chilometri da percorrere. Senza fermarsi mai. Su Twitter Alexandria Ocasio-Cortez ha postato le foto delle scarpe consumate, vissute, rotte con cui ha conquistato piede dopo piede i suoi distretti (Queens e Bronx).

Piogge di like che hanno inquadrato una realtà antica, quasi da déjà-vu, che nell’epoca di urli e insulti via Facebook e Twitter sembra primordiale. La sua vittoria riporta la politica nei dibattiti faccia a faccia, a confronti dove parlare, persino litigare, in nome di ideologie con azioni concrete e fatti dimostrabili. E il suo programma? Un inno alla civiltà: Alexandria Ocasio-Cortez è socialista democratica (area Bernie Sanders), vuole l’assistenza medica per tutti (il celebre Medicare già approvato da Obama e poi parzialmente smantellato da Trump), l’università pubblica, l’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora, la regolamentazione delle armi e soprattutto un diverso iter normativo per l’acquisizione della cittadinanza americana. Più che nostalgica è decisamente 4.0.

#Perché è il simbolo della democrazia inclusiva
Gli analisti non si sbilanciano a indicare vincitori e vinti in generale, ma la scalata di Alexandra Ocasio Cortez rossetto rosso d’ordinanza su sorriso aperto, determinata e precisa, corretta anche nelle polemiche, diretta nei suoi speech, dura e dolce all’occorrenza tra il popolo che l’ha votata, è un segno preciso. È l’ascesa al potere di qualcuno che non ha santi nel paradiso elitario della politica americana: è donna, è giovane, ha origini latine, viene dai quartieri più problematici di New York. Alexandria Ocasio-Cortez è il volto simbolo di una società che è sempre stata multietnica e che dopo le midterm 2018, finalmente, è riuscita anche ad eleggere un buon numero di molti dei suoi rappresentanti.

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#Perché, banalmente, era ora
Le Midterm 2018 sono state indubbiamente le elezioni dove, seppure sempre in minima parte, sono emerse donne politiche di varie estrazioni sociali e origini. Con questo ritorno alla politica dai toni sì accesi ma dai fatti precisi, sono stati ridimensionati i tremendi discorsi razzisti delle alte sfere politiche che col “dàgli all’immigrato” hanno conquistato la Casa Bianca due anni fa. La grande presenza femminile in queste elezioni di metà mandato fotografa un momento storico importante. Ci si può leggere l’onda lunga del movimento #MeToo, volto a riequilibrare la gestione del potere togliendolo dalle mani totalitarie degli uomini bianchi di mezza età. Le splendide differenze sociali del paese diventano un vanto di progresso, di valorizzazione. L’elezione di Rashida Tlaib, prima palestinese al Congresso (per il Michigan) e Ilhan Omar prima ex rifugiata (somala in Kenya) a conquistare il suo posto (per il Minnesota), entrambe di fede musulmana in un paese con presidente Donald Trump, è un segno fortissimo. Come le vittorie di Ayanna Presley, prima nera a rappresentare il Massachusetts da tre anni a guida Repubblicana, e Sharice Davids, la prima politica orgogliosamente nativa americana (ovvero la minoranza più bistrattata, massacrata e ghettizzata della storia statunitense). “Un mondo migliore è possibile” ha detto Alexandria Ocasio-Cortez nel suo primo discorso da eletta. E viste le candidate donne elette alle midterm 2018, viene da crederci davvero.

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