Un progetto XL a Chicago

Allure razionalista e opere d’arte in aperto dialogo con l’architettura, in un building vetrato nel quartiere più glam della città.

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Richard Powers

Nella foto: in terrazza, poltrona Tosca, di Tribù; divano Tortuga Sectional con coffee table centrale, tutto Holly Hunt; tavolino C-Table, di Sutherland. Tavolo Carver, di Gloster, e sedute Keel, Holly Hunt. Tappeto in alpaca, di Holland & Sherry. Nell'angolo, scultura in marmo bianco Carlota, Jaume Plensa.

Ampie vetrate a tutta altezza fanno scivolare sulle pareti bianche i raggi del sole. Per una sublime continuità tra In & Out




Adagiato sulle rive del lago Michigan, Gold Coast è il quartiere gioiello di Chicago. Qui i grattacieli sembrano cingere in un abbraccio le storiche town house in mattoni e pietra calcarea che sorsero dopo il grande incendio del 1871, innalzate per ospitare gli abitanti più facoltosi della città. Oggi, tra questi edifici spicca la costruzione al centro del nostro servizio: ultramoderna e dalle forme essenziali, rivestita in marmo grigio solcato da venature. Realizzata da Wheeler Kearns Architects, crea una deliberata antinomia rispetto al contesto, suscitando stupore per i suoi volumi sfarzosi. Esattamente come gli eleganti abiti da sera indossati da dive del calibro di Angelina Jolie, Eva Longoria, Halle Berry e Madonna generati dall'estro di Pamella Roland, che – con il marito Dan –
risiede in questa faraonica magione di milleduecento metri quadrati.

In un angolo intimo, daybed Autan e tavolino linea Firmin in cedro massiccio, entrambi di Christian Liaigre; coperta in pelliccia di volpe argentata blu e interno in cashmere, di Muse Bespoke. Tappeto in lana di capra firmato 1019 Looms. Tende su misura realizzate in tessuto a trama aperta, Dedar.
Richard Powers

Al terzo livello, la zona pranzo attigua alla cucina è arredata con tavolo Peso dal top in quarzite Copa Do Brazil, Holly Hunt, e sedute Executive con gambe in legno, design Eero Saarinen, di Knoll. A caratterizzare i volumi la scala a spirale in acciaio, che collega la suite padronale al quarto piano del building.
Richard Powers

L’office con poltrone D.151.4, Molteni & C., side table Powell, di Caste, tavolino Dune, Holly Hunt, desk Ranier, Joseph Jeup.
Richard Powers

Coffee table Gauguin II, di Christian Liaigre, sgabelli Volt, Caste, tela di Yayoi Kusama.
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La facciata.
Richard Powers

Sofà Air, Luteca; poltrona Etrusque, di Christian Liaigre; sedute gemelle Tre Pezzi, Cassina, e, in bianco, Ecume, firmata Christian Liaigre; coffee table Formation, di Holly Hunt, e ICB in bronzo, Steven Haulenbeek. Lampada Flint, Caste; chandelier custom-made, Frederik Molenschot. Opere di Allan McCollum.
Richard Powers

«Gli interni rivaleggiano in grandeur con i castelli delle favole e costituirebbero la cornice ideale per ricevere le prestigiose clienti della stilista, ma benché comprendano pure gli uffici sono dedicati sopratutto alla sfera personale», commenta Steve Kadlec, titolare dello studio Kadlec Architecture + Design, curatore degli interiors. «È una residenza dove accogliere gli amici e un punto d'appoggio per i figli della coppia», conclude. Le Corbusier diceva che l'architettura è il gioco sapiente e rigoroso dei volumi sotto la luce; è quanto accade al secondo piano, con living, zona pranzo, cucina e terrazzo (al pianterreno ci sono gym e garage; al primo le stanze per gli ospiti; tra terzo e quarto master bedroom, guardaroba e Spa). L'utilizzo di infissi custom-made – con enormi vetrate in grado di enfatizzare la continuità visiva – e il posizionamento del soffitto a un'altezza doppia creano una cassa di risonanza della luminosità, complici le pareti candide. Nel contempo, la scelta di pensare su questo livello gli ambienti destinati alla socialità assicura la dovuta privacy. Ulteriore elemento che dà carattere al progetto è la scala autoportante in acciaio, dall'iconica forma a spirale.

Nell’ambiente sul quale approda la scala che unisce tutti i piani è posta in evidenza un’opera dell’americano Ellsworth Kelly. Nell’area pranzo, poltrona in pelle Ondine, design Vladimir Kagan, Holly Hunt; lampada da terra Roman Ring, di Alison Berger Glassworks; a muro, tela Untitled, dell’artista Scott Short.
Richard Powers

Tavolo Pryor, di Caste, come le sedie Gallatin; chandelier Prometheus, Christopher Boots; opere di Dennis Lee Mitchell.
Richard Powers

La scala.
Richard Powers
Isola su misura, sgabelli Alto, Powell & Bonnell, e luci Triptyx, di Christopher Boots.
Richard Powers

Domina ovunque una palette di grigi, neri e nuance terrose – in misurato contrasto con i toni chiari del travertino – vivificata dai bagliori degli chandelier in ottone. La collezione d'arte esalta la narrazione stilistica adottata, puntando su opere adeguate alle dimensioni dei locali. Come i disegni di Allan McCollum o la testa di donna in marmo bianco di Jaume Plensa che troneggia sul terrazzo. Omaggio alla femminilità e alla bellezza dell'imprenditrice americana che l'ha voluta.

Letto custom-made con biancheria della linea Meridiana, Muse Bespoke; lume Whistler, Martha Sturdy. Qui sotto, seduta Nepal, di Paola Navone, Baxter; lampada da terra Captain Flint, di Flos; side table Cesar, Minotti. Tende in lino su misura e tappeto in lana Fringe, Maharam. A parete, opera di Michael Wolf.
Richard Powers

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