Assolo virtuoso: il decoratore Dylan Farrell autore unico di una villa a Sydney

Un progetto “total look”, fondato su una sequenza di elementi accordati come in una partitura musicale.

felix forest, dylan farrell, maria tatsos, case, marieclaire maison italia, aprile 2021
Felix Forest

Tutto firmato Dylan Farrell Design: i coffee table rotondi Goliath, il divano, i tavolini Nido, la lampada Tension; poltrona Le Minotaure e pouf Nuage, di Pierre Augustin Rose; dormeuse bespoke. Scultura da terra Totem 12, Stephen Ormandy; sulla parete frontale, il quadro è dell'artista Dale Frank.

Racchiusi tra il confine orientale della metropoli e l'Oceano Pacifico, gli Eastern Suburbs di Sydney sono un'elegante area residenziale apprezzata da celebrità e socialite per la bellezza delle spiagge e gli immobili di classe. Qui, una giovane coppia cosmopolita ha scelto di abitare in questa villa su tre piani, non lontana dal distretto degli affari e completata da un giardino che offre un'incantevole vista sul porto.

Sempre su disegno di Dylan Farrell, tavolo Harp e sedute in velluto di Tigger Hall Design; luce a soffitto Phasmida, di Christopher Boots. Sulla parete, opera LP9 Gold, Ryan Hoffmann.
Felix Forest

Artwork Wonderland, su commissione, e panca di Dylan Farrell, che ha ideato anche le applique Sail, per Jean de Merry.
Felix Forest

La cucina progettata da Dylan Farrell ha il top dell’isola in marmo Verde Van Gogh, di Euro Marble, e le maniglie dei pensili linea Vogue, di Castella. Sedute Darcy in bronzo anticato e pelle, Interlude Home; sospensioni gemelle in ottone Voyager 33", Allied Maker. Il vaso bianco alto è di Guaxs.
Felix Forest

«È stata un'autentica corsa contro il tempo», racconta Dylan Farrell, fondatore e titolare con la moglie Nicolette dello studio omonimo. «I proprietari ci hanno chiesto di rinnovare gli interni e ideare ex novo il décor entro la data delle nozze, prevista solo tre mesi dopo. Desideravano un ambiente contemporaneo adatto a una famiglia in crescita, aperto all'ospitalità di parenti e amici. Insieme abbiamo concordato di puntare su uno stile audace, ma sobrio nella visione d'insieme, caratterizzato a tratti da effetti sorpresa: pietre inusuali, nonché forme, colori e proporzioni anticonvenzionali, che ci hanno anche aiutato a bilanciare la rigorosa impronta tardomodernista della struttura».

Le venature dei diversi tipi di pietra donano una personalità unica a ciascun ambiente, in un riuscito connubio di estetica e funzione

Il timing serrato ha influito sulla progettazione dei mobili sartoriali, che privilegiano linee funzionali arricchite da dettagli ricercati, quali maniglie e pomelli. «Si è trattato di una sorta di improvvisazione jazz, in cui le idee sono confluite spontaneamente l'una nell'altra, generando infine un'armoniosa continuità estetica». Nel living, destinato alla socializzazione, cromie coinvolgenti e le silhouette scultoree degli elementi bespoke definiscono una composizione sensoriale, una parata di elementi dal temperamento urbano. In un gioco di richiami, il blu dei quadri duetta con i toni cobalto del sofà, mentre l'oro dell'opera LP9 Gold di Ryan Hoffmann – nella sala da pranzo – enfatizza i bagliori dell'ottone e del bronzo, onnipresenti. Troneggia nel vestibolo la scultura murale tridimensionale Wonderland, parte di una serie di pezzi forgiati da artigiani locali in esclusiva per Dylan: «Gli artwork stanno all'interior design come i gioielli all'abito», sentenzia.

Cassettiera in marmo Statuario Venato, di Euro Marble, con pomelli in quarzo, Matthew Studios; vetrina ornata dalle maniglie Mod-12S, Nest Studio; sospensione Sail Flush Mount, Dylan Farrell Design.
Felix Forest

La panca bespoke e, a parete, il lavoro Isolation, Jordy Kerwick, da galleria Piermarq*.
Felix Forest

Gli accessori custom-made sfoggiano minuziose finiture metalliche: preziosismi che illuminano le silhouette essenziali



Si uniscono al coro le carismatiche venature dei marmi su arredi e rivestimenti (Carrara, Verde Van Gogh, Onice, Statuario Venato), a rafforzare lo storytelling di una dimora orgogliosa della propria unicità. Al livello superiore, dove sono organizzati i locali privati, il linguaggio si fa più soft e ogni eccesso viene bandito. Il bianco degli accessori fraternizza con il grigio chiaro dei maxitappeti, mentre incursioni di nero interrompono l'uniformità della palette, in uno studiato dinamismo. L'atmosfera generale è all'insegna di un avvolgente relax. Uno scrigno di beatitudine, che una giovane Brigitte Bardot sembra volere condividere: ritratta in foto a occhi chiusi, persa a inseguire un sogno.

La sedia è Lady Leveller, Dylan Farrell Design; sofà 280, Pierre Augustin Rose; appese, le due tele Inversion (a sinistra) e Nonagon, di Olivier Vrancken.
Felix Forest

La vasca linea Mojo, di Marblo; sospensione Brass 95, Paola Navone, Gervasoni; foto ritratto di Brigitte Bardot, Terry O’Neill, Lyons Gallery.
Felix Forest
This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito