Una villa a Los Angeles rivisitata da Kelly Wearstler

Il tocco glamorous della celebre designer, che sceglie pezzi iconici degli anni Ottanta.

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Stephan Julliard

Per l’ingresso, wallpaper a pannelli grigio ardesia customizzati e dipinti a mano, di Cannon/Bullock. La sedia Vilbert, Verner Panton, dialoga con una tela di Leonard Brenner; a destra, specchio Infinito, da Leclettico.
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Poliedrica, coraggiosa ai limiti della sfrontatezza e dotata di uno straordinario talento visionario. Venerata, per queste sue doti, da esponenti dello star system (Gwyneth Paltrow, Cameron Diaz, Gwen Stefani...), che le hanno affidato la personalizzazione di dimore superlusso. Kelly Wearstler è l'indiscussa grande dame del design d'interni della West Coast, come l'ha definita The New Yorker. Una professionista forte di anni di esperienza in ambito residenziale, ma anche sui set cinematografici e nell'hôtellerie a cinque stelle, nonché firma di varie linee con il brand omonimo. Ecco perché Lana Gomez e Sebastian Maniscalco – artista la signora, lui showman televisivo – l'hanno chiamata a comporre l'inedita sceneggiatura abitativa della loro residenza di Los Angeles, dove Kelly ha studio e flagship store.

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Kelly Wearstler accanto al tavolo tondo Bavaresk, di Dante-Goods And Bads; artwork di Herman Volz.
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Quando è stata contattata dalla coppia per la visita preliminare, Wearstler ha subito compreso l'enormità della sfida, senza peraltro perdersi d'animo; al contrario, ha sfoggiato le proprie risorse personali: tocco glamorous e piglio massimalista, per esprimere il meglio di sé in una situazione oggettivamente difficile. La villa, infatti, le si è mostrata all'inizio di un discutibile gusto spagnoleggiante, con grevi soffitti a travi marrone scuro e pareti bianco ottico, penalizzata da un layout frammentato che non valorizzava la pur copiosa luce naturale. Il contesto, tuttavia, era accattivante.

Le due poltrone Hesby sono di Kelly Wearstler, in velluto Claremont che richiama i toni salmone del tappeto, disegnato da Lana Gomez; side table Cleopatra, di Marco Zanuso Jr. per Memphis. Sopra il mobile di Matteo Thun per Bieffeplast, l’olio Encounter (1957), di Paul Bodin, scelto da Francis Frost, a Newport.
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La proprietà – in cui i coniugi oggi vivono con la figlia Serafina – si trova nel cuore di West Hollywood: un esuberante distretto urbano (affettuosamente chiamato WeHo), caratterizzato da una singolare alternanza di edifici anni Cinquanta e Sessanta, gallerie, boutique hotel e ristoranti glocal. Il quartiere è inoltre noto per essere il centro di aggregazione di un'intellighenzia progressista e internazionale, che gravita lungo Sunset Strip e Melrose Avenue, veri crocevia di tendenze.

Sotto, tavolo di Kelly Wearstler; poltroncina di Augusto Bozzi e sedie in pelle, tutto di Saporiti Italia.
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Alla sera, invece, ecco esplodere la movida sul Santa Monica Boulevard, tra musica dal vivo e dance club riecheggianti i leggendari Eighties. E proprio da qui Kelly è partita per scrivere una storia nuova. Insaziabile collezionista di pezzi del gruppo Memphis (memorabile movimento italiano che in meno di una decade, dal 1981 al 1987, ha segnato una delle grandi rivoluzioni del design), ha deciso di utilizzare quel lessico stilistico tanto amato. Ha dunque punteggiato gli ambienti di colori vibranti e optato per forme carismatichee piene, mai timide.

