Il nuovo profumo di Gucci non si indossa, si guarda

Come si guardano le opere d'arte in un museo, come si guardano le ragazze che stanno diventando donne: a bocca aperta.

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Courtesy of Gucci

Illustrare quello che in natura non ha forma, o meglio, non ha forma propria. Illustrare quello che, secondo le leggi della chimica, è possibile rappresentare solamente con una formula. Illustrare presenze assenti, essenze presenti. Puntare pennarelli sottili su cartoncini porosi, matite solide su fogli impalpabili, per rappresentare non ideali di femminilità ma idee di unicità “in rosa”…ma anche in arancione Seventies, smeraldo, righe rosse & blu. Mentre il nuovo progetto social di Gucci cattura i feed dei nostri profili Instagram, l’Acqua di Fiori della Gucci Bloom Story monopolizza tutte le parti (sensibili) del nostro corpo, dove la nebulizzeremo a partire da questa primavera estate 2018, ovvero a partire da ADESSO.

Lanciato il 30 Aprile sull’account Instagram di Gucci, il progetto #AcquadiFiori sboccia insieme ad una campagna per i social media tutta al femminile, ideata da Alessandro Michele e resa materi(c)a dalle illustrazioni, poesie, visioni di 15 artiste donne provenienti da tutto il mondo. Raccontando storie intime e, per questo, di tutte, tratteggiando le linee da seguire per la ricerca della felicità aromatica, le illustratrici della nuova fragranza della Maison intrecciano le caratteristiche paradigmatiche dei profumi Gucci con lo stile unico delle loro opere. Unico diktat della rappresentazione di Acqua di Fiori? Celebrare la giovinezza (non di passaporto!) e le metamorfosi verso cui ogni ragazza va incontro diventando donna e scoprendo la propria personalità.

Dalla crisalide in divenire nelle pennellate di Phoebe Collings-James, ai i volti delicati e (in)fiorati di Langley Fox Hemingway ed i sogni stellari di Frances Cannon. Ancora, le opere di Joy Miessi che, come una "Proust pittrice", rievoca in dipinti astratti le proprie memorie d’infanzia. La romana Emma Allegretti e il suo alter ego colorato fanno da cavia in un esperimento chimico, mentre la combriccola di superdonne di Joana Avillez interagisce con gli elementi della fragranza: le foglie di galbano verde, i boccioli di ribes nero, il candore olfattivo del gelsomino bianco. Tirano tutte, imprescindibilmente insieme, i fili rosé (come il flaconcino della fragranza) dell’Herbarium di Gucci. E il suo vivaio di geniali trovate couture… e mediatiche.

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