Petali orientali

Alla scoperta del Centro Botanico Moutan, vicino Viterbo. Un tributo alla bellezza delle peonie, con la collezione di varietà cinesi più ampia al mondo al di fuori dalla Cina. Tra nuovi ibridi e specie rare da piantare proprio in autunno.

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Matteo Carassale

Fenice blu dalle ali spiegate, Polvere d'argento e oro, Loto bianco e porpora, Rossi bagliori del sole: sono soltanto alcune delle varietà presenti qui. Nomi altisonanti, che annunciano l'esclusiva eleganza delle peonie, fiori iconici di antichissima tradizione in Oriente, dove sono piante di culto fin dal V secolo. In queste pagine sveliamo la più ampia raccolta al mondo di selezioni cinesi al di fuori del Paese d'origine.

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Qui e nel close-up in apertura, la varietà Fenice rossa, con steli ricurvi e fiori doppi color porpora, dal profumo inebriante. Fa parte delle peonie erbacee, quella tipologia che scompare in inverno, per poi rinascere dalla radice a primavera.
Matteo Carassale

Un display di duecentocinquantamila esemplari in oltre seicentocinquanta specie e ibridi, tutti da scoprire nell'Alto Lazio, al Centro Botanico Moutan di Vitorchiano, Viterbo. Queste corolle XL, ricchissime di petali, sono tra le più sontuose del regno vegetale, protagoniste di bordure haute couture, ma anche − in versione stampata su stoffa − di creazioni fashion e tessuti d'arredo.

Un raro ibrido tra Paeonia rockii e Paeonia ostii, due specie di montagna incrociate al Centro botanico Moutan. Motivo di orgoglio del vivaio, queste nuove piante sono di notevole interesse paesaggistico; vigorose e dal portamento espanso, hanno foglie larghe e grandi corolle dal cuore scuro.
Matteo Carassale

Non meno avvincente è la loro storia. Inizialmente, fanno il loro ingresso in Occidente a metà Seicento, soltanto dipinte, decorando fini porcellane cinesi, che le ritraggono come leggendarie rose senza spine. E quando il fiore raggiunge finalmente l'Europa − un secolo dopo − diventa la star indiscussa dei giardini vittoriani.

Uno scorcio del Centro botanico Moutan, con la rosa antica Old Blush e un fior d’angelo a incorniciare un ingresso.
Matteo Carassale

L'idea di un eden tematico consacrato alla ricchezza di questa famiglia botanica prende forma alla fine degli anni Ottanta, dalla passione di Carlo Confidati. Viaggiando nelle diverse province cinesi, il noto imprenditore acquista per il suo giardino privato di Bagnaia centinaia di selezioni inedite in Europa. La collezione cresce velocemente e le novità si ambientano talmente bene nel clima del Centro Italia da suggerirgli la realizzazione di un orto botanico ad hoc con annesso vivaio, avviato nel 1994.

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Un bouquet di rare Paeonia rockii, con fiori dal cuore scuro e un portamento espanso che le rende piante molto eleganti per le bordure miste.
Matteo Carassale

Quindici ettari di fioriture a perdita d'occhio, con un'alternanza di campi rettangolari e infiniti filari monocromatici, che tra aprile e maggio regalano un incredibile effetto arcobaleno. Con il medesimo entusiasmo del creatore, oggi portano avanti l'ambizioso progetto i figli Marco e Francesca Confidati, assieme al marito di quest'ultima Gian Paolo Migliaccio, fondatore e Ceo del brand Ethimo. Proprio le sfumature pastello degli ibridi gli hanno ispirato i mobili per il Colour Café del parco, divenuti − nel 2010 − la prima linea del suo marchio di arredo outdoor.

I due collezionisti botanici Francesca Confidati e Gian Paolo Migliaccio, proprietari del Centro Botanico Moutan.
Matteo Carassale

Il vivaio riunisce tutte le tipologie di questa pianta, comprese le più comuni varietà erbacee, ma la denominazione Moutan, dal mandarino Mu Dan, ovvero peonia arborea (detta anche arbustiva), identifica gli esemplari più prestigiosi di quest'oasi, i cui fusti legnosi permettono un considerevole sviluppo in altezza e la sopravvivenza per centinaia di anni.

Una pergola di glicine all’interno del vivaio con la fioritura della peonia erbacea Trono di corallo.
Matteo Carassale

"Sono fiori eterni, si possono tramandare da una generazione all'altra. E alla loro bellezza si aggiunge un autentico valore affettivo", afferma Migliaccio, orgogliosissimo dei suoi arbusti di grandi dimensioni, che comprendono pure le insolite Paeonia rockii delle montagne del Tibet, con corolle dal tipico cuore scuro, e i rari ibridi tra questa specie e la slanciata Paeonia ostii, in fiore già a marzo.

L’elegante varietà di peonia ’Loto bianco e porpora’.
Matteo Carassale


Sono piccoli gioielli anche Yao Huang, color crema dagli stami giallo oro; Rosa di Zhao, con scenografiche corolle confetto, profumatissime; Trono di corallo, semidoppia e generosissima, di un particolare tono di rosso; Bellezze gemelle, porpora brillante, talvolta bicolori.

Paeonia ostii ’Fenice bianca’. La specie fu scoperta in Cina negli Anni Settanta dal botanico italiano Gian Lupo Osti, di cui porta il nome.
Matteo Carassale

Si tratta di piante coltivate in piena terra e − altro motivo di vanto − sono riprodotte per divisione: un metodo che garantisce fin da subito esemplari di dimensioni scenografiche (a differenza delle piccole piante ottenute per innesto), cioè di pronto effetto, per regalare subito personalità alle bordure miste.

www.centrobotanicomoutan.it

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