Un gioco tra food e design di Odo Fioravanti e Marco Ambrosino

Creativi in coppia per la Design Week al ristorante 28posti.

Chi ben comincia… E per me la settimana del design è già iniziata! Nel migliore dei modi, peraltro, con un pranzo giocoso organizzato dal ristorante 28posti di Milano. Durante la settimana del Salone, il celebre bistrot ci stupisce sempre con eventi nuovi, un po’ fuori dalle regole: lo scorso anno un nutrito gruppo di designer si è esibito ai fornelli, ora lo chef Marco Ambrosino e il designer Odo Fioravanti hanno creato una capsule collection di piatti-ricette: una serie di pezzi in cui la ricetta prende forma dal piatto e il piatto prende forma dalla ricetta. Sei “macchine” da cibo realizzate e abbinate alle portate, perché come diceva Marinetti nel suo Manifesto della cucina futurista “l’invenzione di complessi plastici saporiti, la cui aroma originale di forma e colore nutra gli occhi ed ecciti la fantasia prima di tentare le labbra”.

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Si comincia con Climax, l’antipasto ai macaron d’acciughe, soncino, miso con funghi e melone invernale con erbe in conserva. Spesso quando il cameriere serve un piatto composto da più assaggi, ci indica da dove cominciare e il verso da seguire. Da qui l'idea di un piccolo crescendo di forme che suggerisce un naturale percorso ascensionale da un gusto grande in quantità e più delicato a uno piccolo in quantità, ma forte nel gusto. Una specie di gioco in legno, che ricorda le costruzioni didattiche dei bambini.

La seconda portata, l’Imbuto (sgombro, dragoncello, fragole sott'aceto, aglio nero), è un marchingegno degno di Leonardo da Vinci: una piccola gru metallica permette di versare la salsa sulla pietanza. In questo modo il gustoso fluido per forza di gravità scende delicatamente per dare più sapore alla ricetta. L’esperimento continua con il Ready made di una pasta al pomodoro (spaghetti, conserva di lamponi, perilla, yogurt fermentato), servita coperta da una cloche con 28 pomelli diversi (in realtà è una ciotola Ikea capovolta). Un processo classico della progettazione, come Marcel Duchamp ci insegna, in cui un oggetto viene composto aggregandone altri, nati per altre funzioni.

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Specchioriflesso (diaframma, fave, erbe e cefalo in carpione di sedano) usa invece il fenomeno fisico della riflessione della luce sugli specchi per dividere la carne dal pesce. Quinta portata, il Pre-dessert con suggerimento (shiso, sale e olio all'alloro) gioca con i ricordi di infanzia e reinterpreta lo stecco dei ghiaccioli. E visto che la cucina stellata oggi propone porzioni così misere che poi bisogna fare un salto in pizzeria, Odo e Marco propongono Piatto vuoto con yogurt, finocchio e sambuco, nascosti sotto il piatto! Dulcis in fundo la Piccola pasticceria a stendere, appesa come panni al sole. Questo stesso menu è disponibile per tutta la settimana del Fuorisalone.

Per Prenotazioni:
28 Posti
Via Corsico 1, Milano
28posti@gmail.com
Telefono 02 8392377

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