"Il frutto del dragone è diventato il mio make-up di salvezza, altro che follia esotica"

Storia di come un frutto di tutt'altro mondo è entrato nella beauty routine del vecchio Continente.

Pink, Red, Finger, Human leg, Foot, Leg, Hand, Magenta, Nail, Footwear,
Pontus Ohlsson su Unsplash

L’ennesimo oggetto di design surrealista o l’ennesimo superfood dalle mille e una proprietà? L’ennesimo frutto brutto-ma-buono o l’ennesimo frutto-buono-ma-car(issim)o? Il frutto del dragone, meglio conosciuto come dragon fruit, meglio conosciuto come pitaya, è uno di quei frutti da chilometrico buffet esotico che sempre hai visto e sempre hai snobbato… o corteggiato da lontano. Sì, perché: sarà dolce? Sarà acidulo? Devo utilizzare coltello e forchetta visti gli “spuntoni” o posso sbucciarlo a mo’ di banana?

Capitolo 1 = la storia del frutto del dragone. Originaria del Messico e di diversi paesi del Sud America, la pitaya è conosciuta per i suoi colori gradient da manuale Pantone (che vanno dal rosa Quartz al verde Greenery), il suo aspetto particolare ed il suo sapore inaspettatamente delicato (sì, il frutto del dragone ha un sapore adatto anche ai bambini). Ma veniamo al dunque: mai e poi mai mi sarei aspettata di poter utilizzare i suoi puntini neri avvolti dalla succosa polpa bianca, sui miei di punti neri...

Annie Spratt su Unsplash

Capitolo 2 = come ho utilizzato il frutto del dragone per realizzare uno scrub fatto in casa. Visto, letto e considerato che la pitaya contiene, tra gli altri, antiossidanti, mucillagini, acido ascorbico, fenoli, vitamina B e C, calcio, fosforo, ferro… okay STOP. Ho deciso di provare a frullarlo leggermente per ricavarne una maschera di bellezza fatta in casa. I suoi semini neri, infatti, contengono acidi grassi benefici e, se frantumati un po’, sono perfetti per un'esfoliazione del viso e del corpo. Mixata a yogurt bianco magro per pelli tendenti al grasso, olio d’oliva per pelli secche, la polpa del frutto del dragone può ora essere applicata su tutto il viso (eccetto che il contorno occhi!) e massaggiata con piccoli movimenti circolari per qualche minuto. Procedere, poi, al risciacquo del viso e alla stesura della propria crema viso idratante, preferibilmente con protezione solare (ehi, siamo a maggio AKA i raggi solari ci colpiscono anche da dietro le nuvole!).

Heather Schwartz su Unsplash

Capitolo 3= i benefici del frutto del dragone. La pitaya è benefica per tutte quelle persone che hanno bisogno di abbassare il colesterolo, poiché non ha colesterolo cattivo né i grassi che ne producono un aumento nel sangue. Inoltre, ha elevate quantità di vitamina C e antiossidanti, che ci permette di proteggerci da molte malattie e preservare la nostra salute. Questo frutto, poi, è uno dei più grandi “detentori” di antiossidanti, che possono rafforzare il nostro sistema immunitario e agire come disintossicante naturale. Inoltre, i piccoli semi neri della pitaya (simili a quelli del kiwi) forniscono grassi monoinsaturi sani e acidi grassi omega 3. Altri benefici del frutto del dragone? Yes, PLEASEEE. Aiuta a prevenire le malattie cardiache, aumenta il metabolismo (in combo con un’alimentazione equilibrata e un po' di esercizio fisico), sazia facilmente e contribuisce all’idratazione della pelle, tanto da dentro quanto da fuori.

Pontus Ohlsson su Unsplash

Capitolo 4 = dove comprare il frutto del dragone? Nei grandi mercati, nei negozi locali e ovviamente in quelli specializzati in frutta esotica. Okay, ma come si mangia? Incorporato nella preparazione di frullati, marmellate, confetture e gelati fatti in casa. Oppure da solo (sì, buonissimo), sotto forma di smoothie, a cubetti nell’insalate e nella pizza (sì, buonissimo...per gli americani).

Rawpixel su Unsplash
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