La casa a Monaco della stilista Natalie Acatrini

Riuniti in un’unica location ufficio di rappresentanza e abitazione. L’intimità incontra il business, nel segno della classe.

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Marie Claire Maison Italia

Chiese rococò, edifici Jugendstil, ville signorili: tratto distintivo dell'esclusivo distretto di Bogenhausen, a Monaco di Baviera. Poco lontano scorre il fiume Isar, che attraversa l'Englischer Garten (uno dei più grandi parchi pubblici urbani al mondo, tanto da superare in vastità perfino Central Park, a New York). In questo contesto si inserisce l'appartamento e quartiere generale della stilista Natalie Acatrini, duecentoquaranta metri quadrati al piano rialzato di uno stabile fine Ottocento. La zona privata – composta dalla camera da letto e da un living con camino – si affaccia su un delizioso giardino interno, a uso esclusivo della proprietaria. Negli altri quattro ampi locali, rivolti verso la strada, sono stati organizzati l'ufficio, lo showroom nel quale presentare ai clienti le nuove collezioni, lo studio e la sala riunioni. Spazi dinamici, che di volta in volta vestono abiti diversi, a seconda delle esigenze.

Nel palazzo ottocentesco, modanature, stucchi e parquet sono stati recuperati con cura filologica

Nonostante gli "usi multipli", la residenza sfoggia una sorprendente coerenza estetica: gli ambienti sono raffinati, pervasi da un'atmosfera intima – mai marcatamente business –
e ogni angolo è allestito con grande passione. «Perché l'incontro con questa casa è stato magico. Stavo passeggiando davanti al palazzo, quando ho visto l'inquilino precedente intento a lasciare l'abitazione. Mi è bastata un'occhiata dalla porta aperta per intuire le eccezionali potenzialità del luogo. Ho acquistato all'istante», rievoca lei. Quindi ha proceduto al minuzioso restyling, affidandosi alla supervisione dell'architetto Christine Sellmejer Kranz. Assieme, pur senza stravolgere il layout, hanno ripristinato l'altezza originaria dei soffitti, gli stucchi, i pavimenti e gli infissi in legno, «eliminando il confuso groviglio di elementi anni Sessanta e Ottanta, le controsoffittature e gli incoerenti dettagli black and white», spiega.

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Quanto al décor, Acatrini ha operato in perfetta autonomia, forte del gusto impeccabile di chi lavora quotidianamente su abbinamenti cromatici e texture. Ha selezionato pochi arredi miratissimi, in modo da preservare l'ariosità generale, privilegiando le linee rigorose del design storico rappresentato dall'iconica dormeuse Barcelona di Mies van der Rohe, nonché di quello contemporaneo, con le sedute B&B Italia; li ha infine accostati a pezzi bespoke fatti realizzare perfino in Cina. Anche la palette è all'insegna di rassicuranti toni neutri, in una sinfonia di grigio, panna e tortora. Ad ammorbidire il tutto: finiture pregiate e tocchi golden, come nello splendido cabinet proveniente dal Sud-Est asiatico e rivestito a foglia oro dall'artista Eva Frohwein. Il gusto femminile emerge in delicati ensemble, tra pannelli murali a tema natura, oggetti esotici di grande carisma, superfici materiche. Talentosi guizzi che ingentiliscono la dimensione sobria, come preziosi inserti ricamati a mano su un outfit haute couture.

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