Sophie Labbé: "I profumi servono a farci sentire noi stessi... o qualcun altro"

Intervista al celebre naso che parla della potenza dei ricordi olfattivi e di come ritrovarsi attraverso una fragranza.

Chinese Snuff Bottles
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Da ragazza pensava che i profumi fossero un prolungamento della moda, nati dalla mente degli stilisti. Poi incontrò Jean Kerléo, all’epoca creatore presso Patou, e decise di creare fragranze. "Grazie al mio naso divenni un naso", ama ripetere. Nata nel 1964 a Saintes, comune francese a pochi km dalla costa atlantica situato a metà strada tra Nantes e Bordeaux, Sophie Labbé parte dagli odori della Charente, con le sue note di ciclamini, fiori di Immortelle, terra bagnata, iodio e sciroppo d’acero per approfondire i suoi "studi olfattivi" a Versailles e a Grasse. Terminati gli studi chimici frequenta l’ISIPCA e la scuola di profumeria di Givaudan. Nel 1992 lavora in IFF come profumiere junior. Poi creerà capolavori olfattivi come Parisienne di Yves Saint Laurent, Jasmin Noir di Bulgari e Organza di Givench. L'abbiamo incontrata per conoscere/annusare/amare il suo ultimo profumo, Signorina Ribelle di Salvatore Ferragamo e parlare e lasciarci inebriare dai suoi colori, dai suoi viaggi e dai suoi ricordi

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Si apre con note di mandarino, pera rossa e pepe rosa, matura in accordi di fiore di frangipani, ylang ylang e gelsomino e si chiude in una scia di latte di cocco, sandalo e gelato alla vaniglia: Signorina Ribelle, Salvatore Ferragmao (da 56 euro il 30 ml disponibile dal 3 ottobre).

Come tradurrebbe in parole, colori ed emozioni il profumo Signorina Ribelle?
Questa Signorina non ha paura, è ribelle, ma non è provocante, ha un suo equilibrio, fa le proprie scelte, è uno spirito libero e io... (ride) la invidio molto! Le ragazze di questa generazione decidono e sanno cosa vogliono o non vogliono fare. Se fosse un colore questa fragranza sarebbe un rosa intenso che è allo tempo molto estetico e molto attraente, mentre se fosse un'emozione sarebbe sicuramente molto positiva, perché sostenuta dal coraggio e dalla voglia di viaggiare e condividere con le amiche. Signorina Ribelle, infatti, esce dopo Signorina e Signorina Misteriosa.

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Irriverenti l'essenza di mora selvatica e le nuances eleganti dei fiori di arancio, irresistibilmente dolci gli accordi di mousse di vaniglia nera: Signorina Misteriosa Eau De Parfum, Salvatore Ferragamo (30 ml 36 euro da Sephora).

Cosa la differenzia dalle Signorine che l'hanno preceduta?
È la dea delle Signorine. Ognuna è contraddistinta da un fiore iconico associato a un tocco sofisticato ed elegante di un dolce italiano che crea un twist un po' coquin. Ribelle trova il suo carattere nell'ylang ylang, un fiore esotico che cresce del Madagascar che non è molto utilizzato al giorno d'oggi nella profumeria per il suo lato un po' speziato e animalico. Ho reso queste due parti più moderne, ribelli. Attraverso una distillazione molecolare ho contrastato le sfaccettature un po' vecchie amplificando il suo côté
solare e radioso. Ho combinato poi l'ylang ylang con del frangipane che ci fa subito pensare alle vacanze, con del gelsomino Sambac super femminile con note un po' aranciate, con un accordo vaniglia gelato non troppo dolce con sfaccettature di petitgrain e latte di cocco e con del sandalo cremoso.

Qual è il profumo da lei realizzato più delicato e qual è il più sexy?
Tra i più teneri metterei il primo Signorina, mentre tra i più misteriosi alcune fragranze chypre (quelli cioè che hanno un'apertura fresca e aromatica, con note di bergamotto, un cuore fiorito alla rosa e un fondo di muschio di quercia, ndr) che hanno una femminilità enigmatica data dai legni.

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Un profumo di brillante bianco e nero profondo che si apre con note verdi e di gardenia, matura in un'overdose di assoluta di gelsomino Sambac e si chiude con accordi di una scia
di cashmeran e fava tonka: Splendida Jasmin Noir, Bulgari (50 ml 79,96 euro da Douglas).

Lei ha un debole per l'Immortelle. Cosa l'ha conquistata di questo fiore?
Crescendo sulla costa atlantica l'Immortelle mi ricorda la mia regione, la Charente. Il suo odore è quello della pelle scaldata dal sole. È leggermente speziato e ha note dolci che mi fanno venire in mente lo sciroppo d'acero. Quando lo ritrovo in Colonia du 68 di Guerlain che ho creato nel 2006 torno alla mia infanzia.

Il suo profumo preferito?
Quando non lavoro di solito indosso i miei per capire come evolvono e che effetto hanno su di me e sugli altri. Mi piace ascoltare i pareri delle persone. Mi piace provare anche i nuovi profumi che escono sul mercato per capirli e conoscere la loro storia. Mi piace molto Mitsouko di Guerlain e (ri)sentire i profumi che portavo da ragazza o che portava mia madre quando ero bambina come l'Ô di Lancôme, le colonie alla lavanda o Anaïs Anaïs di Cacharel.

Come cambia da Paese a Paese, secondo lei, il rapporto tra la donna e il suo profumo?
In Giappone per esempio non si usa molto e si considera più che altro un regalo prezioso mentre in America e in Europa lo si utilizza sia per sentirsi bene con se stessi, in modo intimo, sia per esaltare la propria personalità sia infine per attrarre gli altri. In Italia dove c'è una buona conoscenza del profumo piacciono molto le fragranze chypre per la loro eleganza. Per me il profumo ci aiuta e proiettarci verso l'esterno e a essere o noi stessi o qualcun altro (ride). Inoltre è qualcosa che ci rimane impresso: è difficile ricordare una voce, un profumo invece ci riporta immediatamente a una persona o a un luogo.

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Creato nel 1996, si apre con note vegetali e caprifoglio, matura in un cuore che unisce gardenia, ylang ylang e peonia per chiudersi in una scia pura e calda di vaniglia e noce moscata: Organza Eau de Parfum, Givenchy (50 ml 95 euro da Sephora).

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