Nelle terre estreme

Sulle orme dello scrittore americano Henry David Thoreau, tra colori e suggestioni che hanno ispirato il nostro servizio Arredo del numero di novembre. Atmosfere oniriche dettano una palette dai caldi toni boschivi.

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Tim Laman/Getty Images

Nella foto sopra, una veduta panoramica del lago Walden alle luci di un'alba autunnale. Lo specchio d'acqua ha una superficie di circa ventisei ettari e si trova nella contea del Middlesex (Massachusetts, USA).

Panorami di struggente bellezza, dove i colori del foliage autunnale sembrano vibrare alle prime luci dell'alba. Nuvole e boschi di conifere riflessi su uno specchio d'acqua. E la nebbia del mattino che avvolge il paesaggio in un'aura mistica.

Qui, un ritratto di Henry David Thoreau.
Courtesy Photo


Sulle sponde del Walden Pond, nello Stato americano del Massachusetts, Henry David Thoreau (Concord, 12 luglio 1817 – 6 maggio 1862) trascorse due anni, due settimane e due giorni della propria vita, per un ritorno alle radici e un'autentica palingenesi spirituale. Un'empatica full immersion nella natura che ha ispirato il servizio Arredo Le rayon vert, nelle pagine precedenti.

Un germano reale sulle acque del lago Walden.
Alamy, sotto Getty Images

Il capanno dello scrittore e filosofo statunitense. Thoreau terminò la costruzione di questo modesto riparo il 4 luglio 1845, negli Stati Uniti Independence Day, proprio per celebrare il valore della libertà.
Getty Images

Lo scrittore e filosofo statunitense visse sulle rive di questo lago tra il 1845 e il 1847 in un capanno circondato da foreste di aceri e querce: riparo che costruì da sé e terminò il 4 luglio 1845, proprio per celebrare la festa dell'indipendenza. Ecologista ante litteram e precursore dei movimenti che oggi invitano a ritrovare se stessi attraverso l'isolamento in posti remoti, Thoreau assecondò i ritmi del creato senza mai sovvertirne le regole. Cambiò registro alle sue abitudini e scrisse Walden ovvero Vita nei boschi, diario di un'esperienza trascendentale trasformata in letteratura. Non a caso, in una delle scene più toccanti del film L'attimo fuggente (1989) il tormentato Neil Perry – studente interpretato dal talentoso Robert Sean Leonard – ne declama alcuni versi: «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto». Se la setta dei poeti estinti della pellicola (con il compianto Robin Williams/professor John Keating) è un tributo a Thoreau, Walt Whitman e Ralph Waldo Emerson, un altro cult movie targato 2007 ribadisce chiaramente l'urgenza di dire addio a una società consumistica per andare al cuore dell'esistenza. Si tratta di Into the Wild, diretto da Sean Penn e con un carismatico Emile Hirsch.

Quello di Thoreau non fu un esperimento senza seguito. L'austriaco Ludwig Josef Johann Wittgenstein, per esempio, si barricò in una casupola di pochi metri quadrati a Skjolden (villaggio nei fiordi norvegesi) dall'ottobre 1913 al giugno 1914, per dare spazio alle sue riflessioni. Il noto architetto Le Corbusier, invece, edificò in Costa Azzurra il famoso Cabanon di Roquebrune-Cap-Martin. «A un uomo non serve molto di più di un letto, un tetto e la vista del sole che risplende sul mare», annotò in un taccuino del 1951. Tra design e filosofia la semplicità primigenia dà forma a un felice passe-partout. Per imparare a gioire appieno delle piccole cose.

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