"Maschi, bianchi, mediocri, eppure governano il mondo": il libro che demolisce l'America

Il nuovo saggio di Ijeoma Oluo demolisce l'immagine di uomini della politica e dello sport che credevamo intoccabili.

Man perspiring, portrait, close up
Matthias ClamerGetty Images

Il titolo di un libro che è uno statement potente si è abbattuto come la quercia colpita dal fulmine sull’immaginario politico degli americani: Mediocre. The Dangerous Legacy of White Male American: “la pericolosa eredità dei maschi bianchi americani”, di cui "legacy" è inteso proprio come “tradizione”, “successione” “perpetrare” di un sistema che l’elezione a vicepresidente di Kamala Harris, né bianca, né maschio, ha cominciato appena a far vacillare. Al (dopo)domani dell’elezione di Joe Biden presidente che ha scalzato via lo stravagante Donald Trump, la scrittrice nigeriana americana Ijeoma Oluo già autrice del super bestseller So You Want to Talk About Race (mai tradotto in Italia) ha dichiarato un altro j’accuse contro la società e la storia umana che forse, stavolta, riguarda anche noi più del precedente. Si intitola semplicemente Mediocre, mediocri, ma è quel sottotitolo acuminato e col peso specifico dell’osmio che perfora granitiche certezze di cui sono complici anche le donne.

Ijeoma Oluo deve fare i conti con la sua cittadinanza in un paese in cui Il 47% delle donne bianche ha votato per Donald Trump nel 2016 nonostante fosse stato accusato di molestie, o comunque di comportamenti scorretti nei confronti del sesso femminile. Come oggi ricorda il New York Times, si è trattato di un fenomeno che la filosofa femminista Kate Manne ha definito con un neologismo “himpaty”, un gioco di parole per intendere l’empatia che alcune donne provano nei confronti di “him” lui, delle debolezze maschili. Ijeoma Oluo si è espressa in questi giorni su The Cut per raccontare il ritiro che ha affrontato per scrivere questo libro, lei che è madre single di due ragazzi (“Mi ero adattata a essere creativa anche con un adolescente che regolarmente interrompeva per dirmi che aveva bisogno di più spuntini e, sì, era ancora incapace di trovarli da solo”), in uno spazio apposito in un bosco dove ogni sera, alle 18, cinque scrittrici uscivano dalle loro casette per organizzarsi la cena insieme, dando vita anche a un inevitabile brainstorming creativo. Oluo ha raccontato di come, in quell’occasione, si parlasse soprattutto di uomini: “uomini bianchi nell'editoria che svalutavano costantemente il nostro lavoro”, ha attaccato in una lista, “di scrittori maschi che ti prendevano per il c**o alle fiere del libro o si offrivano di darti un feedback sul tuo lavoro per cercare di portarti a letto. Abbiamo parlato di quanto tempo avessimo passato a scrivere di uomini bianchi di m**da. Perché se non stai scrivendo del presidente, lo facevamo comunque di come gli uomini, senza utero, non dovrebbero controllare le nostre scelte riproduttive, o di come gli stupratori dovrebbero andare in prigione anche quando sono atleti eccezionali”. Un flusso di coscienza che, in quell’occasione in cui non aveva le idee chiare su cosa scrivere e si sentiva priva di ispirazione, ha generato il libro.

Un libro che ora sta facendo discutere molto perché Ijeoma Oluo, lucidamente, non risparmia nessuno, a cominciare da mostri sacri della tradizione americana come Buffalo Bill, capostipite secondo lei di una moderna mascolinità tossica che il New York Times ha definito “radicata nella muscolosa cristianità", perpetrata nella brutalità di sport come il football americano, che prima di una definizione più rigorosa delle regole, quando a giocarlo erano ancora solo uomini bianchi, faceva più vittime della Formula 1. E Oluo non risparmia nemmeno gli uomini bianchi che hanno promosso in passato la consapevolezza femminile, accusandoli di averlo fatto non per rispetto dei diritti civili, ma per liberarsi dei maggiori doveri nei confronti di mogli che mantenevano. Così come, dice ancora, l’entusiasmo per la libertà sessuale riguardava solo l'aumento del numero di donne per divertirsi senza impegno, mentre a casa ci sono quelle noiose che hanno sposato. Infine, la scrittrice accusa tutta la società per aver sostenuto da sempre la supremazia degli uomini bianchi, una tradizione ottusa che va interrotta prima di finire nel precipizio seguendo leader - appunto, mediocri - che come unico valore hanno il genere maschile e il colore della pelle bianco. Ma poche volte qualità che invece abbondano anche in altre categorie dove, semplicemente, l’umanità non guarda mai.

* La foto in apertura ha valore solo ispirazionale

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