Viaggio a Barcellona: oltre il modernismo

Gli eredi di Gaudì e archistar internazionali promuovono il nuovo modello di sviluppo urbano della metropoli catalana.

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Valentina Sommariva

Nella fotografia in alto, veduta sul Passeig de Gràcia dal rooftop dell'hotel Mandarin Oriental. Si tratta di una delle arterie più vivaci e interessanti dal punto di vista architettonico.



Pensare al futuro guardando al passato, che a Barcellona ruota attorno al genio di Antoni Gaudí: fautore di quell'arte totalizzante, eletta a summa stilistica, dove la progettazione deve comprendere tutto, dal palazzo agli arredi degli interni in un unicum coerente. Basta guardare i suoi monumenti iconici, dalla Sagrada Familía a Casa Milà e Casa Batlló. Le pareti ondulate – apoteosi dell'architettura organica imperante un secolo fa in Europa – esprimono una personalissima visione onirica, in cui i tetti assumono la forma di drago, le colonne diventano fusti d'albero e i mobili sfoggiano linee di sensuale sinuosità. È l'apice del Modernismo, corrente che in città vanta anche le realizzazioni altrettanto sorprendenti di Josep Puig i Cadafalch e Lluís Domènech i Montaner, quest'ultimo capace di porre in dialogo la razionalità strutturale e il lirismo estetico della natura. Nel suo capolavoro d'inizio Novecento, il Palau de la Música Orfeó Català, ha disegnato perfino le minuscole rose in ceramica che decorano il soffitto.

Un dettaglio decorativo del palcoscenico del Gran Teatre del Liceu, l’opera house che dal 1847 domina la vita culturale.
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La Sala Ovale del Museu Nacional d’Art de Catalunya, sulla collina del Montijuïc. L’area di duemila metri quadrati, sovrastata dall’immensa cupola di inizio Novecento, è una delle hall più grandi d’Europa, destinata a ogni tipo di evento pubblico e privato, spettacoli, congressi.
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Il foyer all’ingresso del Mandarin Oriental, total white e dal potente impatto scenografico. Il lussuoso albergo, simbolo dell’ospitalità di prestigio, vanta centoventi tra camere e suite, disegnate da Patricia Urquiola e arredate con pezzi firmati DePadova, Flos, Moroso e B&B Italia.
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L’ala in cemento creata come ampliamento del CaixaForum, gioiello modernista.
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Particolare del Poblenou Urban District.
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Il monumento con fontana centrale (1929), in Plaça d’Espanya.
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Un ritratto di Ainhoa Grandes Massa, presidentessa della Fondazione Macba.
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Gli eredi odierni sono interpreti eclettici quali Lázaro Rosa-Violán: «Pondero ogni cosa, dalle finiture all'illuminazione», tra cura maniacale dei dettagli e opulenza barocca. Quel tipo di inventiva si sta estendendo ora alle ex periferie industriali, in un modello di sviluppo urbano all'avanguardia. «È l'immaginazione presente nel Dna dei catalani a traghettare la storia nel nuovo millennio», assicura Ariel Cavili, ideatore di "archeotour" nei quartieri upcycled, dominati dalla sinergia di vecchie, basse abitazioni operaie e attici dei giovani manager. «Il Poblenou ne è testimonianza: una Manchester spagnola colonizzata da studi di artisti e aree coworking, con le fabbriche riconvertite in spazi culturali e strutture di elettrizzante fantasia edilizia». È il caso del Media-Tic Building del designer scenografo Enric Ruiz-Geli, una sorta di conchiglia high-tech. Se a dare il la alla rinascita del distretto è stata la Torre Agbar (rinominata Glòries), di Jean Nouvel, spostandosi nel barrio di El Raval "l'effetto Bilbao" è evidente nel lifting della Casa de la Caritat – attuale sede del centro CCCB, promotore di festival, mostre e concerti – e nel candido edificio minimalista concepito ex novo dallo statunitense Richard Meier, per ospitare la collezione contemporanea della Fondazione Macba.

Il parco di Plaça de la Sagrada Familia, polmone verde della città, fotografato da una torre della basilica. Prospiciente il celebre capolavoro di Gaudí e inserito con perizia nel tessuto urbano, è stato progettato dal landscape designer e architetto Rubiò i Tudurì (1891 − 1981).
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La cupola del Palau dela Música, raffigurante il sole.
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Da lì, camminando senza meta, ci si perde in un mondo a cavallo tra sogno e realtà. L'edonismo di oggi, assai lontano dal mito consumista delle ramblas, si declina in luoghi dalla piacevole atmosfera chillax. Per lo shopping food & fashion c'è il concept store Wer-Haus, mentre la pausa gourmet si fa da el-Barri: un mosaico di sei locali pluripremiati aperto a Sant Antoni da Albert Adrià, fratello del più celebre Ferran, in un percorso che va dalle new tapas alla cucina nikkei di stampo nippoperuviano. Sublimi le proposte del blasonato duo (madre e figlio) Carme Ruscalleda e Raül Balam nel loro raffinato ristorante Moments e ugualmente intriganti i piatti da ABaC, ideati dallo chef Jordi Cruz, che sa trasformare in poesia un semplice tuorlo d'uovo cuocendolo alla temperatura di sessantadue gradi. Testimonianze nient'affatto casuali. Perché, nella capitale dell'estro, pure la gastronomia di tendenza occupa un posto d'onore. In una pioggia di stelle Michelin attribuite a ventidue insegne.

