La villa a Houston di una maestra di stile: Lucinda Loya

Salotti open-air, specchi d’acqua e arredi romantici: languido inno alla gioia di vivere.

image
Gianni Franchellucci

Nella fotografia in alto, l'area outdoor ospita zone relax organizzate attorno alla piscina. A sinistra, lettini twin Provence, collezione da esterni Restoration Hardware, che firma pure il tavolo e le sedie. Sul fondo, nel patio, lampadari bespoke sintonizzati sull'armadio a parete: un pezzo unico d'antiquariato.


Una strada tranquilla e appartata, un quartiere di lusso negli eleganti sobborghi di Houston. È il contesto seducente che Lucinda Loya – interior designer con clientela internazionale e pubblicazioni sui più blasonati magazine di settore – ha scelto come location della sua villa, rifugio privilegiato per lei e il marito. A fare gli onori, al termine del viale di accesso, è una facciata minimalista di sapore Bauhaus, che si staglia candida contro il cielo terso, simile a una quinta teatrale nel progetto architettonico di Allen Bianchi. Varcata la soglia, l'atmosfera cambia radicalmente e un luminoso mood fiabesco accoglie il visitatore. Una scultura dorata dalle forme organiche a nido d'ape decora il living, anticipando ulteriori meraviglie: una parete costellata di eteree farfalle in ceramica, un grande dipinto reinterpretazione di una dama settecentesca, una collezione di preziose corone d'epoca europee e africane.

Poltrone di Lucinda Loya, in tessuto Osborne& Little; sofà italiano; coffee table Nuage, di Guy de Rougemont, con scultura Mystery that Colours My World, di Hiroko Tsuchida. A parete, la grande tela è Somewhere Plane Possibly Taking You To Fields Of Cut Down Wood, di Mie Olise.
Gianni Franchellucci
Seduta antica con artwork aereo in lucite The Bride, del cinese Zhang Peng; sullo sfondo, vista della sala da pranzo con le sedie rivestite in tessuto Donghia e il lampadario creato da Lucinda Loya; a parete, VB62 Performance, opera di Vanessa Beecroft.
Gianni Franchellucci

In piscina, il tavolino e le due sedie sono di brocantage.
Gianni Franchellucci

La sontuosa dormeuse è su progetto di Lucinda Loya, che l’ha foderata in tessuto damascato, di Fortuny; la lampada da terra è la celebre Fortuny, di Pallucco; a destra, una collezione di corone, tra antiche e vintage; quelle bianche sono Yoruba. Quadro Sin Titulo, della pittrice spagnola Susy Gómez.
Gianni Franchellucci

«Aspiravo a una dimensione unica e personalissima, accogliente e magica al tempo stesso», rivela Lucinda, che ha disegnato in prima persona una serie di arredi, tra cui una romantica dormeuse in tessuto damascato di Fortuny. I suoi pezzi sono accostati con mano sicura a prestigioso antiquariato da gallerie autorevoli, ma anche a svariati elementi di spiccata contemporaneità per attualizzare amabilmente l'insieme. «Adoro i contrasti e gli abbinamenti inusuali: la seduta antica vicino al quadro di Vanessa Beecroft o il sofà in legno intarsiato accanto alla tela della danese Mie Olise». Coerentemente, Loya ha voluto gli infissi neri per le finestre, ovvero un segno grafico forte sull'intonaco bianco dell'edificio. Le immense vetrate rendono immateriale il confine con l'esterno; il verde del prato e il blu della swimming pool e degli specchi d'acqua più piccoli sono godibili da ogni locale. «Quanto alla lounge nel patio, è riscaldata d'inverno e dotata di aria condizionata d'estate, per essere vivibile tutto l'anno». L'intero piano terra è privo di barriere; le "visuali a cannocchiale" si avvicendano da una stanza all'altra, all'insegna della fluidità. L'assenza di chiusure caratterizza pure la camera da letto padronale, dove il bagno – uno degli undici – è a vista, dotato di doccia aperta.

La facciata della villa è stata concepita come una quinta teatrale dalla leggera curvatura. In voluto contrasto con le linee high-tech, la panca a destra è antica e dialoga con la silhouette sinuosa di un ginepro potato a spirale. Tutt’attorno, maestosi pini dal verde intenso e latifoglie.
Gianni Franchellucci
Il progetto del building è firmato da Allen Bianchi, architetto con studio a Houston. Il luminoso total white è interrotto dalle vetrate XL orlate da infissi neri, mentre il dinamismo è affidato alle geometrie di tagli netti, nicchie e specchi d’acqua, utili anche a garantire la privacy dei proprietari.
Gianni Franchellucci

Lucinda indossa un abito couture dello stilista indiano Amit Aggarwal.
Courtesy Photo

Sono spazi perfetti per ricevere, rilassarsi in famiglia, dedicarsi ad appaganti passatempi creativi (Lucinda ha una private room in cui confeziona doni per gli amici, dai gioielli agli accessori ornamentali). «Amiamo indulgere ai piaceri della vita; il tavolino e le due sedie immersi nella parte a sfioro della piscina sono lì a dimostrarlo. Quando il tempo lo consente, è meraviglioso fare colazione pieds dans l'eau oppure gustare un aperitivo serale ancora in costume da bagno. È questa la mia concezione di casa: un luogo capace di sprigionare felicità», conclude Lucinda, soddisfatta che la dimora assolva magistralmente il compito.


Installazione di farfalle in ceramica Vella, di Jennifer Prichard; specchiera e consolle di antiquariato; lampade di Liz Marsh Designs; sulla parete che conduce al living, quadreria di trenta cover di vinili vintage, opere della serie ReRecord, di Ajit Chauhan.
Gianni Franchellucci

La camera padronale e la sala da bagno, in un unico ambiente. La doccia è protetta da un tessuto in maglia metallica, di Whiting & Davis; la sedia è un acquisto al mercatino di Round Top. I quadri di ispirazione regale sono un dono del marito di Lucinda per il loro primo anniversario.
Gianni Franchellucci


Pubblicità - Continua a leggere di seguito