"Sii navigata. Sii innocente" il video monologo di Cynthia Nixon

La politica ex attrice di Sex And The City lancia un videomessaggio a social unificati, e fa riflettere su tabù eterni.

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Due minuti e 51 secondi di stereotipi sulle donne, condensati in una litania di contraddizioni. Il video di Cynthia Nixon su Instagram "Be a lady", sii una signora, è il vaso di Pandora che racchiude le donne in un coacervo di tabù e indicazioni, duri da estirpare i primi, ripetute a tamburo battente le seconde. Un monologo social-e che elenca le sentenze cui devono sottostare le donne, costrizioni elaborate nel corso di secoli e perduranti in questo terzo millennio dove la forza femminista sta mostrando la sua potenza indiscussa di aggregazione. Sono convinzioni alimentate da un modello sessista divisivo. A dare la voce alla schizofrenia della società contemporanea è Cynthia Nixon oggi, attrice che ha incarnato l'avvocata progressista Miranda di Sex And The City, attiva in politica (è stata candidata alla carica di governatore di New York ma è stata sconfitta da Andrew Cuomo), impegnata nella difesa della causa LGBTQ+, lesbica dichiarata, madre di tre figli, che si è sposata con la moglie Christine Marinoni non appena lo stato lo ha reso legale.

L'esempio della donna forte e diretta, e il modo migliore per prendere lo stereotipo e rigirarlo in positivo. Per GirlsGirlsGirls Magazine nel video Cynthia Nixon guarda fissa in camera, gli occhi azzurro serio vergati di inchiostro seppia. La sua voce d'acciaio monocorde snocciola l'ossessione per una perfezione che non esiste. "La tua gonna è troppo corta. La tua camicia è troppo scollata. I tuoi pantaloni sono stretti. Non mostrare tutta quella pelle". Il soliloquio accorpa e fa esplodere le centinaia di fissazioni inculcate sin da bambine, causa di giudizi che possono essere fatali. "Non essere tentatrice, gli uomini non sanno controllarsi, gli uomini hanno delle necessità". Quante volte lo abbiamo sentito e per quanti casi gravi (di stupro e molestie) è stato utilizzato quale giustificazione attenuante. Perché la colpa è sempre delle donne, le donne devono soffrire, persino la medicina è sessista. "Sei sciatta, lasciati andare, mostra un po' di pelle. Sii più sexy" E subito dopo: "Non essere provocante, te la stai cercando".

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Sono i giudizi tranchant che tutte le donne hanno sentito nella vita, messi in fila in una serie di colpi al cuore. Abiti, capelli, corpi messi sotto osservazione soltanto perché appartenenti alle donne. Il bodyshaming sottile e a costo zero che si attacca ad ogni alimento disponibile siano carboidrati, insalate, diete presunte miracolose, quanti bicchieri di acqua bere al giorno, depilazione, capelli in un certo modo, abbronzatura, chirurgia plastica per cancellare rughe e imperfezioni. Non si può scegliere autonomamente, sembra che tutto sia legato a un primordiale obbligo nei confronti di qualcuno che non sia se stessa. "Sembri vecchia, sii più giovane. Sii senza età. Non invecchiare, le donne non invecchiano, invecchiare è brutto. E agli uomini non piace il brutto". L'ultimo grado di valore di una donna lo stabilisce sempre l'uomo. Inoltre addominali scolpiti, make up sempre e comunque per modificare l'aspetto fisico e non sottolineare, forse, la propria bellezza. "Devi entrare in quei jeans. Dio santo, sembri uno scheletro. Perché non mangi? Sei emaciata, sembri malata, mangia un hamburger. Agli uomini piacciono le donne in carne".

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Nel monologo di Cynthia Nixon non manca l'accenno al sesso, il grande tabù che perseguita le donne da sempre e che nel terzo millennio è tornato a essere un terreno di scontro. La verginità non esiste ma il mito persiste con gli invasivi test per la verginità, vere e proprie violenze perché continua lo stereotipo di doversi conservare abbastanza pura ma non troppo, virginale q.b. per sedurre ma mai dimostrare di essere esperta in materia. "Agli uomini non piacciono le puttane. Non essere pudica. Divertiti. Sorridi di più. Soddisfa gli uomini. Sii navigata. Sii innocente. Sii zozza, sii virginale". Ma con uno scopo unico, che di certo non è il piacere sessuale. È fare figli, diritto che la società si è arrogata di far diventare un dovere a senso unico solo per le donne, incubatrici e fattrici. "Dagli dei figli. Non vuoi figli? Li vorrai un giorno. Cambierai idea". Se così non fosse, le donne diventerebbero ufficialmente i paria della società, titolo che è stato assegnato loro d'ufficio da diverso tempo. Nel monologo di Cynthia Nixon il riassunto è implacabile: "Sii magra, sii leggera, sii piccola, sii femminile. Sii niente. Sii meno di niente". Ed è doloroso constatare che nel 2020 si sia ancora fermi qui.

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