Pierre Gonalons è il nuovo art director di Paradisoterrestre Gallery

Da Parigi a Bologna: il talento del designer francese al servizio di una nuova galleria di design.

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Lorenzo Pennati


In apertura, Pierre Gonalons sul sofà Mantilla Fiori, di Kazuhide Takahama.


L’emozione del passato e la carica del presente, in uno stile che celebra il savoir-faire del nostro Paese

Esposti da Paradisoterrestre Gallery, tavolo Orseolo, di Carlo Scarpa, con sedie Tulu, di Kazuhide Takahama, e lampada Rue Férou, Man Ray, ora rieditata.
Lorenzo Pennati

Sofà All Around, Edizioni Paradisoterrestre, di Pierre Gonalons.
Lorenzo Pennati

Charme tipicamente francese, reso più intrigante dalla frequentazione assidua dell'Italia. L'interior designer parigino Pierre Gonalons (classe 1977) si muove con disinvoltura tra classicità e avanguardia; un mélange ardito diventato il suo tratto distintivo, in uno stile personale che lui stesso definisce «grafico e poetico al contempo, con accenni di romantica nostalgia». L'amore smisurato per il nostro Paese arriva da lontano: «dalla famiglia di mia madre, che vanta origini vigevanesi. Fin da piccolo tanta cultura e bellezza hanno esercitato su di me un fascino immenso».

Un ritratto di Pierre Gonalons.
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Poltrona Sanluca e radiofonografo Brionvega (1965), tutto fratelli Castiglioni; divano D, Marcel Collection, di Kazuhide Takahama.
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Specchio Venere, omaggio a Man Ray di Dino Gavina, Edizioni Paradisoterrestre.
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La piena consacrazione di questo legame – affettivo ed estetico – giunge adesso con la nomina a direttore creativo della Paradisoterrestre Gallery, appena inaugurata a Bologna: «È ispirata agli anni Settanta e pensata come l'abitazione di un collezionista; gli interni riflettono il contesto d'epoca del palazzo, seppure nel taglio fortemente contemporaneo», spiega Pierre.

Lo spazio espositivo è l'emanazione dell'iconico brand fondato nel 1983 da Dino Gavina (1922 – 2007) e riproposto con appassionata erudizione da Gherardo Tonelli. Nel 2017 Gonalons aveva già iniziato a collaborare con il marchio, producendo due serie di accessori, The Other Side e All Around, assieme ai tessuti Fiori, per le sedute Mantilla 225 di Kazuhide Takahama, e Futuristi, che ora rivestono la poltrona P e il pouf S della Marcel Collection, sempre del maestro giapponese: pezzi esibiti nello store, accanto ad altri storici o rieditati attraverso un sofisticato lavoro di ricerca.

Davanti al paravento con piastrelle in gres Zip, di Meneghello Paolelli Associati per Ceramica Bardelli, poltrona Naeko, di Kazuhide Takahama, autore pure del tavolino Acca, a sinistra; tappeto All Around, progetto di Pierre Gonalons, Edizioni Paradisoterrestre: gioco di sfere tra anni Settanta, Surrealismo e Pop Art.
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Pezzo serie Fiori Futuristi, Giacomo Balla, e séparé in gres Fleurs, Ceramica Bardelli; tavolo di Melchiorre Bega
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Tavolo di Melchiorre Bega.
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Formatosi all'École Camondo di Parigi, nel 2003 Pierre ha fondato la maison Ascète, firma di oniriche lampade e sospensioni, oltre a complementi dal taglio scultoreo in limited edition. L'ultima ideazione è rappresentata da Fleurs, una linea di piastrelle in partnership con Ceramica Bardelli, che svela la sua anima più decorativa. I motivi, in memoria dei Fiori Futuristi di Giacomo Balla, giocano con trame fitte e colori accesi, trasformando pavimenti e pareti in magici giardini astratti. Al prossimo Salone del Mobile 2020, poi, darà la sua impronta a un intero appartamento nell'intento di portare a Milano una concezione speciale di Eden: quel mondo armonioso in equilibrio tra passato e innovazione.

Seduta Margarita, di Sebastian Matta, da DimoreGallery e, accanto, angoliera di Luigi Caccia Dominioni.
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Sul lavabo, specchio Labbra, omaggio a Man Ray di Dino Gavina.
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