Mara Navarria: "la scherma ha il potere di darti una grande forza interiore"

La campionessa mondiale di scherma ci ha raccontato come ci si prepara alle Olimpiadi quando si è un'atleta mamma.

mara navarria
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Scoprì di essere incinta durante i Giochi Olimpici di Londra 2012. Il primo mese di gravidanza della campionessa mondiale di scherma Mara Navarria fu quello di un’atleta che si sta preparando a uno degli obiettivi primari nella vita di uno sportivo: l’Olimpiade. Intorno ai tre mesi ebbe nausee molto forti che la costrinsero a interrompere gli allenamenti. Poi riprese con sedute tecniche e acquagym, sino all’ottavo mese. Convinta che lo sport in gravidanza sia salutare ovviamente sotto controllo medico e nel rispetto del proprio stato di salute e delle proprie capacità Navarria ora si sta preparando per le Olimpiadi di Tokyo. L'abbiamo incontrata grazie a CONI e Chicco (Gruppo Artsana) che hanno condotto uno studio sugli effetti che l’attività sportiva in gravidanza e la sua ripresa dopo il parto hanno sulle atlete professioniste e ci ha raccontato, per esempio, quanto siano importanti per la sua preparazione mentale la lettura e l'apnea, la sua liturgia pre gara e la giornata tipo di un'atleta mamma.

Ci racconti una tua giornata tipo?
Mixa il mio essere una professionista e una mamma. Prima di tutto accompagno Samuele, mio figlio di otto anni, a scuola e poi, come tutte le mamme del mondo, inizia la mia giornata di lavoro. Alterno ogni giorno le diverse sessioni di allenamento: l’allenamento tecnico con il mio maestro Roberto Cirillo; la preparazione fisica con Andrea Lo Coco, mio marito; le sessioni di apnea e breathtraining con Alessandro Vergendo e Rosarita Gagliardi. Al pomeriggio se riesco recupero Samu all’uscita di scuola e lo accompagno a musica alla lezione di tromba, per poi chiudere la giornata, nel tardo pomeriggio, in sala d’armi all’Asu di Udine con gli assalti in pedana con i miei giovani compagni di club.

A cosa pensi quando sei in pedana?
Il mio mondo dietro la maschera è dedicato tutto alle mie avversarie. Sono il mio obiettivo e quando salgo in pedana le mie azioni sono indirizzate a loro, alle loro azioni e ai loro pensieri. Devo essere libera e fulminea se voglio portare a casa l’assalto, creativa nelle soluzioni e chirurgica nelle azioni.

Chi è il tuo modello nello sport e nella vita?
Il mio modello “unico” è mia mamma Emanuela.

Un atleta deve sempre... Un atleta non deve mai…
Un’atleta deve sempre… dare il meglio di sé, deve essere un punto di riferimento positivo e un esempio per tutti. Un’atleta non deve mai… cercare scorciatoie con l’uso di sostanze dopanti.

Pensi che il ciclo mestruale influisca sulle prestazioni sportive?
Il ciclo mestruale influenza la vita di ogni donna, non solo la prestazione sportiva, ma la vita professionale di ognuna di noi. È un ulteriore “dato di fatto” che l’atleta deve affrontare e deve superare, durante la sua attività sportiva, ma anche nella quotidianità.

Come ti sei allenata durante la gravidanza?
Ho scoperto di essere incinta durante i Giochi Olimpici di Londra 2012, quindi il primo mese è stato quello di un’atleta che si sta preparando a uno degli obiettivi primari nella vita di uno sportivo: l’Olimpiade. Intorno ai tre mesi ho avuto nausee molto forti che mi hanno fatto interrompere gli allenamenti, ma poi ho ripreso con sedute tecniche e acquagym, sino all’ottavo mese. Credo che ogni donna debba durante la gravidanza continuare a praticare sport, sotto controllo medico e nel rispetto del suo stato di salute e delle proprie capacità.

Quando e come hai ripreso ad allenarti dopo il parto?
I primi mesi li ho dedicati totalmente a Samuele. Verso il secondo mese ho ripreso a correre e piano piano sono ritornata ad allenarmi anche in pedana. Mio figlio mi ha sempre seguito, grazie anche al supporto di mia madre, durante i ritiri con la Nazionale Italiana. Durante il primo ritiro Samuele aveva appena tre mesi e io sono partita con il tiralatte nel trolley. Ad agosto ho partecipato ai Mondiali e nella gara individuale sono arrivata sesta. Samuele non aveva ancora compiuto sei mesi. Devo dire grazie all'Esercito e a Federscherma che mi hanno sempre supportato anche nei mesi dopo la maternità.

Che consigli daresti alle giovani ragazze che si avvicinano al tuo sport?
Di non tralasciare nessun aspetto: non solo allenamento tecnico in pedana con il proprio maestro, ma anche tanta preparazione fisica e non da meno quella mentale. La scherma ha il potere di darti una grande forza interiore che se bene indirizzata può essere vincente anche fuori dalla pedana, nel mondo della scuola e del lavoro. È una risorsa da non sottovalutare e da coltivare.

      Cosa fai prima e dopo una gara?
      Prima di una gara è necessario rispettare i tempi giusti di preparazione e ancora più fondamentale è cercare di avere la mente libera da preoccupazioni e pensieri. La lettura ha la capacità di aiutarmi a trovare il giusto equilibrio, una piccola fuga mentale dalla realtà che mi permette di raggiungere la pedana con la giusta concentrazione senza un dispendio di energie mentali, ancora prima di essere entrata nel palazzetto. Sapere gestire l’attesa nel mio sport è sicuramente un elemento importante e la lettura mi aiuta, quindi leggo molto. Dopo una gara ho bisogno di riposarmi anche se mi piace molto visitare i luoghi più caratteristici e i musei.

      Come ti stai preparando per Tokyo?
      Insieme al mio team stiamo lavorando da mesi - dal primo lockdown - per essere pronti non solo dal punto di vista tecnico e fisico, ma anche da quello mentale. Nelle prossime settimane sarò impegnata nei Campionati Italiani Assoluti Individuali e a Squadra, con le mie compagne del Gruppo Sportivo dell’Esercito, oltre agli ultimi ritiri con la Nazionale. I primi di luglio partirò per Tokyo per poi scendere in pedana il 24 e il 27 luglio.

      Motto, parole o gesti scaramantici?
      Come ogni sportivo ho la mia liturgia, ma cambia spesso: sono creativa e fantasiosa, a volte anche sbadata, durante la gara, ma non sono scaramantica. Ci sono però degli oggetti importanti che non devono mancare mai, come il mio guanto disegnato da mio marito Andrea.

      I tuoi essential di allenamento e il tuo prodotto beauty feticcio.
      Parto dal prodotto beauty feticcio: il rimmel. Lo metto sempre anche durante gli allenamenti e le gare. Per anni l’ho abbinato anche al gloss o al rossetto, un must anche sotto la maschera. I miei essential di allenamento sono gli esercizi di respirazione e il lavoro in apnea. Mai più senza anche nella vita di tutti i giorni: per superare le tensioni la respirazione è un alleato molto utile.

      Libro, piatto, canzone e film preferiti.
      Tra i miei libri preferiti c’è sicuramente Norwegian Wood di Murakami. Durante l’ultima trasferta a Kazan in Russia ho scoperto, grazie a Samuele, il GGG di Roald Dahl. A tavola amo il risotto ai frutti di mare, il Proibito, che mio marito prepara per me nelle occasioni speciali. Infine adoro Dream On dei Depeche Mode e riguardare Il grande Lebowski.

      Se non fossi diventata una schermitrice ora…
      Lavorerei con i bambini, alla loro formazione sportiva.

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