L'Oriente incontra l'Occidente al ristorante Mu Fish

A Nova Milanese, un locale propone un viaggio di sapori dall'Asia all'Italia.

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Lo spazio è in puro stile industriale: un ampio loft foderato di vetrate affacciate verso l'esterno. Atmosfera urbana, come un richiamo alla vicina Milano, a una ventina di chilometri da qui. Perché il ristorante Mu Fish è a Nova Milanese, in Brianza, in un'area discostata dal centro della cittadina dell'hinterland, un tempo sede di fabbriche. Per una passeggiata fuoriporta culinaria, partendo dal capoluogo lombardo o dalla Svizzera, i cui abitanti dimostrano di apprezzare molto questo locale.

Il design fortemente contemporaneo si rispecchia nello stile di cucina: quel crossover ora di tendenza, che abbraccia suggestioni asiatiche – Giappone, Cina, Tailandia, Vietnam, Hong Kong – e approda in Italia per attingere ulteriori, intriganti prodotti dal Belpaese.

Nella cucina a vista lavorano gli chef Jiang e Kim, con il primo che vanta una lunga esperienza a fianco di Roberto Okabe, fuoriclasse noto sulla scena milanese, forte dei suoi due ristoranti Finger's: maestro di inventiva intorno al tema dell'incontro Oriente/Occidente, con vivaci pennellate carioca. Così Jiang, in onore del suo maestro, ribadisce sapori agrumati (lo yuzu, intenso agrume giapponese, aromatizza molti piatti), utilizza la pasta kataifi (deliziosa e croccante quando abbraccia i gamberoni) e certe salse come quella al gazpacho, che donano spiccata personalità ai sashimi. Quindi gli chef pescano dal paniere made in Italy e presentano un millefoglie tonno e burrata, oltre a un carpaccio di razza piemontese leggermente scottato con salsa pomodorini, shiso e yuzu, poi percorrono tutta la Cina con i dim sum - dai più tradizionali alle variazioni - e approdano in Giappone con i classici mix di sushi, per chi proprio non li avesse ancora a noia: che sono comunque perfetti, con il riso alla temperatura giusta e delle giuste dimensioni, un solo, piccolo boccone come sempre dovrebbe essere.

Squisito il Gin dara stile Nobu: il black cod (merluzzo nero dell’Alaska), marinato nel miso e accompagnato da succo di pompelmo e yuzu, qui al Mu Fish regge perfettamente il paragone con quello iconico del grande innovatore della cucina asiatica, Nobu appunto. Il sashimi (tra scampi, sgombro, polpo, ventresca...) vanta l'originalità del wasabi fresco a latere, straordinario, e raro, per chi ama quel distintivo gusto piccante.

A fine menu brilla per virtuosimo una della proposte dessert: un mochi di derivazione giapponese, ben addomesticato nella non facile consistenza fortemente glutinosa e reso gradevolissimo, dolce al punto giusto.

Dalla cantina (ugualmente a vista) si possono selezionare champagne, Franciacorta ed etichette di rossi e bianchi, più le birre naturalmente, ma vale la pena ascoltare il bravo barman Sergio Testaverde, che invita a pasteggiare a cocktail. Un esempio riuscitissimo: l'Asian Mule a base di gin, yuzu, sake allo zenzero, ume, succo di lime e ginger beer, davvero ideale lungo il corso del menu. Sergio sta lavorando a una drink list con quaranta creazioni, pronta tra breve, esperimento di mixology orientato al Giappone negli ingredienti: sake, whisky, umeshu (i liquori a base di prugna) e tè. Una storia tutta da inventare, assai interessante.

Informazioni

MU Fish, Via Galileo Galilei 5, Nova Milanese (Monza Brianza).

Aperto tutti i giorni (12-15 e 19.30-00) tranne il lunedì, mufish.it

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Carpaccio di pesce bianco con salsa ponzu.

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Il bancone.

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La cantina dei vini, a vista.

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Composizione dello chef.

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La seconda sala, a vocazione ecologica: i tavoli sono ricavati da un tronco d'albero.

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Kim, il maestro di Dim Sum, all'opera.

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Chef Jiang.

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Kaisen.

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Dim sum.

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