Chi è Aweng Chuol la modella col mal d’Africa negli occhi

Istantanea della (già) top model che monopolizzerà la couture del 2018, 2019...

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Dico che se vuoi fare qualcosa di concreto nella vita, devi mettere in conto i cambiamenti. L’erba del vicino potrà essere più verde della tua, ma se ti spingi oltre il recinto troverai dell’acqua per innaffiarlo… Sono intime, crude, oneste, sono le parole di Aweng Chuol la modella africana dallo sguardo intimo, crudo, onesto. Sono le parole che non ti aspetteresti da una donna che di mestiere deve “solo” serrare le labbra e (non) guardare in camera. Sono le parole che, però, uno dei volti che monopolizzerà la couture del 2018, 2019… condivide tramite lo strumento apparentemente più freddo che esista. Dal suo profilo Instagram Aweng Chuol confida, nero su bianco su didascalia, cosa significhi esplodere nell’industria della moda quando il tuo viso è un dedalo di cicatrici, quando vorresti semplicemente essere la compagna di casting bianca e iper-occidentalizzata al tuo fianco.

Facile amarsi e farsi amare quando il tuo volto campeggia sulle riviste che sono la storia scritta della moda a-generazionale. Meno facile è farsi amare quando non ti ami tu. Il più grande ostacolo della mia vita sono stata io stessa. Vivevo in un dilemma costante tra lo star ferma ed il correre a concretizzare i miei sogni. Lo svolgimento della versione di Aweng Chuol è già favola. Di quelle che non hanno un The End stampato su, ma che sono ancora in divenire, attraverso lotte quotidiane con lo specchio e con le dita puntate addosso. Decima di 12 fratelli, nata nel Sudan del Sud e adottata dall’Australia, Aweng Chuol è l’ennesima voce dentro il coro di modelle engagé (da Adwoa Aboah a Gabrielle Richardson) che si battono per i diritti LGBT, delle donne di colore e tutte le minoranze sociali, vecchie e nuove conoscenze del Millennio.

Dal nonno prete ha imparato la gentilezza incondizionata e la precisione come valore di vita, dalla cultura africana a difendersi dalle società che lasciano primeggiare gli uomini al posto delle donne. È corsa via da un Paese devastato dalla guerra ma sogna di sedere, un giorno, al governo del Sudan. Nel frattempo compila la wishlist delle sfilate a cui vorrebbe partecipare nel futuro prossimo: Victoria's Secret, Marc Jacobs, Calvin Klein. “Vorrei sedermi a tavola il giorno del Ringraziamento, guardare mia madre negli occhi e dirle: sai? Ieri ho camminato sulla passerella dei miei desideri”.

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