La gravidanza ai tempi del Covid, il racconto di 9 neo mamme

Le testimonianze di nove donne che hanno vissuto la maternità in un'epoca di grande incertezza.

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I nove mesi del periodo di gestazione sono un'esperienza unica, diversa per ogni donna. Le donne che hanno affrontato la gravidanza ai tempi del Covid, nello specifico tra marzo e dicembre 2020, hanno vissuto emozioni, sensazioni, paure e speranze per molti aspetti simili, per molti altri molto diversi. Chiara D'Andrea e Andrea Morbio hanno voluto raccogliere le storie di nove donne - Alessandra, Cecilia, Isabella, Licia, Loredana, Marzia, Michela, Sara e Sonia - che sono diventate madri in un anno segnato non solo dalla pandemia, ma anche dal crollo delle nascite. Così è venuto alla luce Nove mesi, una serie audio composta da sei podcast - il primo L'annuncio è disponibile gratuitamente dal 23 settembre su Spreaker, Spotify, Apple Podcast, Google Podcast - che raccontano la maternità in un’epoca di grande incertezza attraverso le voci di nove future o neo mamme e le musiche composte e suonate da Dario Bertolotti appositamente per la serie. Le loro voci danno vita a un racconto eterogeneo sulla maternità. Perché durante la crisi sanitaria, le esperienze vissute in prima persona dalle madri hanno generato storie e percezioni molto diverse. A marzo 2020 Loredana ha da poco partorito la sua bambina e vuole invitare le sue amiche per festeggiare l'evento, ma il marito, medico, le dice che è poco prudente e la invita a stare a casa e a non avere contatti con nessuno, nemmeno con la tata/domestica. Negli stessi giorni Sonia che vive a Parigi, anche lei neo mamma, aspetta con ansia, a differenza di Loredana, le restrizioni. "Non vedevo l'ora perché seguendo la situazione in Italia mi chiedevo cosa stesse aspettando la Francia". Michela è a Monaco di Baviera dove vive da alcuni anni ed è al settimo mese di gravidanza lontana dai suoi genitori. "L'incognita più grande era quando ci saremmo potuti rivedere con le nostre famiglie". Alessandra si rende conto dell'assurdità del periodo che sta vivendo quando si trova a comunicare che è incinta a un poliziotto che la ferma per chiederle l'autocertificazione. "Un poliziotto ha scoperto che io ero incinta prima di mia madre. Questa è una cosa che io ho trovato incredibile". Per Loredana, invece, il lockdown, con il senno di poi, è stato un dono: "con tutto il rispetto per le persone che sono venute a mancare, per i loro familiari, per chi si è trovato solo o ha perso il lavoro, per me il lockdown è stato prezioso. Ha concesso a me e alla mia piccola di vivere in una bolla senza interferenze, di instaurare un rapporto di reciproca fiducia e aiuto, un rapporto in cui siamo cresciute insieme, lei come piccolo cucciolo di umano e io come mamma".

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