Il futuro è una scienza: basta studiare i dati presenti per predire scenari possibili

Lo spiega la futurologa Cristina Pozzi: nel 2050 mangeremo cibo sintetico, ma anche un piatto di pasta al pomodoro; l'intelligenza artificiale guiderà la nostra vita ma l'uomo resterà al centro.

Robomart
Courtesy Robomart

«Il futuro è una scienza: vanno analizzati i dati e la loro evoluzione, ricercate le risorse e le tecnologie per predire scenari possibili». Cristina Pozzi, 39 anni, Young Global Leader al World Economic Forum 2019 e ospite al Festival dell'Innovazione e della Scienza, che ha da poco pubblicato Benvenuti nel 2050 (Egea), con la sua ImpactScool insegna ai giovani, anche nelle scuole, a capire come vivremo domani per prendere decisioni più ponderate oggi.

Come vivremo nel 2050? Per esempio la moneta sparirà e le banconote faranno da carta da parati. Fine vita anche per chiavi e documenti perché sottopelle avremo un chip biometrico.

La futurologa Cristina Pozzi
Francesco Margutti

Cosa verrà prodotto in laboratorio? Sarà normale per la moda realizzare scarpe e borse senza usare pelle di animali. E, nel food, gli hamburger che mangeremo saranno di sintesi, senza carne.

E sul fronte del lavoro? Avremo più intelligenza artificiale e più automazione. Ma l’uomo
dovrà rimanere sempre al centro della società e dovremo sforzarci di diminuire il divario sociale. Cominciamo subito: le scelte del presente ricadono sul domani.

Sfide Mobili. Autonome, elettriche, orientate al servizio e volanti. Le auto di domani andranno per terra o per aria, a seconda del traffico. E sicuramente da sole. Come Robomart (in foto e anche in alto), un veicolo a guida autonoma, già in uso in alcune strade californiane, che porta il supermarket sotto casa. Un’app lo geolocalizza e permette di fare la spesa in autonomia. Comodo ed ecologico, di sicuro. Ma forse non così piacevole dal punto di vista umano.
Courtesy Robomart
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