L'amore secondo i Pinguini Tattici Nucleari

È uscito l'album Fuori dall'Hype e noi abbiamo intervistato la band per parlare d’amore, funerali, cuochi coi baffi e ragazze di provincia

pinguini tattici nucleari
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Il nome Pinguini Tattici Nucleari, per chi non li conosce, già incuriosisce: c'è chi li etichetta come demenziali e chi inizia a chiedersi come mai questo nome? Ecco l’importante è che non lo chiediate più a loro, perché è dal 2012, anno in cui si sono formati, che glielo domandano. Spoiler: è il nome di una birra super alcolica ormai fuori produzione. In origine la band aveva componenti totalmente diversi e nel 2017 ha raggiunto la sua forma attuale, con 6 membri bergamaschi (di provincia) nati tra il 1991 e il 1994: Riccardo Zanotti (voce), Elio Biffi (pianola), Lorenzo Pasini (chitarra), Simone Pagani (basso), Matteo Locati (batteria), Nicola Buttafuoco (chitarra).

I Pinguini Tattici Nucleari nel 2019 fanno il grande salto ed escono con il loro quarto album Fuori dall'Hype. Passano dal mondo indipendente alla firma con Sony, dalle esibizioni nelle sagre di paese (in cui comunque spaccavano e mettevano amore come se fossero al Forum di Assago) al “Pinguini Tattici Nucleari in concerto all’Alcatraz” scritto sulle locandine.

Ai Pinguini Tattici Nucleari vuoi bene, perché ascoltarli ti fa stare bene e come dice Riccardo: «La nostra musica nasce per far stare meglio le persone, non è fatta per deprimersi, anzi è proprio una musica per lasciar andare». Coi Pinguini (metaforicamente, si intende) puoi parlarci di tutto: dall'esame di maturità in 79, al Test d'ingresso di medicina; trattare temi d'attualità in modo serio (Bagatelle) o meno serio (We want Marò back). Sanno raccontare (in modo strepitoso) delle vere e proprie storie, vedi Pula o L'uomo che inventò il fuoco. Possono essere davvero politicamente scorretti, come in una certa Ninnananna per genitori disattenti. Quel che sanno fare veramente bene è (anche) parlare d'amore. Se già ci avevano fatto commuovere con Irene e Tetris, in Fuori dall'Hype ci danno proprio dentro.

Fuori dall'Hype è un album in cui ogni canzone parla d'amore
Riccardo: Allora per alcuni brani è vero, ci concentriamo sull'amore, mi vengono in mente Nonono o Monopoli, però ce ne sono altri che non parlano veramente di quello, come Sashimi che sta sul tema gelosia. C'è Scatole che racconta il rapporto tra me e mio padre, Freddie che tratta l’amore a livello sociale. E anche Fuori dall’Hype, dedicata all’amore sì, ma per la musica.

Però alla fine tornate sempre a quello
Riccardo: Beh se per amore intendi attrazione sì, direi che questo è un disco di attrazione. Forse è più un magnete che un disco (ride).

Vi sentite un po’ cambiati dai tempi di We want Marò back ad ora?
Riccardo: Sì, soprattutto ti parlo dei testi, che scrivo io ma poi in sala prove cambiamo e finiamo tutti insieme. All'epoca ero chiaramente una persona meno matura.
Elio: Prima c’era più ingenuità.
R: Molta più ingenuità, nel senso che scrivevamo senza neanche pensare troppo al risultato finale. Era più un modo di comunicare al mondo quello che pensavamo di essere, mentre adesso vogliamo parlare al mondo.
E: Prima urlavamo, era un getto, mentre adesso c’è più ragionamento. Anche perché è diventato un lavoro a tempo pieno e possiamo spenderci molta più cura, anche sugli arrangiamenti ecc.

Prima di diventare musicisti a tutti gli effetti cosa facevate?
Elio: Io studente.
Lorenzo: Io studiavo e lavoravo, nel weekend facevo anche il guardiano di un museo.
Riccardo: Io ho studiato e lavorato, per un po', in una caffetteria a Londra.
Nicola: Io ho fatto il panipizza e il commesso per H&M. Poi un paio di altri lavoretti. E ho sempre suonato.
Matteo: Io ho lavorato in aeroporto, facevo bilanciamento e coordinamento dei voli.
Simone: Io facevo l’educatore, lavoravo coi bambini.

