Guida alla nuova Tokyo: raffinata, oltre l'high-tech

Quartieri Downtown, da Yanaka a Sumida; musei gioiello e le architetture gentili di Kengo Kuma.

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Valentina Sommariva

La capitale del Giappone cambia passo, smorza le luci abbaglianti dei neon e ritrova una dimensione cordiale. Alla megalopoli tentacolare (la popolazione ammonta a tredici milioni) è bastato guardare indietro per riscoprire l'essenza di una sobria bellezza. Il passato è tornato, ma confrontandosi con visioni dense di futuro ha dato vita a una nuova grandeur, in cui anche le piccole cose assumono un tono solenne e il "grado basso" della città non mostra alcun senso di inferiorità verso lo skyline da vertigine.

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La scala interna nel museo della ceramica Tomo, dalle pareti foderate in fine carta tradizionale washi.
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Composizione decorativa nella hall del ryokan Hoshinoya.
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La facciata del Centro cultura e turismo ad Asakusa, di Kengo Kuma.
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La sintesi si sta compiendo e oggi «colpisce il contrasto tra la frastornante velocità e il silenzio di alcuni luoghi. Non soltanto parchi e templi, ma pure concept metropolitani per eccellenza come i kissaten, ovvero i caffè di taglio moderno che punteggiano le aree dove la frenesia regna sovrana: sono oasi di tranquillità dentro il movimento incessante. E basta allontanarsi di pochissimo dai centri nevralgici per trovarsi in stradine che ti riportano indietro nel tempo», racconta Giorgio Amitrano, nipponista e docente universitario, traduttore ufficiale in Italia di Banana Yoshimoto e altri scrittori, nonché autore del libro Iro Iro. Il Giappone tra pop e sublime, appena edito da DeA Planeta.

Un’elegante signora in kimono, l’abito tradizionale di recente riscoperto.
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Sono molti i segnali del mutamento di tendenza. Meno business hotel e più ryokan (lontanissimi dallo spirito globale, di un lusso aristocratico attualizzato dal design); gusto bon ton nell'abbigliamento, tanto da indurre alla chiusura la rivista Fruits, che per vent'anni ha documentato l'eccentrica street fashion delle Harajuku girls; attenzione al verde collettivo e privato, in costante aumento. Non da ultima, la rivincita sui quartieri alti della Shitamachi (il termine giapponese per Downtown), con i suoi yokocho, l'intricata rete di vicoli di antica memoria.

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L’esterno del building di Prada (sei piani, ad Aoyama), progettato da Herzog & de Meuron.
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Tra i palazzi svetta, sul fondo, la Sumitomo Fudosan Roppongi Grand Tower.
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Taiteshi, Nezu, Sendagi, Shimokitazawa sono emblematici distretti dallo charme rétro, pervasi da una vitalità culturale fatta di botteghe artigiane e bar, iniziative comunitarie e associazioni locali. A Yanaka si recuperano a uno a uno i bagni pubblici, dismessi da quando ogni appartamento si è dotato di servizi, in un lento processo iniziato nel primo Dopoguerra; ora rinascono in veste di gallerie d'arte (Scai, per esempio). L'area di Sumida omaggia con un museo il suo più celebre abitante tra il XVIII e il XIX secolo (quando Tokyo si chiamava Edo). Si tratta di Hokusai, genio delle stampe ukiyo-e. L'arte è infatti una voce fondante della rivoluzione gentile.

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Un interno dell’hotel Hoshinoya.
Valentina Sommariva
La facciata dell’hotel Hoshinoya dalla fine lavorazione effetto trama di tessuto.
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Alle grandi fondazioni si aggiungono location gioiello, spesso a impostazione tematica, dalle ceramiche alle calligrafie, manifesti di «una consuetudine a perseguire il senso del bello nel quotidiano, che è la chiave della sapienza estetica del Paese», sottolinea Amitrano. Perfino le mecche del consumo attivano sinergie: Ginza Six, l'ultimo nato dei department store, ospita interventi visual – curati dalla prestigiosa istituzione museale Mori Art, con scintillante sede a Roppongi – e al terzo piano interrato un palcoscenico per performance di teatro No.

