Il barefooting o come trovare le nostre vere radici e ricentrarci

Dal Trentino all'Umbria passando per la Toscana i migliori sentieri dove entrare in simbiosi con boschi, foglie e fiori selvatici.

barefooting
Igor UstynskyyGetty Images

"Quello che ai giorni nostri viene chiamato barefooting nell'antichità era la normalità e nonostante lo scorrere del tempo in alcune civiltà è ancora comunemente praticato", ci spiega Tania Detomas, ex olimpionica di snowboard acrobatico, ricercatrice di sviluppo delle capacità umane, insegnante di yoga e meditazione nelle Dolomiti da oltre 14 anni. Amante e praticante degli sport outdoor e della mindfulness la snowborder 34enne ci racconta che, infatti, In India, per esempio, non è raro vedere persone che camminano a piedi scalzi, indipendentemente dal loro status sociale. "Quando sono stata in India mi è capitato di sentire l’espressione “avere gli zoccoli al posto dei piedi” riferendosi in modo scherzoso alla scarsa capacità dell’uomo comune occidentale di muovere le dita dei piedi. Ahimè! Generazioni di scarpe hanno costretto il piede a limitare i suoi movimenti. Certo per noi è assolutamente normale non muovere le dita singolarmente, ma a quanto pare questo non è naturale. Alcuni studi basati sull’osservazione di alcune tribù africane hanno evidenziato che esiste uno stretto legame tra una sana respirazione e il fatto di camminare a piedi nudi, poiché il semplice fatto di camminare scalzi aiuterebbe il naturale basculamento del bacino. Questo movimento porta il respiro a essere basso, di pancia, come avviene nei neonati. Il respiro addominale è indice di uno stato generale di rilassamento psicofisico, generando quindi stati di pace e tranquillità. Riferendoci al mondo occidentale, a riportare in auge il barefooting, è stato il movimento socio culturale avvenuto nel 1968 negli Stati Uniti, dove la ricerca della libertà ha portato inevitabilmente a una ricerca della semplicità e un ritorno a un contatto più profondo con la natura".

Quali sono i luoghi migliori dove praticare barefooting?
Per molti camminare scalzi è una scelta di vita, scelgono di non mettere più le scarpe indipendentemente dal luogo o dalla temperatura dell’ambiente in cui vivono. Esistono però diversi percorsi attrezzati in tutto il mondo dove si può fare questa esperienza in un ambiente dedicato alla connessione naturale che le percezioni sensoriali possono darci. In Italia ci sono luoghi incantevoli dove praticare una passeggiata sensoriale. Tra i percorsi barefooting più emozionanti vi è il Sentiero Natura all’Alpe Lusia, in Trentino. Siamo soliti camminare a piedi nudi in riva al mare ma farlo nel bosco, tra foglie, radici, muschio e fiori selvatici è un’esperienza unica. In Umbria si trova il percorso Francescano per la Pace e vicino ai Bagni di Lucca nella Foresta ritrovata c’è la Kid Forest, un percorso dedicato ai più piccoli. Dall’altra parte del mondo in Australia, nella Nuova Zelanda o in paesi con temperature calde come l’India camminare a piedi scalzi è all’ordine del giorno. Chi preferisce i percorsi attrezzati può trovarne diversi in: Nuova Zelanda, Giappone e Stati Uniti. Per i più coraggiosi, nel parco nazionale Yorkshire Dales in Gran Bretagna c’è un percorso lungo 14 km.

Quali sono i benefici del barefooting?
A livello fisico migliora la microcircolazione nelle gambe, aiuta il sistema linfodrenante, stimola una corretta respirazione, attiva la muscolatura del piede aiutando a correggere alcuni tipi di mal di schiena, piedi piatti, aiuta chi soffre di alluce valgo e a correggere piccoli difetti nella postura delle ginocchia. A livello mentale e psicologico è un valido aiuto per chi soffre di ansia e attacchi di panico, allevia lo stress e grazie alla quantità di input che il piede riceve il sistema nervoso crea nuovi percorsi a livello mentale, liberando la strada a nuove soluzioni e intuizioni. A livello energetico il barefooting porta con sé le qualità del radicamento e la connessione alla semplicità e alla natura. Il radicamento aiuta in modo particolare la centratura e la diminuzione del flusso dei pensieri donando alla persona, nuova energia e una risposta attiva e non reattiva all’ambiente circostante.

Qual è il momento migliore della giornata per praticarlo?
Il mattino presto poiché le goccioline di rugiada donano ulteriori benefici alla pratica, purificando corpo e mente. Nonostante si possa pensare che il freddo possa essere un limite, la scienza sta studiando come sia una condizione legata alle abitudini e alla mente. Recentemente sono stati condotti molti studi su Wim Hof chiamato anche the Iceman. Quest’uomo, con l’utilizzo di pratiche millenarie provenienti dallo yoga, ha potuto dimostrare come la mente possa inconsciamente suggestionare il corpo e creare reazioni eccessive. Wim sostiene che nell’essere umano ci sia un bagaglio di potenzialità nascoste. Lo ha dimostrato lui stesso diventando famoso per avere fatto 21 record di resistenza al freddo apparentemente impossibili. Alcuni esempi sono: la nuotata di 120 metri in apnea sotto il ghiaccio, una mezza maratona scalzo sulla neve sopra il circolo polare artico a -20° C e un’immersione nel ghiaccio durata un'ora e 52 minuti.

Siamo passati dalla terra all'acqua. Quali sono i benefici del percorso Kneipp?
Pratica antichissima ma riscoperta da Sebastian Kneipp alla fine del XIX secolo questo percorso è ottimo per attivare l'apparato circolatorio, ed è quindi un aiuto contro la cellulite, i reumatismi, l'artrosi e inoltre tonifica la pelle. Può essere utilizzata come un valido alleato nella riabilitazione da traumi, dona benessere e vigore all’intero corpo e stimola il sistema immunitario. Immergere i piedi nelle gelide acque di un ruscello è anche un ottimo modo per osservare la propria personale reazione al freddo, cercando il modo di andare oltre lo stimolo sensoriale, sviluppando poco alla volta una consapevolezza e un dominio maggiore sulla capacità infinite dell’essere umano modificando l’atteggiamento passivo-meccanico della mente. Così facendo, oltre a donarci forza interiore, ci dà accesso ai benefici dello sviluppo di padronanza interiore per raffinare la migliore tecnologia esistente, l’essere umano e accedere al suo potenziale nascosto, come sostiene Wim Hof.

Respirare in modo profondo, meditare, abbracciare gli alberi...
Eseguire queste pratiche immersi nella natura è incredibile. Lungo il Sentiero Natura all’Alpe Lusia, in Trentino, ci sono varie tappe dove potere vivere tutte queste esperienze in maniera libera e autonoma attraverso dei consigli riportati sui pannelli informativi. Eco-mindfulness, forest-bathing, tree hugging e yoga sono alcune delle attività che si possono praticare immersi nella natura di questo comodo percorso che si snoda tra boschi di abete, ruscelli e prati fioriti. Inoltre, ogni sabato dal 27 giugno al 6 settembre 2020 è previsto un trekking del benessere insieme agli accompagnatori di territorio di Moena Outdoor, all’interno del programma dello Sport Check Point della Val di Fassa, che guiderà in questo rituale di relax per vivere la natura attraverso tutti i sensi.

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