Ditemi una cosa di voi stessi che cambiereste
Lorenzo: Io l’ansia, assolutamente.
Elio: Io al contrario la rilassatezza.
Nicola: L’ansia, le preoccupazioni, la paranoia. Però, più che volerle cambiare, vorrei raggiungere la consapevolezza di averle e saperci convivere.
Simone: Io ti risponderei l’autostima, talvolta un filino in più non sarebbe male.
Riccardo: Io la quantità di zucchero che metto nel caffè, nel senso che ne metto da sempre troppo. Ho mille difetti però questo è quello che mi dà più fastidio, perché è l’unico che probabilmente mi farà morire prima.
Matteo: Io vorrei essere a volte meno ingenuo.

Cambiate spesso idea?
Tutti (annuiscono decisi): Molto, ci mettiamo in discussione spesso.
Riccardo: Discutiamo non tra di noi, ma proprio con noi stessi.
Elio: Con le nostre personalità multiple.
R: Abbiamo moti interiori.

Cambiate spesso fidanzata?
Tutti:
No, no.
Elio: Siamo molto giudiziosi da questo punto di vista.
Riccardo: Io non ho la ragazza al momento, tutti loro invece sì e sono dei grandi amatori. Io sto bene così: ho un cane che mi tiene compagnia, è l’unica che ho. E i miei genitori, che vedo spesso.

Pinguini Tattici Nucleari
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State per partire con il tour di Fuori Dall'Hype, ma l'estate scorsa avete fatto ben 100 date in giro per l'Italia. Ditemi quali sono i vostri ricordi migliori... Oltre i sempre presenti canti da chiesa
Riccardo: Il marchio dei canti da chiesa non ce lo toglieremo mai (ride). Li facciamo durante i concerti semplicemente perché tutti abbiamo passato l’adolescenza in oratorio e sono una cosa che ci accomuna. Tanti pensano che sia per blasfemia ma...
Elio:
Comunque tra i ricordi più belli: la volta in cui c’è stata la proposta di matrimonio sul nostro palco.
Lorenzo: Oppure quando abbiamo suonato a Livorno e siamo riusciti a prenderci un’oretta e mezza per farci il bagno in queste calette proprio sotto la location.
Riccardo:
Per me la volta in cui, in un hotel in Veneto, c’era un pasticciere che per colazione faceva le crepes al momento. Ne ho mangiate almeno quattro, alla Nutella, ed è stata una delle cose più belle della mia vita. Ma soprattutto: era un pasticcere con i baffi. E quelli coi baffi san sempre fare tutto meglio.
Nicola: Poi sicuramente quando ci siamo lanciati per la prima volta sulla folla, tutti e cinque. Eravamo al Covo a Bologna.
R: Anche il funerale a Rende, in Calabria, quando non siamo riusciti ad accedere alla zona del concerto perché una parte della strada era bloccata dal corteo funebre e dall'altra c'era la partita del Cosenza (credo).
E: Con gli ultrà.
R: Esatto, quindi si era creata una situazione di blocco totale e siamo arrivati stra in ritardo. Da una parte c’era la fede calcistica, dall’altra quella religiosa e la fede musicale affanculo.

Protagonista di tante vostre canzoni è la provincia
Riccardo: Il tema della provincia è sempre presente. Lo stesso titolo dell’album Fuori dall’Hype si riferisce al vivere "fuori" anche da un punto di vista geografico, distaccato da una big city come Milano. E la provincia non è una roba solamente geografica ma anche sociale, quindi arrivi a parlare delle persone che ti trovi attorno.

Ad esempio Ilaria e Antartide raccontano la ragazza di provincia. Ditemi qualcosa di lei
Riccardo: Queste canzoni sono leggermente diverse. Antartide parla della voglia di andare via ma del non riuscirci mai veramente. La provincia è un po' questa cosa qui: tutti quelli che se ne sono andati vogliono ritornarci, mentre tutti quelli che ci continuano a vivere sognano di andarsene.
Elio: Ilaria invece parlava di una ragazza che, dopo che se n’è andata, si è trasformata ed è diventata qualcosa che non era, probabilmente in negativo.
R: Pensare che cambiando luogo geografico possa cambiare completamente la tua vita, secondo me, finirà per renderti infelice. Bisogna sempre portarsi dietro il bagaglio di quello che si è, anche fuori.
Lorenzo: In Ilaria è molto presente il tema del sogno infranto. La ragazza è a casa a fantasticare su tutto ciò che farà nella vita, ma poi si rende conto che le cose non sono effettivamente così semplici.

