Design week 2020: un bilancio

Grande successo di pubblico per le iniziative di 5vie D'N'A'. Il racconto appassionato dei due organizzatori.

5vie artdesign
Courtesy photo

Sono passati quasi otto anni, ma sembra soltanto ieri, da quando per la prima volta gli appassionati di design hanno dovuto aggiungere al loro “tour” del Fuorisalone l’ennesimo distretto. Milano ormai è composta da una ragnatela di luoghi liberamente coordinati, tappe fondamentali per raccontare la vasta produzione del settore. Molti di questi quartieri non sono mai decollati. Altri sono completamente scomparsi. D’altra parte è difficile competere con il Centro città e la zona Brera, già popolati dagli showroom delle più importanti aziende del made in Italy. Ma c’è un luogo in particolare che non ha mai smesso di crescere ed è il distretto delle 5Vie, che deve il suo successo alla coerenza e alla costante ricerca dei due fondatori, Ernesta Del Cogliano e Emanuele Tessarolo, le due anime “gemelle” che portano avanti da sempre il progetto e che anche quest’anno sono riusciti a realizzare un ricco palinsesto di eventi virtuali, ma anche tanti appuntamenti fisici per la gioia di professionisti e appassionati.

Ernesta Del Cogliano e Emanuele Tessarolo.
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“Un grande successo di pubblico - racconta Ernesta – Abbiamo avuto lunghe code ordinate con persone disposte ad aspettare ore pur di vedere l’installazione al Siam creata da Sara Ricciardi e farsi un selfie sotto la cloud viola.” Anche il bilancio della nuova piattaforma è molto positivo. “Abbiamo voluto creare uno spazio web per dare visibilità a tutti gli eventi - continua Emanuele - Un modo per rendere partecipe anche chi vive dall’altra parte del mondo. Ogni evento fisico prevedeva una o più performance, che potevano essere facilmente diffuse anche tramite la rete. Sulla nostra piattaforma e sui social abbiamo avuto circa 350 mila contatti, anche grazie al dialogo diretto che negli anni abbiamo costruito con molte realtà internazionali ”. 5Vie è ormai un network globale, che parte da Milano e aggrega le grandi città che rivestono un ruolo importante nel mondo del design, dell’innovazione e dell’arte.

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L’obiettivo di questa manifestazione è stato di rappresentare sempre più un polo di ricerca e di design d’avanguardia, tra progetti trasversali all’insegna dell’arte, del segno contemporaneo e della passione per l’artigianalità e il territorio. «Siamo partiti otto anni fa con la voglia di raccontare quello che oggi viene definito Art Design, espresso da pezzi unici che narrano il processo creativo e il savoir faire artigianale. Siamo convinti di essere sulla strada giusta e vogliamo mantenere la nostra cultura identitaria». Nessun fine “economico”: "I grandi brand - racconta ancora Ernesta - hanno le porte aperte ma solo se propongono un progetto che funzioni con il tema art design e che dialoghi con il quartiere”. Una visione da moderni mecenati, che non vuole esporre gli arredi come in uno showroom; sottolinea Emanuele : “Alle 5Vie c’è la volontà di raccontare pensieri, idee creative più che oggetti”. Ed è con questo spirito che Ernesta seleziona i designer, guardando con occhio attento all’estetica, ma anche all’anima del progetto.

Milano Tropicale progetto di Erez Nevi Pana per 5Vie.
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Come nel caso del lavoro di Erez Nevi Pana, il designer israeliano che anche quest’anno ha partecipato all’evento con Milano Tropicale, un’indagine sul nostro presente e possibile futuro curata da Maria Cristina Didero, tra i fedelissimi di 5Vie. D’altra parte l’ambiente e l’economia circolare sono un altro dei punti cardine del progetto 5Vie, che da tre anni organizza un Forum per discutere sull’economia circolare e il futuro del pianeta. E il lavoro del distretto non si limita alle design week; 5Vie prevede infatti, durante tutto l’arco dell’anno, manifestazioni pubbliche a tema per animare il territorio e la città. Gallerie d’arte, artigianato, moda e vino, ogni argomento è da sempre trattato con la stessa attenzione e cura. Lo scopo è di creare un percorso di conoscenza che sappia mettere in dialogo la creatività con quel magico crocicchio di vie, fatto di palazzi storici, chiese e rovine romane. E allora, mappa alla mano (indispensabile per non perdersi tra via Santa Marta e Santa Maria Fulcorina) aspettiamo solo il loro prossimo via!

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