La skincare coreana spiegata passo passo, goccia a goccia (di siero liftante)

"Dietro la pelle di porcellana delle donne orientali c’è spesso tanta dedizione, costanza e regole emulate da gesti familiari".

"No, le donne coreane non stanno chiuse ore e ore in bagno. Non è neanche vero che la loro pelle è così levigata e dall'incarnato uniforme per natura". Abbiamo intervistato Leonardo Brugiatelli, esperto di skincare coreana, dei suoi pro e contro, nonché fondatore insieme a Ezio Sola del negozio di cosmesi coreana Soul4Skin (via Rosolino Pilo 12, Milano), per fare chiarezza su questo poetico quanto chiacchierato rituale di bellezza. Così sbirciando in questa magnifica boutique che propone esclusive di alcuni brand introvabili sul territorio come Purito, Missha e May Coop e chiacchierando con i suoi founder che pongono massima attenzione alle esigenze di ogni tipo di pelle abbiamo scoperto e amato molte tradizioni, ricchezze e meraviglie del "Paese del calmo mattino".

Com'è nato il vostro concept brand Soul4Skin?
Come spesso si dice "Prendi il toro per le corna e affrontalo". Così è stato. Capire a un certo punto della vita personale e lavorativa mia e di Leonardo che tutto doveva avere un senso più compiuto in termini di presente, ma anche e soprattutto di futuro. Quindi nella nostra testa Soul4Skin è nato più o meno nel 2017, anno del nostro matrimonio. Come un’epifania, il viaggio fatto in Oriente ha sparigliato tutte le carte, ma allo stesso tempo in quel mazzo abbiamo trovato il jolly. A fine 2018 io ho lasciato il lavoro con la consapevolezza che una nuova avventura si stava facendo strada almeno nella mia testa, ma ancora non sapevo come. D'altronde nella mia testa convivono spesso molte cose contemporaneamente, ça va sans dire. Mi sono preso un po’ di tempo per pensare, il cosiddetto “periodo sabbatico”, ho cominciato a informarmi, a ri-studiare, ho preso un diploma di cosmetica naturale, ho letto tanto e alla fine tutto è venuto fuori in maniera molto fluida. A maggio 2019 è partito il progetto che all’inizio, come tutte le cose nuove, non era molto chiaro. Sapevamo solo che avremmo voluto fare conoscere quest’incredibile cosmetica che arriva da così lontano. Non è stato semplice trovare la via, ma con la testardaggine si arriva dappertutto.

Quando avete inaugurato lo store?
Il 9 novembre 2019 il nostro concept brand ha aperto i battenti. Parte dalla cosmesi per identificare un ventaglio di possibilità che abbraccia il wellness in generale e la voglia di trasmettere un mondo attento alla certificazione green con una particolare attenzione agli ingredienti dei prodotti, all’expertise della medicina olistica dei Paesi orientali come la Cina, la Corea, il Giappone, al packaging attento agli sprechi, ma accattivante e all’artigianalità sia nel design dello store sia del servizio tutto tailor-made.

Com'è nata la vostra passione per la bellezza coreana?
Da sempre la cosmesi ci appassiona. Inizialmente in veste di consumatori, ma pian piano questo mondo ci ha completamente "rapito" come non ci accadeva da molto tempo. La Corea, e in particolare Seul, che abbiamo visitato ci ha offerto l’occasione e lo spunto per valutare e toccare con mano che la “cultura cosmetica” di quel Paese era eccezionale sotto vari aspetti: tecnologia, prodotti naturali, prezzi competitivi, packaging accattivanti.

Quali e quanti skincare brand proponete nel vostro store?
La nostra piccola bottega propone circa 50 brand. In 23 mq convivono pacificamente più anime: brand conosciuti a livello mondiale come Klairs, Cosrx, Mizon, marchi più piccoli e di nicchia come Haruharu Wonder o Iunik o brand con un heritage bio come Toun28o kawaii come Frudia o semplici ma super performanti come PyunkangYul. L’elenco è lungo, ma noi assicuriamo che ogni singolo brand ha peculiarità che lo rendono unico, speciale e adatto a risolvere, aiutare e migliorare le necessità della pelle. Perché "lei" ne ha tante!

Come avete conosciuto questi marchi?
Ricerca, studio, prove prodotto, trattamenti, review tradotte dal coreano, segnalazioni di amiche coreane e italiane, influencer e video sottotitolati e soprattutto i nostri viaggi. Quando ancora si poteva, almeno una volta all’anno viaggio in Corea e Giappone per scoprire novità e rimanere sempre a bocca aperta di fronte a un nuovo prodotto, un nuovo ingrediente, un nuovo roller futuristico. Si stima che la Corea, in campo cosmetico, sia avanti rispetto a noi di almeno 12 anni!

Cosa manca alla beauty routine americana e occidentale in generale presente invece in quella coreana?
In realtà non manca niente, forse abbiamo troppo. A noi occidentali manca il metodo che, invece, nella cultura orientale e in particolare coreana è presente. Spesso in store l’incipit è “ma le donne orientali partono già da una pelle bellissima”. Falso, dietro quella pelle di porcellana c’è spesso tanta dedizione, regole e costanza e amore spesso emulato da gesti familiari e da racconti tramandati. Le nostre nonne ci sgridavano per avere preso le caramelle di nascosto, lì ancora oggi lo fanno se non hai messo SPF alla fine della tua skin routine.