Pinguini Tattici Nucleari
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Citando Scatole: l'amore l'hanno inventato i comunisti?
Lorenzo: In un centro sociale a Bergamo c’è una scritta che recita: L’amore è morto con Lenin.
Tutti ridono (ndr.)
L: Quella frase lì mi è rimasta e quindi secondo me un po’ sì, è così.
Riccardo: L’amore esiste ovunque, in posti più, in altri meno. Questa canzone parla del rapporto con mio padre: lui è una persona che non crede che l’amore esista dappertutto, invece l’amore c’è. Mio padre è una persona un po’ chiusa ma col tempo ha imparato a capire la nostra filosofia di gruppo, la nostra carriera, la nostra musica. E quella frase lì (ha sempre poco tempo per l'amore e tutte le altre cose inventate dai comunisti) secondo me sintetizza bene la differenza che c’è tra me e lui, che in qualche modo si è risolta col tempo.

"La tua assenza mi dà conforto, più della presenza del resto del mondo" in Verdura sembra scritta per diventare un cult
Riccardo: Questa è una frase che ho scritto alla mia… beh non so neanche se dire ex, a una ragazza con cui uscivo, quando se n’è andata via. E "la tua assenza mi dà conforto" può essere interpretata come: "il ricordo che ho di te mi dà conforto" oppure "il fatto che tu non ci sia me lo da". La bellezza di questa frase è il dualismo: dato che non ci sei sono felice oppure il ricordo di quando tu c’eri mi rende felice?
Elio: Oppure dato che adesso fisicamente non sei qui, sei lontana, ma comunque ci sei nel senso che sei presente nella mia vita, sono comunque contento. È una frase con un po’ di livelli diversi.
R: In generale questo album è pieno di frasi che possono essere interpretate. Come quando in Esplorando il corpo umano c'erano le catene di DNA che si mettevano insieme: ci sono tante teste che hanno diverse forme e possono inserirsi in tanti contesti diversi. Nulla è delineato, nulla è preciso, ed è proprio il bello della musica: si può plasmare su diverse anime, o teste di DNA, o quello che è.

Cover Fuori dall’Hype
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Di Sciare mi ha sempre infastidito la frase “Io stesso con una che mi vuole come partner non ci starei mai assieme"
Elio: L’adolescenza è un periodo difficile per tutti.
Riccardo: Questa è una canzone da adolescente, è dichiaratamente ingenua. Ma perché fastidio?

Perché sembra il classico ragionamento da maschietto: “A quella ragazza interesso troppo e io non voglio una fidanzata fissa”
Tutti: Ma no assolutamente, anzi è il contrario!

Il contrario?
Lorenzo: È da intendere come: io sono il capo degli sfigati e quindi effettivamente, mettendomi nei tuoi panni, ti capisco se non mi vuoi. Non ti merito.

Ah era da leggere con umiltà
E: Certo, è importante essere sempre umile.
R: Noi partiamo sempre dal presupposto di essere degli sfigati cronici. Cioè questa band è nata proprio per arginare la sfiga e non può esserci una nostra canzone che possa essere interpretata in quel modo lì. Non ci mettiamo mai su nessun piedistallo, anzi viviamo in una costante depressione carsica. Viviamo un gradino sotto e tutte le nostre canzoni vanno in quella direzione.

Parafrasando La strategia della tenzone: l'amore ci estinguerà perché saremo troppo impegnati ad ascoltare i dischi... Dei PTN?
Riccardo: A me piace l’idea che se un giorno scoppia una bomba atomica, se Kim Jong-un o altri la buttano, ci sia qualcuno sotto la doccia, contento, che sta ascoltando dalle casse le nostre canzoni e non si renda conto che fuori sta… Vuol dire che effettivamente i bassi sono equalizzati bene. Sì sarebbe bello secondo me, in generale, estinguerci ascoltando la musica più bella che si possa trovare. Io penso che ascolterei i Queen se mi dovessi estinguere.

E voi cosa ascoltereste sotto la doccia mentre vi estinguete?
Lorenzo: Steven Wilson.
Nicola: Drake o Frank Ocean.
Simone: Io vado sui Nirvana.
Elio: Per me De Andrè.
Matteo: I Queen, come dice Riccardo, sono un’ottima opzione.
Riccardo: Ah allora staremmo insieme io e te: facciamo la doccia insieme!

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