L’imponente torii (portale) in cipresso del Meiji jingu: santuario shintoista nel parco di Yoyogi, a Shibuya. Edificato nel 1920 in onore dell’Imperatore Meiji (1852 – 1912), è un tempio dal forte valore istituzionale, oasi di pace all’ombra di un bosco di querce e alberi della canfora.
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L'architettura, analogamente, cerca alternative all'high-tech sfrenato. Siamo nel cuore planetario della sperimentazione eclettica, in un territorio costellato di iconici building che hanno fatto la storia dell'urbanistica contemporanea. Tutti i mostri sacri, del posto o internazionali, si sono cimentati in questo spazio: sterminato, disordinato a tratti, generoso nel consentire libero estro, ventaglio infinito di possibilità. La prossima scommessa, però, non riguarda solo i cieli, sfidati da colossi in vetroacciaio, perché la verticalità estrema non costituisce più l'unica ambizione. Ben altro è in fermento. Per il Centro cultura e turismo di Asakusa, l'archistar Kengo Kuma ha disegnato un palazzo che dona l'illusione ottica di tante dimore tradizionali sovrapposte; il legno della facciata cela la struttura geometrica e le avanzate soluzioni tecnologiche, donando un dinamismo soft.

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Il fascino di una strada ad Asakusa, distretto Downtown, con la sua "giungla" di cavi; la torre visibile sul fondo è parte del quartiere generale del brand di birra Asahi.
Valentina Sommariva
L’Aman Resort, agli ultimi sei piani della Otemachi Tower, con vista spettacolare fino al monte Fuji.
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Il giardino a protezione del solenne Palazzo dell’Imperatore, unico sovrano al mondo che mantiene questo titolo. La residenza, composta da vari padiglioni ed edifici, viene aperta al pubblico solo in rare occasioni; ci si limita dunque a passeggiare nel verde lungo le mura di cinta e il fossato.
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Katsushi Nagumo, invece, ama lavorare nei contesti dei porti (come ha fatto nella natia città di Niigata) e degli snodi nevralgici treno/metro. Suo il restyling totale della stazione Marunouchi e della Gyoko Street che la collega alla residenza imperiale, protetta da mura e una folta vegetazione. Ha voluto comode panchine, luminosità soffusa, tanti alberi e un edificio riecheggiante alcuni esempi ottocenteschi europei. «Ho messo in comunicazione il simbolo stesso del Giappone e i codici occidentali, per esprimere il contatto fecondo tra i due mondi. E ho usato la ghisa, perché è un materiale affascinante e "paziente": sa attendere secoli per acquisire la sua patina seducente. I progetti devono misurarsi su una scala umana, non sui record. Anche la monumentalità può avere un'anima», afferma.

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Infine, arriva la promessa della municipalità in vista dell'appuntamento con le Olimpiadi 2020: rilanciare la vocazione fluviale attraverso un programma di revamping delle sponde, sulla scia di quanto accaduto nel Vecchio Continente, a Londra in primis. In un'esplicita volontà di ritorno alla sorgente.

CARNET DE VOYAGE: I LUOGHI DA NON PERDERE

VEDERE

MUSEO SUMIDA HOKUSAI

Dedicato al genio dell'ukiyo-e, Katsushika Hokusai (1760 – 1849), che visse proprio nell'area di Sumida. Contiene le riproduzioni delle stampe e una sezione didattica.

2-7-2 Kamezawa, Sumida-ku, hokusai-museum.jp

MUSÉE TOMO

Accoglie la collezione di fini ceramiche di epoca moderna e contemporanea, raccolte da Tomo Kikuchi (1923 – 2016), grande mecenate e massima esperta della disciplina.

4-1-35 Toranomon, Minato-ku, musee-tomo.or.jp

SCAI

Galleria sorta in un bagno pubblico ottocentesco. Temporanee di autori locali e stranieri, in un quartiere ricco di charme, nei pressi del romantico parco di Ueno.

