A Milano l'estasi di Santa Teresa rapisce anche Marina Abramović

L'estasi di Santa Teresa e di Bernini ispira la performance di Marina Abramović e il percorso espositivo che la eleva nella più antica Chiesa sotterranea di Milano, fino alla Cripta di San Sepolcro

Marina Abramović, Levitation, The Kitchen, Homage to Saint Therese
© Marina Abramović Courtesy of the Marina Abramović Archives

L’elevazione estatica non è per tutti, ma l’ultima performance artistica di Marina Abramović, rischia di condividerne la vibrante esperienza mistica, lasciandosi ispirare da quella raggiunta da una guida della spiritualità cattolica come Santa Teresa. Vergine di Dio, prima donna dottore della Chiesa e mater spiritualium dei Carmelitani e delle Carmelitane Scalze, nata nella Vecchia Castiglia spagnola di Avila nel 1515. Capace di raggiungere lo stato di levitazione anche nella cucina di un convento. Un cammino di ascesi, estremo quanto l’approccio alla performance art che l’artista d’origine Serba continua a rivoluzionare, portando per la prima volta la sua ESTASI nella Sala Sottofedericiana della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano (18 ottobre – 31 dicembre 2019).

Marina Abramović, Carrying the Milk, From the series The Kitchen, Homage to Saint Therese, video installation, color, 2009
© Marina Abramović Courtesy of the Marina Abramović Archives


«Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d'oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po' di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c'era da desiderarne la fine, né l'anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po', anzi molto. È un idillio così soave quello che si svolge tra l'anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento» - Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13

L’opera di Marina Abramović elabora il rapimento degli stati d’estasi riportato dalla Santa nella sua Autobiografia e dalla Transverberazione di Santa Teresa d'Avila (nota come Estasi di Santa Teresa), scolpita nel marmo e nel bronzo dorato da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1652, custodita nella cappella Cornaro della chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. Un’opera che lascia senza fiato come il cammino interiore della mistica spagnola, percorso dall’artista realizzando le tre performance video di The Kitchen, Homage to Saint Therese, direttamente nelle cucine dell’ex convento spagnolo di La Laboral a Gijon, dove per quattro decenni si sono preparati i pasti di oltre 8000 orfani. Un progetto autobiografico che torna nella stanza dell’infanzia dell’artista e nel luogo centrale della socialità di molti.

Marina Abramović, Vanitas, From the series The Kitchen, Homage to Saint Therese, video installation, color, 2009
© Marina Abramović Courtesy of the Marina Abramović Archives

Il cammino della santa e dell’artista, restituito dalle tre opere video presentate per la prima volta insieme, esplora i fenomeni di levitazione attribuiti a Santa Teresa e l'ascesa dell'anima umana, con mani tremanti che sfiorano un teschio di gesso. Il terremoto interiore che scuote il pentolino di latte tenuto tra le mani. La levitazione del corpo dell’Abramović, con braccia e gambe protese ad accoglierne l’elevazione spirituale. Una presenza che in ogni caso domina lo spazio e ferma il tempo. Una presensa forte e lieve che continua a coinvolge il suo pubblico nel dialogo ambivalente tra osservatore e osservato, attore e spettatore.

Istanti di pura sacralità che il percorso espositivo conduce fino alla Cripta di San Sepolcro, restaurata con cura insieme al dialogo tra luoghi di fede e arte contemporanea. Una conversazione che Marina Abramović continua a elevare nella più antica Chiesa sotterranea di Milano (individuata da Leonardo da Vinci come l'antico centro della città), dopo il respiro della condizione umana esplorato dalla video arte di Bill Viola, Lo sguardo di Michelangelo Antonioni sul Mosé di Michelangelo Buonarroti e l’ultima cena di Leonardo da Vinci e Andy Warhol. L’incontro tra la modernità del genio del 500 e del padre della Pop-Art.

La mostra curata da Giuseppe Frangi, promossa da Casa Testori, allestita da Martina Valcamonica e prodotta da VanitasClub (del Gruppo MilanoCard), tocca un’altra tappa emozionante del lungo percorso artistico di Marina Abramović, in attesa della monografica della Royal Academy of Arts di Londra del 2020. L’occasione di rivivere i punti salienti di cinque decadi di ricerca e sperimentazione che hanno forzato i limiti del potere espressivo del corpo, del tempo e del linguaggio, insieme a quelli di società e umanità.

Performance intense e scioccanti, da Leone d’Oro come Balkan Baroque. Presentato da Marina Abramović alla Biennale di Venezia nel 1997, con la sua riflessione sanguinolenta sui Balcani devastati dalla guerra in Jugoslavia, restando seduta su tonnellate di femori di bovino, ‘scorticati’ in modo ossessivo per quattro giorni. Opere che puntano sempre al cuore, di Marina e di ogni spettatore. Per niente metaforico nel caso di Rest Energy, performance che nel 1980 ha rischiato di trafiggerlo sul serio il cuore dell’artista, con Ulay, suo compagno di vita e d’arte per anni, intento a tenere per quattro minuti la freccia puntata al cuore di lei che tende l’arco. Sarebbe bastato che uno dei due lasciasse la presa, un rischio che lei continua a correre anche da sola.

Nella cucina di Marina il corpo e lo spirito si nutrono anche con i menù delle cene placé che ogni sabato sera (a partire dal 26 ottobre, alle 19.30 e alle 21.20) è possibile degustare immersi nella video-arte della pioniera del linguaggio performativo (39 euro per cena, visita alla mostra e alla Cripta di San Sepolcro, da prenotare online). La collaborazione con Caritas Ambrosiana, assicura anche la donazione di 200 biglietti a chi è a corto di mezzi ma non di fame di sapere, mentre il "biglietto sospeso" consente a chiunque di acquistare un biglietto d'ingresso in più, offrendolo a qualcun altro, con un gesto di solidarietà in sintonia con lo spirito della mostra.

Marina Abramović, Levitation, From the series The Kitchen, Homage to Saint Therese, video installation, color, 2009
© Marina Abramović Courtesy of the Marina Abramović Archives

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