Prevenzione in rosa: un mese dedicato alla salute del seno

Test del dna, diete semi-vegetariane, farmaci mirati, sport e centri dedicati alle donne. Le informazioni e gli appuntamenti da non perdere durante la campagna Nastro Rosa.

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Nastro Rosa 2018. Ha appena vinto il Nobel della chimica per le sue ricerche sui biocarburanti (tra le altre cose, ha trovato il modo di riconvertire la canna da zucchero in “benzina”). Ha 62 anni, tre figli, e nel 2005 è stata operata per un tumore al seno. Parliamo di Frances Hamilton Arnold, docente di ingegneria chimica al California Institute of Technology a Pasadena. Solo una delle tante donne che lavorano, fanno sport, si occupano della famiglia dopo aver superato la malattia: secondo i dati Aiom/Airtum sono l’87% dopo cinque anni dall’intervento (solo 20 anni prima erano il 6% in meno).

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Frances Hamilton Arnold, Nobel per la chimica 2018
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Nel mese della breast awareness, le notizie positive infatti non mancano. A cominciare dalla nuova ricerca TailorX (presentata quest’estate all’Asco di Chicago, il convegno mondiale di oncologia dell’American Society of Clinical Oncology), che punta a risparmiare la chemio nelle fasi iniziali della malattia alle donne con caratteristiche genetiche particolari. Così come perElisa, progetto di una ricercatrice dell’Università di Padova che invece mira a ridurre la tossicità di un farmaco biologico antitumorale. Studi differenti che puntano allo stesso risultato: cure tagliate su misura, con effetti collaterali sempre più ridotti grazie alla medicina di precisione, capace di colpire in modo personalizzato una malattia multiforme e ogni volta diversa, che colpisce ormai una donna su otto. Ma nelle settimane dedicate come tradizione al Nastro Rosa, l’obiettivo è prevenire tutto questo prima che accada. Delle novità su questo fronte, oltre che delle certezze da tenere sempre presenti, abbiamo parlato con due specialiste in prima linea.

Margherita Granbassi, testimonial di Airc e The Estée Lauder Companies per la campagna di prevenzione dei tumori al seno.
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I cibi salva-seno. Tra i ricercatori che si occupano quasi a tempo pieno di questo tema c’è Patrizia Pasanisi che dal 1999 fa parte dell’équipe di epidemiologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano fondata da Franco Berrino, il pioniere della dieta “salvaseno”. Uno dei suoi progetti è sostenuto dall’Airc (Associazione italiana per la Ricerca sul Cancro). «Spesso le mie amiche mi chiedono tre cose che possono fare subito, per proteggere il seno», racconta la ricercatrice. «Io dico loro di tenere d’occhio il peso, di fare 150 minuti di attività fisica alla settimana o, meglio, 30 minuti al giorno. E di puntare su un’alimentazione prevalentemente vegetariana, con pochi zuccheri raffinati, poca carne, più cereali integrali e legumi». Un regime che somiglia alla dieta mediterranea, ma con un taglio netto a pane bianco e pasta, sostituiti da quelli integrali. Sacrifici sopportabili che aiutano a tenere bassa l’insulina, gli ormoni sessuali, e quindi a ridurre la sindrome metabolica, tutti fattori di rischio per la mammella. «Sappiamo che non c’è solo un colpevole», dice ancora Patrizia Passanisi, «ma controllando alimentazione e bilancia possiamo fare qualcosa di semplice, utile e concreto. Tuttavia per alcune la probabilità di ammalarsi è più forte, come dimostra il caso di Angelina Jolie, che ha una predisposizione ereditaria. Grazie al supporto di Airc stiamo studiando una prevenzione alimentare su misura per le donne come lei. Con queste nuove diete stiamo dimostrando che è possibile abbassare l’Igf 1, sostanza coinvolta nella crescita tumorale. Già oggi abbiamo capito che col giusto regime alimentare questa sostanza cala dell’11%. Domani speriamo che questa strategia diventi la chiave per evitare la malattia, o almeno ridimensionarne il rischio».

