"Grazie all'ascolto attivo ho imparato a non giudicare"

Una psicoterapeuta spiega i numerosi vantaggi di assertività, empatia e comunicazione positiva.

a girl dancing on her bed in the time of the corona virus
Alessandra BucciGetty Images

Rinunciare momentaneamente a esprimersi, a consigliare e a giudicare. L'ascolto attivo o ascolto empatico è tutto questo, ma consiste soprattutto nel focalizzarsi e nel concentrarsi sull’altro dedicandogli completa attenzione per comprenderne a pieno emozioni, pensieri, desideri e obiettivi, nel connettersi con il suo modo di osservare il mondo. Abbiamo incontrato la dottoressa Angela Pellecchia, psicologa, psicoterapeuta e terapeuta EMDR presso il Centro Medico Unisalus (centromedicounisalus.it) per capire come cos'è l'ascolto attivo e come migliorare, allenare e ottimizzare la capacità di sapere ascoltare con un elevato grado di attenzione e partecipazione per creare relazioni autentiche e libere da pressioni e giudizi sia nella vita personale sia in quella professionale.

Cosa s’intende in psicologia per ascolto attivo?
Definirei l’ascolto attivo come un’arte, l’arte di entrare in relazione con l’altro e comunicare. A comprenderne per primi l’importanza sono stati i promotori della cosiddetta Psicologia Umanistica e, in particolare, lo psicologo statunitense Thomas Gordon cui si deve lo sviluppo delle Tecniche di Ascolto Attivo. Ascoltare attivamente è uno “strumento” fondamentale della psicoterapia e anche nelle relazioni quotidiane in quanto ci permette di creare relazioni autentiche e libere da pressioni e giudizi. Non solo, ascoltare attivamente significa focalizzare la propria attenzione sull’altro mostrando all’interlocutore che si è totalmente concentrati su di lui. Insomma, l’ascolto per essere attivo deve essere: empatico ovvero mirato a creare un rapporto di fiducia attraverso la comprensione degli stati d’animo, reattivo al fine di inviare feedback all’interlocutore per ottenere maggiori informazioni, selettivo in quanto mirato a ottimizzare il processo di comunicazione individuando gli argomenti effettivamente rilevanti che possano portare l’interlocutore a concentrarsi proprio su quelli.

Quanti tipi di ascolto esistono?
I principali metodi di ascolto sono quattro: l'ascolto passivo si riscontra in individui che non prestano attenzione e non processano le informazioni che stanno ricevendo; l'ascolto selettivo si riscontra in individui che, filtrano il messaggio, e percepiscono solo ciò che vogliono sentire; l'ascolto riflessivo, tipico di chi pone attenzione a tutta la comunicazione e rinvia, a chi parla, quanto sta dicendo consentendogli di ottenere una nuova prospettiva su quanto ha esternato; l'ascolto attivo o empatico di cui abbiamo discusso precedentemente.

Che legame c’è tra ascolto attivo, assertività ed empatia?
Ascolto attivo, assertività ed empatia sono interconnessi. L’empatia, ovvero la capacità di sintonizzarsi con l’altro emotivamente, è una condizione fondamentale affinché si realizzi un ascolto attivo e l’assertività potremo invece considerarla la sua diretta conseguenza in quanto si esprime nell’equilibrio tra il rispetto delle idee proprie e altrui.

Esistono esercizi per potenziare l’ascolto attivo?
Sì, certamente. Il mio consiglio per potenziare e sviluppare l’ascolto attivo è, innanzitutto, quello di crearsi un “setting” ideale: un ambiente silenzioso che non disturba la conversazione e una posizione rilassata. Dopodiché la prima tecnica con cui allenarsi è quella del “Silenzio Attivo” ovvero lasciare parlare il proprio interlocutore anche dopo che ha terminato il proprio discorso, in modo da incoraggiarlo a fornire maggiori informazioni che chiariscano il suo pensiero. Un'altra tecnica è quella del “Riepilogo” grazie alla quale l’ascoltatore fa un riepilogo del discorso ascoltato, evidenziando gli elementi salienti e rimandando la sua disponibilità ad accogliere tutto ciò che l’altro sta esprimendo.

I fautori dell’ascolto attivo possono consigliare e/o giudicare?
Ascoltare attivamente vuol dire rinunciare momentaneamente a esprimersi, a consigliare e, soprattutto, a giudicare. Si tratta di privilegiare l’altro, focalizzarsi sull’altro ed è uno strumento davvero eccezionale in tutte le relazioni, interpersonali e sociali. Il mondo non può proprio fare a meno delle persone che sanno ascoltare.

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