Di cosa hanno bisogno le donne per definire ed allargare il loro posto nel mondo? Virginia Woolf avrebbe risposto “una stanza tutta per sé”. A distanza di più di un secolo da quell’affermazione, la stanza per sé si è trasformato in un doveroso spazio per le donne arricchito di indipendenza economica e potere gestionale. Le donne manager sbullonano pregiudizi e convinzioni radicate che fondano ancora buona parte dell'immaginario mondiale. Se sulle donne scienziate l’erosione dello stereotipo è progressivamente aumentata, sulle donne del mondo dell’informatica le convinzioni sono ancora molto resistenti. Ma lentamente, inesorabilmente, grazie a personalità di spicco si decalcificano idee retrograde e si parla sempre di più di uguaglianza nei ruoli, specialmente in quelli di gestione del potere. Susana Voces è General Manager per Italia e Spagna di eBay, due paesi che condividono l’area business a partire dal 2017. Sorridente e disponibile, Susana Voces è schietta e trasparente come un calcolo matematico. I suoi occhi intelligenti e concentrati sono in grado di sintetizzare in un guizzo i pensieri in rapida successione. Laureata in Spagna e poi specializzatasi ad Harvard in marketing per l'Information Technology, il cv di Susana Voces è davvero incredibile: ruoli via via sempre più importanti nelle maggiori aziende informatiche, da Arrow (con cui ha lavorato negli Stati Uniti) a Ericsson e Paypal. Susana Voces è l’esempio vincente di chi è riuscita con fermezza a sbriciolare il canone dominante attraverso un esempio di caparbietà costante. A partire proprio dai suoi studi.

Courtesy eBay

Partiamo della tua formazione: come hai iniziato, cosa hai studiato, e come sei arrivata in eBay?
Ho iniziato con ingegneria tecnica meccanica, che è davvero una materia… come dire, maschile. Eravamo 4 ragazze in tutto il corso. Poi ho preso un baccalaureato in Marketing e poi sono andata a Boston, a Harvard, in management. In Florida avevo frequentato le scuole medie, a Madrid il liceo. Era la mia seconda esperienza negli USA.

Hai parlato di poche colleghe in tutto il corso. Pregiudizi e stereotipi: ti sei mai sentita giudicata per aver fatto questa scelta di formazione “informatica”?
Racconto sempre questa storia: quando finisci il liceo, l’università ti chiede di fare un test di ingresso e devi avere una lettera di raccomandazione scritta da un professore. Io ho domandato a un insegnante uomo, e lui non era convinto di questa mia decisione. La carriera che avevo scelto era molto maschile. All’inizio non volevo etichette, non volevo che qualcuno mi dicesse niente, volevo studiare quello che mi piaceva e fare quello che mi sentivo. Ma per la prima volta ho sentito la differenza: perché questa persona non mi ha scritto una bella raccomandazione? Perché non mi ha spinta in quella direzione? Penso che nella vita sia normale: le persone ti etichettano e sei tu a dover rimuovere le etichette che ti danno, e fare quello che vuoi. Io cerco sempre di mescolare le cose che mi piacciono con le cose che sono brava a fare. Quando trovi l’equilibrio tra queste, è fantastico. Ci sarà sempre qualcuno con cui dovrai lottare, ma alla fine è divertente (sorride).

Pensi quindi che questo genere di pregiudizi e stereotipi possano essere superati, in qualche modo?
Nella vita troverai sempre persone così. Molto è cambiato, oggi abbiamo molte donne che sono manager, che hanno ruoli da dirigenti anche in grandi compagnie. Nel mio team la head of sales è una donna, chi prepara i business C2C è una donna… Molte donne stanno entrando in vari business. Ad esempio in Spagna il managing director di LinkedIn è una donna, e anche in Google è una donna. Certo, le donne in certe posizioni sono sempre meno degli uomini. Troverai sempre persone, in carriera, che ti faranno venire dei dubbi su ciò che sei, o che cercheranno di renderti la vita più difficile. Ma va bene, dobbiamo prendere il meglio da tutto questo e dobbiamo essere convinte di rompere quegli stereotipi.

Poi hai più incontrato quell’insegnante?
No, in realtà.

E cosa gli diresti se lo incontrassi oggi?
Gli direi “Spero di averti dimostrato che le donne possono fare carriera nell’ingegneria meccanica, come gli uomini”. Spero che prima o poi legga quest’intervista (sorride), mi riconosca e dica “Uh guarda, questa è la ragazza, alla fine ci è riuscita, lavora in una grande azienda in Italia… Ok, forse mi ero sbagliato, forse poteva fare pure di più”. Io sono per le dimostrazioni pratiche. Il mio suggerimento a tutte le donne e le ragazze è che, se sanno quello che vogliono, devono dimostrarlo. E devono dimostrarlo facendolo e non solo parlando.