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Lampadario Anni 70, Venini.
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Ha tessuto una trama di grafismi e figure geometriche, cerchi e quadrati, linee rette e ondulate, in soluzioni audaci ammorbidite da velluti di puro garbo femminile. Irrinunciabile il tributo a Ettore Sottsass (fondatore di Memphis e «autentico genio», sostiene ammirata lei), subito omaggiato nell'ingresso, che esibisce la consolle Tartar in edizione originale: variopinto capolavoro di arredamento architettonico ed eloquente manifesto programmatico. In salotto sfila un raro side table di Marco Zanuso Jr.; nella zona pranzo un grintoso tavolo bespoke a righe bianche e nere trae forza espressiva dal duetto con le lampade Shogun di Mario Botta.

Divani vintage rivisitati con il tessuto Canevas Les Emeraudes, di Claremont; poltrone Hesby e Willoughby, tutto su disegno di Kelly Wearstler; coffee table da ma+39, Los Angeles, con ciotola in ceramica, da JF Chen; lampada da terra di Anton Alvarez, da Salon 94, New York. A parete, The Present, di Lana Gomez.
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«I committenti aspiravano a un risultato sorprendente e sono sicura di non averli delusi! Abbinando mobili e sculture di autori storici a quelli degli emergenti ho debellato il rischio di un'operazione nostalgia. Il risultato finale ha un che di punk e, al contempo, strizza l'occhio alle ultime avanguardie».

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Letto e sofà Lucien, di Kelly Wearstler; in bianco, Table for Shirley Jackson, di Matthew Sullivan.
Stephan Julliard

Per accogliere degnamente una passerella di complementi così ricercata, Wearstler è intervenuta anche sul "guscio" con blandi ma riuscitissimi cambiamenti: ha disegnato una finestra rotonda sul vano scale (illuminato da un monumentale chandelier Venini), ha innalzato i soffitti delle camere e infine ha trovato un escamotage capace di armonizzare gli infiniti eclettismi: «Si tratta delle carte da parati che simulano dei blocchi di pietra, fornite da Cannon/Bullock; sono in fogli tinti a mano, volutamente irregolari e screziati», spiega.

Sulla cassettiera in rovere e resina Only Love is Real, di Matthew & Carly Jo Morgan, lampade Shogun, design Mario Botta per Artemide; seduta di Garry Knox Bennett e tappeto di Lana Gomez. Il quadro C’est combien, di Vicente Puga, da JF Chen a Los Angeles, è in sintonia cromatica con la carta da parati Cannon/Bullock.
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Quindi, ha lavorato a quattro mani con la padrona di casa per la scelta della palette, giocosa e assieme sofisticata. «Lana è pittrice e arriva da Memphis. L'ho conosciuta nel 2008 quando è venuta da me per uno stage e siamo diventate subito amiche. Andiamo a caccia di reperti vintage – tra moda e home décor – e ci divertiamo a creare porcellane, wallpaper o insoliti artwork». L'ennesimo colpo di teatro è consistito proprio nel trasformare i dipinti di Lana in tappeti di dimensioni XL dall'impatto spettacolare.

I proprietari Lana Gomez e Sebastian Maniscalco.
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Nel piano messo a punto delle due donne si è inserito Sebastian, esprimendo un'unica richiesta: «Quando vado a trovare gli amici, noto che si finisce sempre in cucina per quattro chiacchiere rilassanti. E poiché adoro stare ai fornelli, mi lusingava l'idea di un grande spazio ben attrezzato». Kelly ha esaudito il suo desiderio ricavando una food area aperta verso il living e il dehors, divenuta ora il regno di un'informale convivialità. Emozioni della vita quotidiana, da fruire in bellezza.

La collezione di scarpe nel guardaroba.
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Applique Triple Orb, da Charles Burnand, Londra, e specchi Alta Racetrack, di Kelly Wearstler, come sullo sfondo.
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Nella camera degli ospiti, letto tessile Souffle, di Kelly Wearstler, e cuscini in velluto, di Lana Gomez, come il tappeto; comodino di gusto Hollywood Regency, acquistato da Metro Retro Furniture, e lume vintage francese, visto a Parigi. A soffitto, il lampadario Anders, del brand Pinch, è realizzato in ecofibra di banano.
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