Esiste un motivo scientifico per cui non riusciamo ad andare in palestra

Continuiamo a pagare l'iscrizione ma non ci andiamo mai: secondo uno studio medico c'è una ragione serissima (e possiamo smetterla di sentirci in colpa).

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Okay ci siamo capitati quasi tutti, almeno una volta nella vita. Ovvero: paghiamo la palestra/scuola di danza moderna/spinning/yoga e poi non ci andiamo mai. MAI. Continuiamo a dirci non riesco a fare palestra. Poi scade l’abbonamento e arrivati all’estate il nostro fiato è rimasto lo stesso, così come la nostra tonicità muscolare. L’unica differenza è che il nostro conto in banca ha qualche euro in meno. C’è chi capisce subito l’antifona e non ci prova più, e chi invece ripete l’errore anche un altro paio di volte. Ci riprova e dice che pagare la quota prima o poi lo spingerà ad andare. O meglio, ci sono molte più probabilità che lo faccia spinto dai sensi di colpa, che senza. I motivi per cui non si riesce a stabilire una routine per mantenersi in forma possono partire da tante cause: la pigrizia, okay, che non è ancora diventata un reato. La stanchezza che rende il divano allettante come un miraggio nel deserto, dopo una giornata di lavoro. La mancanza effettiva di tempo che non ci lascia spazio sufficiente nella giornata per incastrare un ora di workout. La perdita di allenamento di lunga data, che ci ha fatto dimenticare quanto sia bello sentirsi pieni di endorfine mentre si usa il corpo. E poi c’è la possibilità che soffriate di una vera e propria allergia, appena dimostrato da uno studio pubblicato dal National Center for Biotechnology Information. Sì, quando dite di essere “allergici alla palestra” potreste aver detto qualcosa che non è affatto ironico, ma la pura verità.

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No, non è uno scherzo: si chiama anafilassi indotta dall'esercizio fisico ed è una condizione genetica vera e propria. Si manifesta durante o dopo l'esercizio fisico, e ha fra i suoi sintomi vampate, dispnea, orticaria, gonfiore e nausea. Chi ne soffre può ignorarlo per tutta la vita e chiedersi cosa succede quando ne prova gli effetti, particolarmente accentuati con attività come il jogging, il tennis e il ciclismo. Ma c’è chi la sperimenta anche in azioni che richiedono meno energia, come camminare a lungo o fare i lavori domestici più pesanti. In alcuni soggetti, invece, si manifesta in modo imprevedibile, in alcune occasioni ma non in altre. E fra i sintomi più rari, qualcuno si trova anche a combattere contro prurito, orticaria, rossori, un affaticamento esagerato per quello che si è fatto, addirittura nausea, crampi addominali e diarrea. I sintomi in genere smettono a pochi minuti dall’interruzione degli esercizi o dell’attività, e con una indagine fra familiari si scopre spesso che altri hanno sperimentato la stessa sindrome almeno una o due volte. La percentuale di chi soffre di anafilassi indotta dall'esercizio fisico non è bassissima: il 2%. Ci sono in corso delle ricerche per capire le cause scatenanti e se esiste un modo per evitare che si manifestino. Per ora, si sa soltanto che questa condizione è sensibile a dei food trigger, dei cibi che ne favoriscono la manifestazione, come frutti di mare o farinacei se mangiati poco prima degli esercizi. Nel frattempo, possiamo sentirci (finalmente!) un po’ meno in colpa per quell’abbonamento pagato e scaduto, senza aver mai messo un piede nella palestra.

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