Un interno a Casa Vicens, opera di Gaudí.
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L’abside con la scalinata nella Sagrada Familía.
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Un salottino del boutique hotel Cotton House (XIX secolo), sede della società che gestiva il mercato del cotone dalle colonie.
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LA NOSTRA GUIDA : LUOGHI, MUSEI, RISTORANTI E HOTEL DI CHARME

VEDERE

Recinte Modernista de Sant Pau

Complesso datato 1930, articolato in dodici padiglioni e una sequenza di giardini. Concepito come ospedale, oggi è un centro culturale.

Sant Antoni Maria Claret 167, santpaubarcelona.org

Casa Vicens

La prima dimora progettata da Gaudí a fine Ottocento, ma l'ultima aperta al pubblico, solo nel 2017. Trionfo di decori orientaleggianti, simboli naturali, stucchi e mosaici.

Carrer de les Carolines 20-26, casavicens.org

Museu d’Art Contemporani

Nell'edificio firmato Richard Meier, lavori di Calder, Miró e Basquiat. In un patrimonio che va dall'astrattismo anni Cinquanta alle avanguardie.

Plaça dels Àngels 1, macba.cat

Museu Nacional d’Art de Catalunya

Building realizzato per l'Expo del 1929 e restaurato da Gae Aulenti. Arte romanica dall'XI al XIII secolo e arredi del modernismo catalano.

Parc de Montjuïc, museunacional.cat

Gran Teatre del Liceu

Nel più antico teatro cittadino (1847) si sono esibiti grandi nomi, da Toscanini a Pavarotti. Distrutto da un incendio e ricostruito filologicamente, ospita periodici tour guidati.

La Rambla 51-59, liceubarcelona.cat

Palau de la Música Orfeó Català

Progettato tra il 1905 e il 1908 da Lluís Domènech i Montaner, raggiunge l'apice estetico nella sala con l'organo Walcker da 3.700 canne e cupola scenografica.

Palau de la Música 4-6, palaumusica.cat

Basílica de la Sagrada Família

L'icona incompleta di Gaudí (morì durante i lavori) domina lo skyline con le sue torri in pietra e granito. L'interno è un sorprendente "bosco" di colonne arborescenti, che raggiungono i 75 metri.

Carrer de Mallorca 401, sagradafamilia.org

COMPRARE

Ballut

Concept store dedicato alla casa, con linee made in Barcellona: vetri e tessuti di qualità, accessori per la tavola e pezzi in edizione limitata, pensati da un team di talentosi designer. Carrer de Mallorca 233, ballut.org

Lupo Barcelona

Storico brand di borse. Curiosa quella che richiama la facciata di Casa Milà (di Gaudí), chic la collezione Abanico ispirata ai ventagli, un classico la Lady Fuster.

Passeig de Gràcia 124, lupobarcelona.com

Cortana

Rosa Esteva, titolare della boutique, disegna lei stessa morbidi abiti prêt-à-porter e outfit da sposa. Tutti naturali i materiali di elezione della stilista: seta, organza e cotone.

Carrer de Provença 290, cortana.es

MANGIARE

Cecconi’s

All'interno del Soho House Hotel, è un gettonato ristorante italiano: paste fatte in casa, fritti di pesce e caponate. Il brunch è un'istituzione domenicale.

Passeig de Colom 20, cecconisbarcelona.com

Moments

Due stelle Michelin per il locale della pluripremiata chef Carme Ruscalleda. Piatti teatrali, come Le nozze di Figaro a base di sardine, olive, aglio bianco e pepe nero.

Passeig de Gràcia 38-40, mandarinoriental.com

La Taverna del Clínic

Pochi tavoli, opere d'arte, scelta accurata della materia prima. Nel menu di stampo contemporaneo spiccano proposte intriganti quali le animelle all'arancia demi-glacé e i cannelloni al granchio.

Carrer del Rosselló 155, latavernadelclinic.com

DORMIRE

Mandarin Oriental

Progetto di Patricia Urquiola, è un'elegante oasi in pieno centro. Impagabile la vista dal rooftop con piscina; un'esperienza sensoriale le pause nel Mimosa Garden o nella Spa. Da €425.

Passeig de Gràcia 38-40, mandarinoriental.com

NH Collection Barcelona Constanza

Nei pressi della Diagonal e del business district, l'hotel sorge in un palazzo avanguardistico dell'architetto Rafael Moneo. Splendidi il parco e la plunge pool sul tetto. Doppia da €140. Carrer de Déu i Mata 69-99, nh-hotels.com

Cotton House

Passato e presente fusi in armonia: parquet, scaloni e boiserie risalgono al XIX secolo, mentre concept, mobilio e luci delle camere sono dell'eclettico Lázaro Rosa-Violán. Da €300.

Les Corts Catalanes 670, hotelcottonhouse.com





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