6-1-23 Yanaka, Taito-ku, scaithebathhouse.com

MUSEO YAYOI KUSAMA

Nato nel 2017 per volontà dall'artista (89 anni), ospita le sue opere più nuove
e molti documenti biografici. Il building, di Kume Sekkei, richiama una lanterna.

107 Bentencho, Shinjuku-ku, yayoikusamamuseum.jp

MUSEO NEZU

7.400 pezzi di taglio classico da tutta l'Asia: lacche, tessuti, sculture e calligrafie, oltre a un giardino meraviglioso, che abbraccia un boschetto di bambù, una cascatella, un corner di iris e un tea pavilion.

6-5-1 Minami Aoyama,Minato-ku, nezu-muse.or.jp

Katsushi Nagumo, architetto e designer.
Valentina Sommariva
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COMPRARE

TSUTAYA

È denominata la "libreria nella foresta" per la sua struttura a blocchi vetrati affacciati su vialetti alberati. Firmato da Klein Dytham Architecture, il bookshop spazia dai volumi antichi all'editoria digitale.

Shibuya-ku, real.tsite.jp/daikanyama/english

MATSUYA

Yohji Yamamoto e Issey Miyake, accanto a Christian Louboutin e Balenciaga; cosmesi Chanel e gioielli Cartier, in questo shopping center extralusso che punta sui brand più prestigiosi.

3-6-1 Ginza, Chuo-ku, matsuya.com


ITOYA

Storico negozio fondato nel 1904. Sette piani di squisite carte da lettera o per origami; biglietti augurali illustrati e tanti accessori per l'ufficio. L'irrinunciabile piacere della scrittura made in Japan.

2-7-15 Ginza, Chuo-ku, ito-ya.co.jp

TIDA

All'interno dello store Tokyo Fantastic, votato al lifestyle, sulla centralissima strada Omotesando, Tida propone fiori secchi in composizioni di femminile delicatezza.

3-16-6 Minami Aoyama,Minato-ku, tokyofantastic.jp

JOTARO SAITO

Nel mall Roppongi Hills, è il posto giusto dove scegliere kimono e yukata (versione più informale e leggera), ora che sono diventati outfit in voga anche in Occidente.

6-9-1 Roppongi, Minato-ku, jotaro.net

Il polo museale Sumida Hokusai, dedicato al maestro dell’ukiyo-e.
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MANGIARE

UKAI

Sofisticata location greens pecializzata in tofu. Il fermentato dalla soia, fatto in casa, è immerso in brodi aromatici o accompagna vari piatti di pesce e ortaggi.

4-4-13 Shiba-koen, Minato-ku, ukai.co.jp/english/shiba

RYUGIN

Fresco di tre stelle Michelin, lo chef Seiji Yamamoto sperimenta qui l'incontro tra avanguardia molecolare e gastronomia kaiseki, tradizionale e rarefatta.

7-17-24 Roppongi, Minato-ku, nihonryori-ryugin.com

Esposta al Mori Art, un’opera della serie Single Cloud Collection, a forma di arcipelago giapponese, firmata Leandro Erlich.
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DORMIRE

HOSHINOYA

Un ryokan deluxe con il pavimento foderato di tatami, vasca termale all'aperto sul rooftop e Spa. Il "ricamo"della facciata rimanda al motivo komon delle antiche stoffe. Da €550 a persona.

1-9-1 Otemachi, Chiyoda-ku, hoshinoresorts.com

AMAN

Agli ultimi sei piani della torre Otemachi, un resort che dà spettacolo. Hall grandiosa dai soffitti di 30 metri, piscina con vista mozzafiato sulla città, vetrate vertiginose, yoga & fitness center. Da €895.

1-5-6 Otemachi, Chiyoda-ku, amantokyo.com

Sala da bagno privata all’Aman Resort.
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PARK HOTEL

In zona Shiodome, vanta trenta camere simili ad art gallery private, affrescate a tema: dalla fioritura dei ciliegi ai romanzi della classicità, fino al teatro Kabuki. Da €120.

1-7-1 Higashi Shinbashi, Minato-ku, parkhotel-tokyo.com


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