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Il centro "women only" . Si chiama Ieo Women’s Cancer Center, è aperto da poco più di un anno a Milano, e riunisce al suo interno molti talenti e competenze, offrendo in un solo luogo le consulenze necessarie a chi ha un problema al seno, all’ovaio o all’utero: «Invece di rivolgersi a tanti medici diversi, nel nostro spazio le donne possono affrontare un percorso che va dalla prevenzione alle conseguenze del dopo-cura», spiega la senologa Viviana Galimberti, direttore del centro.
«Molta attenzione è dedicata anche al benessere psicologico, al desiderio di maternità, ai disturbi della sessualità e della menopausa». Stile di vita sano e controlli periodici sono armi disponibili per tutte. Ma oggi per le donne a rischio, che hanno madri o sorelle colpite dalla malattia, in centri come questo si riesce a fare di più. Gran parte del merito si deve alla genetica e al test che ricerca i geni Brca1 e Brca2. Scoprire che nel proprio Dna è presente una mutazione che aumenta il rischio di sviluppare un tumore, può servire da bussola. Dopo, però, serve una prevenzione “personalizzata”, insieme a una consulenza sensibile e attenta. «Oggi per queste donne, oltre a controlli più ravvicinati puntiamo sulla prevenzione farmacologica. Si tratta di principi attivi come il tamoxifene o il raloxifene, capaci di ridurre la probabilità di sviluppare la malattia», spiega ancora la senologa. «Molte tuttavia preferiscono togliersi ogni ansia scegliendo la mastectomia profilattica, ovvero l’eliminazione delle ghiandole mammarie prima che la malattia si manifesti. Una forma di prevenzione chirurgica oggi offerta anche dal Servizio Sanitario Nazionale. Per questo percorso, tutt’altro che facile, offriamo la consulenza di un’équipe di genetisti, psicologi, oncologi, chirurghi e chirurghi plastici, per arrivare a una decisione davvero ragionata».

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La risonanza per le più giovani. Particolare attenzione viene dedicata ai controlli delle ragazze ad alto rischio, per le quali la mammografia serve a poco (solo dopo i 40 anni, con la diminuzione del volume delle ghiandole, la mammella diventa facilmente indagabile con i raggi X), come spiega ancora Viviana Galimberti: «Per loro l'esame più adatto è la risonanza magnetica, che in casi selezionati è inserita nel programma di controlli annuali. Oltre che per le giovani a rischio, utilizziamo questo esame tutte le volte che si presentano casi dubbi, per valutare la risposta ad alcuni trattamenti. E nei controlli di routine di chi si è rifatta il seno».

Foro italico in rosa nel mese della prevenzione dei tumori al seno, grazie ad Airc e The Estée Lauder Companies
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Anche la chirurgia si adegua. Oggi per la mastectomia “preventiva” ci sono nuove procedure. «La nostra équipe ha messo a punto una tecnica endoscopica per asportare le ghiandole mammarie con un piccolo taglio sotto l’ascella. L’inserimento della protesi avviene attraverso questa via», spiega Paolo Veronesi, direttore della divisione di Senologia chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia, dove questa procedura è stata utilizzata per la prima volta al mondo. «L’operazione non lascia cicatrici e non cambia l’immagine corporea. Un aspetto importante per chi affronta un percorso comunque faticoso».

Prevenzione on the road. La scienza lo ha ormai dimostrato: correre fa bene al seno, ne previene le malattie e persino eventuali ricadute. Ora un documentario lo racconta, seguendo allenamenti, fatiche e vittorie di una decina di Pink Ambassador: donne che dopo un tumore femminile hanno indossato le sneakers e affrontato corse e maratone grazie a un progetto di Fondazione Umberto Veronesi. Pink is Good, la mia nuova vita, il docu diretto da Alessandro Casale, va in onda ogni lunedì su La7d alle 16.15, fino al 19/11. Per loro, e per tutte le altre, l’evento da non perdere è la PittaRosso Pink Parade (foto di apertura) che sostiene Pink is Good. L’appuntamento è a Milano il prossimo 28 ottobre per una camminata di 5 chilometri o per una corsa di 10. Altro classico di stagione per le sportive solidali è la Komen Race.
«La corsa e l’esercizio fisico sono tra le forme più semplici di prevenzione primaria, oltre che di recupero dopo le cure. Mantenersi attive significa tutelare la propria salute. E non riammalarsi», sottolinea Riccardo Masetti, direttore del centro di Senologia del Gemelli di Roma, nonché maratoneta e presidente della Susan G. Komen Italia, l’associazione che nel maggio scorso ha inondato le strade della capitale con oltre 70 mila runner (e altre migliaia a settembre Bologna e a inizio ottobre a Brescia). Ora l’associazione è in partenza con la Carovana della Prevenzione, che toccherà molte città italiane per ricordare a tutte i benefici del movimento e di una corretta alimentazione, oltre che l’importanza dei test preventivi. Promemoria sempre utile.

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Belle come sempre. Tutte vorrebbero esserlo, malgrado la malattia e le cure, ma ci sono momenti in cui non è facile. Per questo da anni La forza e il Sorriso Onlus si prende cura, con gentilezza ed empatia, dell’aspetto delle donne in trattamento oncologico, attraverso laboratori di bellezza gratuiti presenti in 56 ospedali e associazioni su tutto il territorio italiano. Per sostenere l'iniziativa il 26 e il 27 ottobre apre al pubblico Beauty Gives Back, evento di beneficenza all’interno dello showroom di Microsoft House di Viale Pasubio a Milano. Per l’occasione molti brand di Cosmetica Italia metteranno a disposizione i propri prodotti. Chi partecipa potrà quindi scegliere makeup, creme e beauty accessori e fare una donazione per La forza e il Sorriso Onlus.

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