Una villa a Beverly Hills, incontro tra arte e natura

La luce intensa fa rifulgere quadri e sculture nella residenza progettata da William Hefner, archistar californiana.

william hefner
James Ray Spahn

Nella foto sopra: con la complicità delle vetrate, il corridoio offre la vista sul cortile d'ingresso ed è pensato come una piccola art gallery inondata di luce naturale. La scultura è di Sterling Ruby; a sinistra della porta, un ritratto firmato da Richard Phillips e, a destra, dipinto XL di John Baldessari.

Citazioni Mid-Century, rispettosi omaggi al made in Italy e dominanza di bianco

Lo scintillio dell'oceano delinea i contorni di una scenografia sospesa in un chiarore metafisico, come nelle tele di David Hockney. Qui, sulla cima di una collina a Beverly Hills con vista su Los Angeles, un collezionista ha intercettato il luogo dove edificare la casa agognata, ispirandosi al periodo prediletto: la metà degli anni Cinquanta.

Il patio protetto da un soffitto di teak ospita le sedie dalla trama in corde e tubi Net e il sofà outdoor Bitta, tutto Kettal, da Niche Beverly; tavolo da pranzo con piano in vetro stratificato custom-made, come il coffee table. La tela sullo sfondo è di Barbara Kruger, quella a destra è firmata Kelley Walker.
James Ray Spahn
Poltrona in pelle di Thomas Hayes, Holly Hunt; divani Turner, Molteni&C; coffee table con piano in marmo Calacatta su disegno di studio William Hefner, come il camino in pietra calcarea. Sul tavolino, scultura di Franz West; a muro, quadro di Christopher Wool, e, a sinistra, di Kelley Walke.
James Ray Spahn


Volumi geometrici, rigorosi e al contempo leggeri, nonché rispettosi della natura, riecheggiano la lezione di Richard Neutra, celebre per il domino di residenze sulla West Coast. L'intero concept – struttura, decorazione e parco – è dello Studio William Hefner, che in questo stato americano ha firmato autorevoli progetti raccontati in una serie di libri illustrati, di cui il secondo, California Homes II, è appena stato dato alle stampe (da Images Publishing). «Ho declinato uno stile preciso includendo reminiscenze del vocabolario Mid-Century e partendo dal presupposto che la dimora diventasse la sede d'elezione per i quadri e le sculture del proprietario», spiega Hefner. Per assumere l'ambizioso ruolo di galleria privata e ospitare le numerose opere d'arte, in gran parte XXL, il complesso è stato costruito ex novo in una location ideale, baciata dal sole e con affaccio da cartolina sulla città.

Nella cucina, contrasti cromatici tra l’isola in quarzo, i mobili in noce e il rivestimento delle pareti in mosaico di vetro italiano. Sedie Eva, Zanotta; tavolo di studio William Hefner, come la luce a soffitto bianca, mentre quella in primo piano è svedese vintage. Sulle mensole, quadri di Allen Ruppersberg.
James Ray Spahn
Sistema letto e panca su disegno, studio William Hefner; sopra la testiera in cuoio, opera della newyorkese Roni Horn; Lounge Chair, di Charles & Ray Eames, Vitra. Divano Andersen, Rodolfo Dordoni per Minotti, con artwork di Rodney Graham. Lettini della linea Landscape, Kettal.
James Ray Spahn

Il layout generoso è pensato per una comunicazione continua con l'esterno. «Il corpo principale, esposto a sud-ovest, regala alle stanze vedute panoramiche che arrivano fino al mare e la differenza in/out è ridotta ai minimi termini», prosegue l'architetto. Grandi alleate le monumentali vetrate a scomparsa, che sostituiscono i muri perimetrali tradizionali trasformando i locali in spettacolari salotti en plein air. «L'atmosfera generale è dettata dalla protagonista indiscussa: la luce», sottolinea William.

La luminosa sala da bagno è su progetto di studio William Hefner e vanta l’affaccio sulla vegetazione dall’ampia parete vetrata; per garantire la privacy, un’alta siepe di tasso giapponese. Sopra la vasca in marmo, opera di Mark Hagen; il cabinet è in zebrano, completato da specchiere gemelle.
James Ray Spahn


Il fulgore rende speciale ogni angolo, riverberato da una palette neutra. Bianco assoluto, nuance beige e crema esaltano il carisma degli artwork e delle loro astrazioni cromatiche; tele e ritratti, scritte ipnotiche e installazioni sfilano negli spazi, corridoi compresi. La splendida camera padronale spalancata su un dehors con piscina sfoggia un maxidipinto di Rodney Graham a gocce technicolor. Nella cornice essenziale, l'arredamento abbraccia pezzi di nobile vintage, quale l'iconica Lounge Chair degli Eames, elegante made in Italy e molti elementi bespoke disegnati da Studio William Hefner. Trasparenze, pietra e legno producono un riuscito amalgama, «perché considero fondamentale l'armonia nella combinazione dei materiali». I soffitti in teak donano calore e una riposante penombra; la morbida pelle duetta a contrasto con il marmo. Nella cucina trionfano noce e quarzo, mentre le pareti sono impreziosite da un mosaico di vetro italiano forgiato a mano: lavorazione artigianale per un contemporaneo effetto tridimensionale.

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