Prima di andare su Marte torneremo all'ozonoterapia?

Abbiamo provato la Hocatt, la sofisticata macchina a ozono che si è industriata per fare miracoli (e anche qualcosa di più) su pelle, muscoli, ossa e umore.

Hands holding head of naked woman covered with wet blue textile
Nina SinitskayaGetty Images

Un piccolo centro benessere che si chiama O.Zone ha una caratteristica molto particolare: pratica un trattamento in una macchina chiamata Hocatt (Hypotermic Ozone Carbonic Acid Transdermal Technology) che non è possibile trovare nel raggio di centinaia di chilometri. Siamo ad Alzate Brianza e per la precisione, in Italia questo trattamento di ozonoterapia in cabina (con valori aggiunti) si può provare solo qui o a Bologna, dove una delle macchine Hocatt è stata installata prendendo esempio dal centro O.Zone che glielo ha fornito. Per chi vive, appunto, a centinaia di chilometri (e magari non c’è mai stato) la Brianza è un regno ricco e misterioso in cui si producono bellissimi mobili in massello che finiscono ovunque nel mondo. Ma la Brianza è molto più di uno stereotipo e per questo Sofia Guggiari, ad aprile 2019, ha deciso di fondare qui O.Zone. “Il più possibile nella natura”, racconta. In effetti, in Brianza si sta sviluppando un’inedita sensibilità ecologica postindustriale. Molte iniziative, anche dalla gente comune, oggi tendono verso la ribellione allo smog che affligge la Lombardia, alla raccolta differenziata virtuosa e allo stile di vita sano. Nel bar del centro O.Zone, con gli scaffali alle pareti carichi di tisane, integratori e pilloline dalle confezioni gentili, sembra di essere lontani miglia da fabbriche e uffici. È anche questo un sintomo.


“Tutto è iniziato quando io e mio marito abbiamo preso in considerazione l’idea di comprare una di queste macchine di cui in Sudafrica, da cui è originario lui, si parlava tanto”, racconta Sofia Guggiari. “Mio marito aveva dei problemi di salute e abbiamo pensato di dare retta a chi ci raccontava meraviglie di questo apparecchio con così tante funzioni che sembrava difficile crederci”. L’apparecchio arrivò e la famiglia iniziò a usarlo. È stato quando è venuta in visita la madre del marito di Sofia, dal Sudafrica che gli effetti sono stati innegabili. “Mia suocera è un’ottantenne con tutti gli acciacchi che porta la sua età, avrebbe potuto fare il trattamento facilmente nel suo paese, dove i centri benessere con queste macchine sono tanti, invece non ci aveva mai provato”. Se alle persone di età media basta una seduta a settimana, Sofia decide di farne fare alla suocera una al giorno, per tutto il periodo della vacanza. “Tornata a casa sua, ostinatamente non ha più continuato le sedute; eppure, dopo un anno, ancora non le sono tornati i dolori di cui soffriva e sente le articolazioni più agili”. Nel 2019 Sofia decide così di assicurarsi l’esclusiva per la distribuzione in Italia dell’apparecchio e apre lei stessa il centro ad Alzate Brianza. Ma cos’è l’ozonoterapia e come funziona l’Hocatt?


Nelle vecchie foto in bianco e nero dei saloni di bellezza americani anni 60 si vedono signore che fanno la sauna in cabine da cui spunta solo la testa. L’apparecchio Hocatt ricorda proprio quegli apparecchi, è una biocabina in cui, detto in due parole, si fa una sauna a vapore ozonato. A che serve l’ozono? In dosi massicce, come in questo caso, stimola il sistema immunitario e circolatorio e le funzioni cerebrali. È un potente – attenzione – ossidante e l’idea, in mancanza del prefisso anti, potrebbe spaventare. In realtà l’esposizione è troppo breve per favorire l’invecchiamento, ma mette l’organismo (spiegato molto for dummies) in una sorta di modalità d’emergenza. Le cellule “ingannate” reagiscono nei giorni successivi come se fossero in allarme e si rigenerano perché si sentono sotto minaccia, ambientale o interna, e vengono stimolate a lavorare di più e meglio anche se la minaccia, invece, non c’è. Il trattamento non eroga solo ozono: è preceduto dall’acido carbonico, che ha effetti farmaceutici e cosmetici, e l’attività all’interno della cabina (che non vediamo) comprende la fototerapia (l’emissione di luci colorate a cui il corpo reagisce), l’ossigenoterapia, l’ipertermia (lo sfruttamento del calore localizzato a scopo terapeutico) i raggi infrarossi (che stimolano le funzioni riparatorie delle ossa) e l’elettroterapia. All’esterno, si inala invece ossigeno puro e si percepisce l’aromaterapia.