La realtà alla fine è la riprova migliore a tutto, no?
Sì, decisamente. Ogni uomo o donna, per avere un ruolo esecutivo, deve essere sicuro/a di procedere bene e fare le scelte giuste. Non puoi avere tutto nello stesso momento. La vita e la carriera non sono una gara di velocità. Visto che lavorerai almeno fino a 65 anni o più, devi sapere cosa è importante nella vita. Devi scegliere quando e quanto lavorare, i viaggi, i tuoi figli, i tuoi momenti speciali. E devi accettare il sostegno per saper bilanciare. L’equilibrio è diverso a seconda delle persone. Io mi sono trasferita in Italia, viaggio, a Milano posso essere a casa tutti i giorni alle 5. È una cosa che ho scelto, perché mi piace. La mia realtà è qualcosa di diverso dagli altri. Alla mia famiglia va bene così (ride).

A proposito di famiglia, all’interno della compagnia la flessibilità degli orari dei dipendenti è una policy globale. In eBay i dati sono chiari, da anni l'azienda si occupa di rafforzare la presenza femminile nell’organigramma. Nel 2011 è stata lanciata anche la Women's Initiative Network (WIN) per coinvolgere sempre più donne nella struttura gestionale dell'azienda. L’obiettivo non è l’assunzione in un posto di lavoro che garantisca uno stipendio fisso, ma la possibilità di formazione che apre la strada agli avanzamenti di carriera per le donne in modo che in numero sempre maggiore possano occupare ruoli gestionali importanti. Nell’ultimo Diversity&Inclusivity Report è emerso che in eBay il 40% dei dipendenti è donna e che il 33% di queste ricopre posizioni apicali. Una buona media osservando il panorama generale.

Courtesy eBay

Susana Voces continua con una serie di esempi, uno di questi proprio relativo alla sua storia personale: “La flessibilità è sempre fondamentale, in eBay dipende da ciò che scegli e da quello che vuoi fare. Ogni giorno ti regoli: un genitore, sia uomo sia donna, può andare a prendere i figli a scuola tranquillamente. Devi sapere quale è il risultato. Ma la realtà è fondamentale: quando mi hanno detto che sarei diventata manager in Italia, sapevo che lavorare bene avrei dovuto viaggiare e spostarmi. Non potevo fare la manager da casa mia a Madrid. Ho parlato con la mia famiglia e ho fatto presente che, se volevo fare le cose per bene e visto che eBay mi dava questa flessibilità, avrei potuto scegliere come farlo. Certo, ci sono compromessi: ma qui puoi decidere. A volte più tempo al lavoro, a volte più tempo per la famiglia. In eBay puoi decidere tu del tempo per te. Puoi avere un congedo maternità lungo, rientrare e avere successo. È una cosa bella, perché generalmente, è sempre l'equilibrio tra le cose a farle funzionare. Che tu sia uomo o donna, ovviamente.

Non ci sono differenze di genere quando si è genitori, devono essere uguali, no?
Esattamente.

Mi scuso per la domanda personale, ma hai figli?
Sì, ne ho due.

Hai notato delle differenze tra il lavoro in Italia e quello precedente in Spagna, differenze che ti hanno particolarmente colpita?
In realtà no, non tante. Italia e Spagna non sono tanto diverse: gli italiani sono persino più appassionati. La passione è centrale, qui, quasi più che in Spagna. Per il resto si sa che il Sud Europa ha comportamenti molto simili (sorride). eBay è comunque un’azienda molto internazionale: in ogni parte del mondo c’è la stessa tipologia di mentalità, in un certo senso. Comunque le differenze tra Italia e Spagna sono poche.

Ci sono particolari progetti che vorresti sviluppare qui in Italia?
eBay è una grande azienda perché colleghiamo venditori e compratori in tutto il mondo, specialmente per quanto riguarda le piccole imprese. In Italia c’è una bella possibilità di sviluppare business online. C'è una forte possibilità di iniziare a vendere online anche per l’export, la vendita all’estero. Per me, e per i team che lavorano con i venditori, c’è questa grande opportunità di essere grandi partner per le aziende italiane. Vorrei che eBay fosse riconosciuto come friendly marketplace per tutte le imprese italiane e i venditori che vogliono crescere. Penso che il legame tra noi e i sellers italiani debba essere molto stretto, e vogliamo essere un marketplace riconosciuto perché lavora bene con gli associati. Ci sono tante piccole imprese molto interessanti, molto dipende dalla formazione e dal sostegno che si dà loro. In generale, ci vuole tempo per farlo, e in Italia ci vuole una formazione maggiore. Credo che stiamo andando nella giusta direzione. Abbiamo un team italiano molto forte e felice di lavorare bene su queste priorità.