La profumeria più esclusiva di Milano ha sempre il sapore dell'ultimo tuffo d'estate

Immaginate un viaggio: qui c'è il suo profumo. Immaginate un ricordo: qui c'è il suo presente.

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Il mio sogno migliore per ritrovare quel profumo di muschio, legno e neve che mi aspettava nelle lande finlandesi prima di Capo Nord. Il mio ricordo migliore per ritrovare quel profumo di mirto, pini marittimi e albe che ti sveglia nei weekend maremmani. Il mio incontro migliore per ritrovare quel profumo di camicia inamidata, pelle abbronzata e labbra che aspettavano un ritorno in una serata milanese. Li ho trovati tutti annusando coni contenenti il giro del mondo emotivo, tour organizzato dal Perfume Laboratory LabSolue officina e negozio di fragranze, parte fondamentale del Magna Pars, Hotel di lusso con una storia da araba fenice. Premessa questo è un indirizzo che non può limitarsi a una semplice toccata & fuga. Questo è un angolo di Milano che andrebbe visitato nelle giornate storte o in quelle che precedono una scelta importante (completate la frase a piacere).

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La cura, attenzione e dedizione con le quali è stato creato questo angolo di mondo è il risultato di una generazione di costruttori di sensazioni. Il Magna Pars oggi, conosciuto come unico hotel milanese le cui 37 suite affacciano tutte su un ricco giardino, prima è stata la sede storica della Marvin, azienda che ha dato i natali ai profumi che tutti abbiamo incontrato nella nostra vita (anche per altri brand del made in Italy). Prima ancora, in epoche di boom economico e di grafiche/pubblicità stile Carosello, Marvin era sinonimo di azienda che ha preso la farmaceutica rigida e poco romantica e ha creato prodotti per la toilette raffinatissimi tanto nelle boccette (fortunati quelli che dormono nelle suite dell’hotel godendo di quegli oggetti flashback) quanto nel suo contenuto. Fil rouge che fa la differenza: la proprietà delle mura e soprattutto delle idee è ancora della stessa famiglia che ha cambiato il mondo della cosmesi italiana e che oggi con ICR detiene uno dei poli beauty più importanti in Italia (ps. quote rosa ben assestate incluse). In un tranquillo mattino milanese, Giorgia Martone founder, con la sorella Ambra, del Perfume Laboratory LabSolue, mi conduce alla ricerca di tutti i profumi che mi regalano il mondo. Lei li conosce, li palpa, li ri-costruisce grazie ad anni di studio a contatto con i nasi più importanti in quella New York che si ritrova in molti dettagli dell’hotel. Hotel che è tra i più sostenibili avendo riciclato e ridotto al massimo l’impatto di nuovi materiali rispetto a quelli da fabbrica pre esistenti (bellissimi).

La lounge del Magna Pars Hotel di Milano
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Chi alloggia al Magna Pars subirà il fascino dei profumi ovunque: dai detox mattutini ai drink del bar che nei colori e nelle ricette richiamano alla perfezione la mixté pregiata dei profumi del LabSolue. Aneddoto d’antant che ci racconta Giorgia Martone: negli anni del boom dei prodotti da toilette il mito era la cultura francese e anche l’uso delle parole francofone “LabSolue è la storpiatura all’italiana usata dai miei avi della parola l’Absolute: mi è piaciuto e l’ho voluto tenere”. Il risultato è un refrain di quasi 40 fragranze che non si impongono ma si lasciano scoprire in un laboratorio dove chi non è naso scopre di averne uno sottostimato. E per chi crede nella bellezza minimale? Libero accesso all'innamoramento. LabSolue non è solo una linea di profumi, essenze e candele sartoriali: è una biblioteca del profumo, chiunque può entrare e consultare manuali, libri, chiunque può entrare e farsi raccontare la storia delle essenze (tutte naturali, non si cade in nessuna tentazione stile mercato nero come quello “che ha colpito l’Ambra Grigia introvabile essendo prodotta dall'intestino di capodoglio, specie protetta” racconta Giorgia). Qui il super naso amoreggia con essenze, il neofita scopre il perché dell’uso del vetro marrone o blu scuro (per non alterare il profumo e al contempo non celarlo del tutto alla luce). Nulla al caso, tutto in mano al lato più sartoriale: dalle confezioni che Giorgia Martone ha studiato per averne di esteticamente belle, vintage quanto sensoriali (basta passare una mano sul packaging di una candela con scatola bianca dalla grammatura preziosa) per capire che forse dovremmo riprenderci il luogo che ci spetta. Quello che davvero appartiene alle nostre memorie: il profumo. Meglio concedersi il lusso in un angolo di Milano che non ha seguito nessuna moda. Ha solo seguito quell'angolo verde, di erba che non c'è più e che è la patria di qualunque madeleine olfattiva.

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