Ogni utilizzatore può scegliere il programma più adatto a seconda dell’età, dei problemi su cui si vuole intervenire, sullo stile di vita che si conduce. Ho superato i 50 anni e decido di provare il trattamento Platinum (le macchine sono di due tipi, la Platinum è più complessa) programmato con la temperatura, la durata e la localizzazione specifica per chi soffre di artrosi. Se avessi 25 o 30 anni ne sceglierei uno per prevenire l’invecchiamento precoce, per stimolare il metabolismo, per recuperare il post allenamento intenso, o per dare una mano alle terapie per la fertilità. Sofia mi fa bere un grande bicchiere d’acqua, mi fa firmare il consenso informato (in cui mi chiede anche se soffro di patologie o assumo farmaci particolari) e poi mi lascia sola nella stanza della cabina, così che possa spogliarmi e indossare un pareo di spugna. Rientra per sistemarmi nella macchina e inserirmi un dito nel sensore che misura i battiti cardiaci. “Per i clienti con piccoli problemi di cuore che si sottopongono al trattamento, dopo il consenso del medico, si programma in modo tale da avvisare se i battiti salgono troppo”, mi spiega. La cabina si chiude e resta fuori solo la testa. All’interno, seduta, apro il pareo e sistemo i piedi su due placche di metallo che condurranno gli impulsi dell’elettroterapia. Sofia Guggiari mi pone davanti al viso un sondino che eroga delicatamente l’ossigeno puro, e avvia il trattamento. Su un piccolo display leggo i miei battiti, la percentuale di ozono che sta investendo il mio corpo e i minuti che scalano piano piano. La cosa che viene subito in mente è: per 30 minuti non potrò consultare il cellulare. Stupendo. Consiglio sincero: spegnerlo del tutto prima di entrare, così non si sentono nemmeno le notifiche.

La seconda cosa che viene in mente è: come mi gratto il naso che prude, solleticato dal soffio di ossigeno? Non si fa e si scopre che il prurito, se ignorato, va via da solo. La temperatura sale piano piano all’interno della cabina fino a raggiungere i 40°. “Si può programmare anche più alta, ma essendo la prima volta, meglio 40”, mi spiega la mia guida. Come ci si sente? Bene. Benissimo. La sensazione è quella di trovarsi in spiaggia d’estate (e le immagini marine che scorrono sullo schermo alla parete aiutano molto) ma nel frattempo si annusa l’odore di lavanda (che ho scelto) dell’aroma terapia e della campagna dopo il temporale, quando la corrente discensionale spinge alla nostra portata le molecole di ozono. Chiudo gli occhi e quasi mi addormento. Ma a un certo punto partono degli impulsi all’altezza del bacino e – beh – la sensazione che tutto si stia rassodando mettendoti in competizione con Jennifer Lopez, merita di essere seguita. Dura tutto un attimo. Quando il display segna la fine dell’ultimo minuto, il calore cessa e nella cabina si diffonde aria fresca che riporta il corpo alla sua temperatura naturale e dissipa l’ozono. Scopri di aver sudato molto, moltissimo, ma di non aver bisogno di una doccia. Basta un asciugamano perché l’ozono all’interno della cabina ha impedito la proliferazione di batteri, che sono la causa principale del body odor sgradevole. Una volta asciugato il corpo dal sudore, addosso resta solo un piacevole profumo di acquazzone estivo.


Una sola seduta non può fare magie, è ovvio. Ma la sensazione piacevole c’è da subito. “Da subito sono arrivate anche da Milano molte persone incuriosite. A chi arriva per la prima volta offriamo una seduta di prova di 20 minuti e quasi tutti finiscono per prenotare subito un pacchetto da dieci”, racconta Sofia Guggiari mentre bevo l’estratto di frutta e verdura che offrono dopo il post trattamento, “che ovviamente si paga meno di una seduta singola, che può costare invece fra i 60 e i 70 euro. A chi è adatto? Praticamente a chiunque”. Hocatt, infatti, non è un apparecchio miracoloso e non si sostituisce alle normali terapie di varie patologie, ma ne esalta gli effetti. “Riceviamo sportivi che vogliono migliorare le loro prestazioni, persone di ogni età che vogliono velocizzare gli effetti di una dieta, o che soffrono di infiammazioni alle ossa, di problemi polmonari o anche di umore instabile. Abbiamo persino avuto due casi di donne che non riuscivano a concepire un figlio e sono rimaste incinte entrambe dopo l’undicesima seduta". Ma l’ozonoterapia controindicazioni ne ha? Pare proprio di no, se si è in buona salute, e non si hanno problemi di coagulazione del sangue, ma è sconsigliata in alcune fasi della vita, soprattutto della donna. Come al solito, meglio evitare in gravidanza, in allattamento e durante il ciclo, se di solito è abbondante, perché il sangue si fluidifica. Chiunque soffra di patologie deve chiedere l'approvazione del medico, tenuto conto che questo apparecchio aumenta le difese immunitarie per cui in alcuni casi è stato usato con pazienti in chemioterapia, per farla sopportare meglio (ma niente fai da te: chiedere sempre al medico).

Trenta minuti di Hocatt producono su corpo e mente gli stessi effetti che si otterrebbero con ore di terapie diverse. Dopo le prime dieci sedute con scadenza regolare, almeno settimanale, poi le sedute di mantenimento si diradano e ne bastano due al mese”. Il trattamento Hocatt, inoltre, può essere seguito da un massaggio, o da una seduta con Hu-Go: “è un accessorio esterno dell’Hocatt a campi elettromagnetici ad alta intensità per massaggio localizzato, ma si può prenotare anche un massaggio tradizionale, abbiamo un piccolo staff di specialisti, compreso l’osteopata”, conclude Sofia Guggiari. Torno a casa e ascolto gli effetti della seduta. Mi sento molto drenata (e la diuresi frequente che sto sperimentando lo conferma), e con le gambe leggere. Ma soprattutto, lievemente, piacevolmente euforica. Chissà con altre nove sedute...

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