I falsi miti e i consigli per abituare i bambini a un buon sonno

Come far addormentare i bambini con dolcezza e (quasi) senza lacrime secondo gli sleep coach.

Facciamocene una ragione, nei primi mesi di vita il sonno del bambino è agitato, fatto di versetti, micro pianti, movimenti a scatto. Si tratta di comportamenti assolutamente fisiologici. Dal momento che un buon sonno è fondamentale per la salute fisica e mentale a tutte le età, ma soprattutto nei poppanti, i genitori dovranno accompagnare i loro bambini giorno dopo giorno, con una routine corretta e regole adatte a ogni età, ad avere un sonno sempre più sereno, continuativo e autonomo. Molto importante è anche che sappiano quante sono le ore necessarie di sonno in base all'età. Per esempio nel primo anno di età le ore ideali sono 14/15 ore, scenderanno gradualmente a 12 verso i quattro anni, 10 verso gli otto anni fino ad arrivare a nove dai 12 anni in poi. Tutti gli esperti, compresi quelli del Comitato Internazionale della World Association of Sleep Medicine che promuove la Giornata Mondiale del Sonno (19 marzo), concordano sull'importanza di stabilire un orario per andare a letto adeguato all'età del bambino, possibilmente entro le 21, e per alzarsi. Essenziale è anche mantenere orari regolari nei giorni lavorativi e nei fine settimana e stabilire una routine serale costante. Dopo avere indossato il pigiama ed essersi lavati i denti, quindi, si leggerà, per esempio, una storia o si ascolterà una ninna nanna. Il bambino si addormenterà al buio o, se lo desidera, con una lucina rossa, ma sempre lontano da qualsiasi apparecchio elettronico. Di primaria importanza è anche mantenere un ritmo quotidiano regolare, compresi gli orari dei pasti e, in età prescolare, di eventuali sonnellini. Sì all'attività fisica possibilmente all’aria aperta nelle ore diurne, no a bevande eccitanti a partire dal tardo pomeriggio. “La convinzione che sia meglio che il bambino dorma da solo nella sua stanza è un falso mito. Gli adulti sono abituati a pensare al sonno come un’assenza di veglia, in cui tutto è immobile, ma non è esattamente così. Di notte sia gli adulti sia i bambini hanno dei micro risvegli e quando si svegliano piangono per richiamare l’attenzione su di sé ed essere aiutati a riaddormentarsi. L’attenzione va quindi spostata dal luogo in cui dorme il bambino al modo in cui lo fa: non importa se si tratta della cameretta o del lettone. Ai fini di un sonno piacevole per tutti è fondamentale creare una routine capace di tranquillizzare il bambino", spiega il dottor Pietro Sciacca, pediatra e docente presso il Dipartimento di Scienze Pediatriche, Ginecologiche, Microbiologiche e Biomediche dell'Università degli Studi di Messina, interpellato da dottori.it, sito e app leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche. La prossimità è percepita inconsciamente da tutti i bambini infatti come metodo di conforto notturno e quando non ne avrà più bisogno il bambino deciderà autonomamente di non dormire più nel lettone. Se lo si lascia piangere per farlo addormentare da solo si sentirà abbandonato e questo può generare ansia in lui, tanto che quando si sveglierà di notte piangerà ancora di più a causa della paura dell’addormentamento.

Anche la luce ha un ruolo fondamentale. "Le ricerche condotte nel nostro laboratorio, che hanno meritato il premio Nobel, indicano che la luce è un fattore importante di regolazione del sonno", scrive la dottoressa la Sofia Axelrod, esperta di scienze del sonno e ricercatrice nel laboratorio di Michael W. Young, premio Nobel per la Medicina nel 2017, alla Rockefeller University di New York, nonché sleep coach e madre di due figli, nel suo libro fresco di stampa Fai la nanna tutta la notte (Sperling & Kupfer, 16,90 euro). "Per aiutare il bambino a dormire tutta la notte dovrà essere esposto a molta luce naturale durante il giorno e non dovrà essere esposto a nessuna luce blu, bianca e/o verde di notte nella camera in cui dorme. L ’unica luce permessa nella camera in cui dorme vostro figlio e dove gli cambiate il pannolino e lo allattate è quella rossa. Attraverso la sincronizzazione il bambino imparerà che il buio o la luce rossa servono per dormire, e questo lo aiuterà a tranquillizzarsi e a riaddormentarsi naturalmente, se gli capiterà di svegliarsi di notte".

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