Viaggio a Budapest: il nuovo che avanza

Spazi votati all’arte contemporanea, pool bar nei centri termali e una nouvelle vague gastronomica.

image
Matteo Carassale


Nella foto in alto: opera dell’architetto ungherese Imre Steindl, l'edificio del Parlamento ricama lo skyline con guglie e pinnacoli; lo stile neogotico mescola decori rinascimentali e neobarocchi. La cupola che lo sormonta è alta 96 metri, mentre al suo interno si avvicendano una trentina di ingressi e una decina di cortili.

Camminare per la capitale magiara è come perdersi in un poema della nostalgia. Palazzi nobiliari, cupole, guglie e preziose maioliche di Zsolnay – storica manifattura della vicina Pécs – vestono i più bei monumenti. Sono i tratti romantici di una città regale che ora vive un secondo Rinascimento. Un cambio di passo al cospetto di presenze iconiche: dal Parlamento neogotico sul Danubio alla medievale Buda, che domina Pest dall'alto di una collina. Dal 1849 queste due anime sono unite dal Ponte delle Catene, il primo a collegare le sponde del fiume.

Un salone neobarocco di Palazzo Wenckheim, a Budapest. Progettato da Arthur Meinig per il conte Wenckheim Frigyes, a fine Ottocento, ospita una parte della Biblioteca metropolitana Ervin Szabó.
Matteo Carassale


Una galleria del Parlamento dagli archi a sesto acuto, con chandelier in ottone e colonne in stile corinzio.
Matteo Carassale

[/image]

Una sala del Centrál Café & Restaurant, inaugurato nel 1887.
Matteo Carassale


Il Kollázs Brasserie & Bar dell’Hotel Four Seasons.
Matteo Carassale

La hall rinascimentale dell’antica Corte Suprema ha soffitti affrescati con allegorie della Giustizia. Set di celebri pellicole, dall’Evita di Madonna ad Atomic Blonde, con Charlize Theron, l’edificio è sede del Museo etnografico che verrà trasferito nel parco di Városliget.
Matteo Carassale
Inaugurato nel 1918 assieme all’adiacente Danubius Hotel Gellért, il complesso termale dei Bagni Gellért è un capolavoro di architettura Liberty. I suoi ambienti con vasche scenografiche sfoggiano pareti rivestite da ceramiche policrome della manifattura Zsolnay.
Matteo Carassale
Riaperto nel 2000, il Centrál Café & Restaurant fu punto d’incontro per scrittori e poeti tra il 1890 e il 1945. Dal 1953 diventò meta degli studenti universitari e location di piccoli concerti. Oggi è frequentato per la sua cucina, brasserie con specialità della tradizione ungherese.
Matteo Carassale


«Budapest non può prescindere da se stessa neanche quando pensa al futuro. Siamo figli dell'impero austroungarico e del socialismo, realtà antitetiche che ci hanno lasciato un'eredità culturale potente», racconta Péter Szendró, fondatore di 81font Architecture & Design e ideatore di Mazel Tov, bar alla moda sorto in uno dei cortili délabré del ghetto ebraico. Dopo la chiusura per restauri del fastoso Teatro dell'Opera, le note riecheggiano nei concerti notturni lungo le navate della basilica di Santo Stefano. A coniugare tradizione e contemporaneità contribuisce anche una generazione di chef, interpreti di una nouvelle vague gastronomica. Tra i tanti, Tamás Széll del Bistrò Stand25 e Ádám Mészáros dello stellato Onyx, mentre al Four Seasons Gresham Palace, Árpád Gyórffy inventa ricette d'influenza francese senza rinnegare le proprie radici. Poi c'è il trend dei pool bar nei centri termali, sorti ai primi del Novecento in prossimità delle quasi centotrenta sorgenti sotterranee. Tra gli indirizzi migliori i neorinascimentali bagni Széchenyi e i Gellért, perla Art Nouveau. Al frenetico mutamento partecipano pure spazi votati all'arte contemporanea: Molnár Ani Galéria, in primis, porta i suoi creativi in kermesse internazionali come Artissima a Torino. Il Ludwig Múzeum, invece, si fa palco per le opere di avanguardisti come László Lakner, Ilona Keserü, Imre Bak.

La flautista Katalin Szántó al New York Café.
Matteo Carassale

La cupola della Basilica di Santo Stefano eretta sotto la supervisione del noto architetto Miklós Ybl.
Matteo Carassale

Le opere Bright No. 6 e Stripes No. 1 di Imre Bak, al Ludwig Múzeum.
Matteo Carassale
Nanushka, showroom di abiti, accessori moda, gioielli.
Matteo Carassale

Ad arricchire un ideale coro polifonico sono, infine, gli edifici previsti nel parco del Városliget, dove un'équipe di archistar sta disegnando una città dedicata a cultura e svago, con musei, serre microclimatiche, padiglioni, prati e boschi. «Niente colossi verticali in vetro e acciaio estranei al tessuto urbano, ma costruzioni di forte personalità unite da viali alberati e pronte per l'autunno 2022», afferma Attila Sághi, vicedirettore tecnico di Liget, società appaltatrice dei lavori. Il primo ad aprire, lo scorso ottobre, è stato il Museo di Arti Applicate. Presto arriveranno il Museo Etnografico sotto tetti ricoperti d'erba che emergono dal suolo, il guscio ondulato della Casa Ungherese della Musica e la Galleria Nazionale. Entrambe modernissime, dalle forme sfacciatamente geometriche. Questa volta senza continuità con il passato.

La funicolare che sale al Castello di Buda.
Matteo Carassale

Una suite del New York Palace.
Matteo Carassale

Il tetto dell’ex Cassa di Risparmio Postale, un edificio liberty progettato tra il 1899 e il 1902 dall’architetto Ödön Lechner
Matteo Carassale

Una galleria del Museo Geologico, nella zona di Pest.
Matteo Carassale
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Cooltravel