"Bambino in braccio o no" diario di una fecondazione assistita e di molti altri co-protagonisti

Una donna, una storia e un account Instagram che serva a tutte noi: in un percorso di genitorialità complesso.

utero
Getty Images

Ciao, sono Uovo in Viaggio e sono una donna che ha imparato a stare bene nonostante non riesca a coronare il suo sogno più grande: diventare mamma.

Sono una donna Pma (nel percorso di procreazione medicalmente assistita), una delle tante al mondo che frequenta centri fertilità, ginecologi, medici, agopuntori, terapisti, come se fossero boutique, centri estetici, villaggi vacanze. Quando ci scherzo con mio marito dico che, se andiamo avanti così, la mia vagina sarà più vista della Gioconda.

Ne ho passate tante, prima e durante questo cammino di attesa e speranza e conosco bene il significato del termine “sofferenza”. Ho perso mia madre a 17 anni, ho avuto problemi alimentari, amori incasinati “prego avanti”, ho alle spalle 5 tentativi di Fivet fallimentari con solo 2 transfer, sono rimasta naturalmente incinta per miracolo e ho perso il mio bambino quando mio marito perdeva suo papà e l’ho pianto da sola, in silenzio, per non gravare sul dolore della persona che amo. È stato in quel momento che ho capito che da tanto dolore doveva venire fuori qualcosa di buono e ho imparato, un po’ alla volta, a costruirmi un guscio per proteggermi dal mondo esterno, per coltivare al mio interno un pensiero fertile, per trovare il lato positivo del percorso che stavo facendo e creare lo spazio e l’energia necessaria ad accogliere quello che la vita mi offre.

Di infertilità si parla poco, come anche dell’altra sua amica, la fertilità.

Argomenti scomodi. Si cresce convinti che la genitorialità sia qualcosa di dovuto, di facile per tutti noi e che possiamo scegliere se, quando e come diventare genitori, come se concepire fosse un atto comandato dalla nostra volontà invece che un miracolo. Non è così.

Sono 90 milioni le coppie nel mondo che sperimentano problemi di fertilità, 25 milioni di persone solo in Europa, che è il continente dove più si ricorre alla fecondazione assistita: si è passati dai 100mila cicli del 1995 ai 700mila del 2014. E il tasso di fertilità è in calo in tutto il mondo negli ultimi anni. L'Italia, dove si stima che circa il 15% delle coppie abbia problemi di infertilità, è l'ottavo Paese al mondo per numero di trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Numeri enormi. Eppure quasi nessuno ne parla. Non si parla di come preservare la fertilità e neppure delle difficoltà che si incontrano sul cammino. Sono poche le coppie che trovano il coraggio di raccontare la loro infertilità, come se ci fosse della vergogna nel non essere perfetti come ci si immagina. Si preferisce nascondersi, chiudersi, mentre invece si sarebbe bisognosi di supporto, comprensione, affetto, condivisione.

Ecco, quello che ho imparato in questi anni di iniezioni, monitoraggi, prelievi ovocitari, di enormi speranze e di grosse delusioni, di decisioni difficili da prendere, è che non ci si deve vergognare proprio di nulla perché l’infertilità e la Pma sono una giostra che ti shakera talmente tanto nel tuo essere da farti mettere persino in discussione chi sei, da farti trovare un coraggio e una forza che mai hai immaginato di avere per affrontare tempeste di emozioni e di situazioni, senza mollare o perdere la fiducia. Vivere l’infertilità è difficile, come è difficile affrontare qualsiasi grande problema che mini le nostre certezze e tarpi i nostri sogni, ma, c’è un ma, ce la si può fare. Bambino in braccio o no. Ce la si può fare a uscirne a testa alta, a trovare la gioia e la forza di fiorire nonostante tutto. Di sentirsi belli, speciali, fertili a partire dal proprio pensiero invece che dalla propria pancia.

Io non so se diventerò mamma, se sarò un uovo che genera un altro uovo. Spero di trasmettere però a qualcuno la tenacia, la capacità di mettersi in discussione, la forza di trovarsi a fare l’impossibile, la voglia di crescere, di migliorarsi, di riscoprirsi, la vitalità che ho scoperto di avere grazie all’infertilità.

Si può essere fertili in molti modi, basta darsi il tempo di coltivarsi.



Francesca "Uovo in viaggio" *** è autrice di questo account Instagram che racconta il percorso medico e psicologico verso la ricerca di una gravidanza.


This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Body Confidence