La filosofia della bellezza coreana è olistica?
Rappresenta un concetto molto chiaro e semplice: tutta la parte esperienziale legata alla cosmesi deve essere vista con un’accezione più ampia, che parte da piccoli gesti che curano il corpo, ma che devono arrivare alla parte più profonda di noi stessi. Prendendoci cura di noi ci prendiamo cura anche della nostra anima, del nostro io più o meno profondo, ma totalmente connesso con il nostro corpo. Come direbbe RuPaul "If you don't love yourself, how in the hell you gonna love somebody else?". Si tratta di un all in di tutte le cose che fanno bene. Corpo e spirito. Sembra scontato, ma non lo è. Soprattutto perché a volte si ragiona per compartimenti e invece la circolarità deve essere il nostro mantra anche rispetto alla bellezza.

Pro e contro della skincare routine coreana.
Pro ci insegna a capire meglio le necessità della nostra pelle e a definire in base a questa la scelta dei prodotti necessari. Contro spesso per noi può essere il tempo. Si pensa sempre ai 10 step della routine coreana e si parte già scoraggiati. Ma anche qui bisogna considerare che tutto deve essere ritagliato su di noi e sulle nostre necessità. E poi bisogna cambiare un po’ anche la prospettiva e passare dal concetto di dovere al concetto di piacere anche durante le nostre sessioni di skincare.

Qual è la referenza più richiesta?
Il sorbetto struccante del brand Banila. Balm compatto che con il calore del viso si trasforma magicamente in olio denso catturando le impurità e con l’acqua si trasforma in latte lasciando la pelle pura e morbida. Da utilizzare con le sole mani, niente più cotone, salviette o spugnette. Il nostro “mai più senza”.

E il brand più amato?
Tutti hanno i loro punti di forza e sono per noi fonte di orgoglio, ma se dovessi indicarne uno Fruidia raccoglie tantissime amanti.

Qual è il target della vostra clientela?
Le nostre soul sisters, così chiamiamo le nostre affezionate clienti, sono donne di ogni età, alcune già con le idee chiare, altre con la voglia di sperimentare, altre ancora con la necessità di risolvere, migliorare e condividere con noi le loro perplessità in fatto di pelle. Ma si stanno affacciando a questo mondo anche gli uomini perché i prodotti coreani sono genderless e si adattano alle pelli e non ai generi.

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1 Skincare coreana pro e contro: il siero calmante
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Con un’alta concentrazione (70%) di estratto fermentato di artemisia che calma la pelle sensibile, irritata e la idrata in profondità, estratto di alghe (muschio irlandese) ed estratto di canna da zucchero questo siero leviga la pelle e ne migliorano la texture e la luminosità: Time Revolution Artemisia Ampoule, Missha (50 ml 48, 50 euro presso Soul4Skin). How to: si massaggia su tutto il viso dopo il tonico o l’essence.

2 Skincare coreana pro e contro: il balsamo detergente
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Ideale per pelli normali, miste e grasse è priva di oli minerali si trasforma in un olio che asporta trucco e impurità e contiene l'estratto di acerola, ricco di vitamina C, che illumina il viso e l'estratto di papaya che purifica a fondo senza irritare: Clean It Zero Cleansing Blam Original, Banila Co (100 ml 33 euro presso Soul4Skin). How to: massaggiare sulla pelle asciutta, inumidire, massaggiare, risciacquare con acqua tiepida.

3 Skincare coreana pro e contro: la crema per pelle stressata
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Con estratto di avocado (62% estratti con la tecnologia R Vita W che conserva intatti i nutrienti vitali della frutta) si prende cura della pelle stressata e indebolita. Il pantenolo idrata, mentre gli ingredienti vegetali che includono il complesso verde jeju e il medacassoside aiutano a calmare la pelle sensibile: Avocado Relief Cream, Frudia (55 gr 27 euro presso Soul4Skin). How to: massaggiare e picchiettare con le dita fino ad assorbimento.

4 Skincare coreana pro e contro: il siero lenitivo
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Con estratti della radice di coptis japonica al 90% dall'azione lenitiva questo siero idrata lasciando la pelle morbida, fresca e levigata. Regola la secrezione di sebo, riduce gli arrossamenti e ha un effetto detox. Ideale per pelli grasse, oleose e sensibili: Moisture Ampoule, Pyunkang Yul (100 ml 38,50 euro presso Soul4Skin). How to: applicare 2-3 gocce sul viso pulito, tamponare con le dita fino ad assorbimento.

5 Skincare coreana pro e contro: la crema calmante
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Formulato con ingredienti naturali al 100% come centella asiatica e Gotu Kola nota per le sue proprietà antiossidanti e lenitive è ideale per la pelle arrossata e sensibile. Altri ingredienti chiave: niacinamide antinfiammatorie e pantenolo calmante e protettivo: Trouble Care for Sensitive Skin, Toun 28 (40 ml 24,50 euro presso Soul4Skin). How to: applicare dopo la pulizia e la tonificazione. Picchiettare con le dita per un migliore assorbimento.

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