Faccia a faccia con gli architetti di m2atelier: Marijana Radovic e Marco Bonelli

Nello studio milanese dei due progettisti, star della nostra cover story sul numero di ottobre 2020. Tra anticipazioni e design tips.

m2atelier
Giovanni Malgarini


Un approccio crossover, che spazia dagli interiors alla moda, strizzando l’occhio agli yacht e agli alberghi di lusso

Una sala riunioni al primo piano dello studio milanese di m2atelier.
Lorenzo Pennati

Il corridoio sul quale si apre, a sinistra, la kitchenette in amazzonite realizzata da Manuel Coltri; oltre la porta dalle finiture metalliche di Niva e pelle di Foglizzo, un ambiente usato dagli architetti per gli eventi e le mostre.
Lorenzo Pennati

Creatività e attitudine sartoriale all'ennesima potenza. Come quella "emme" elevata al quadrato nel nome del brand. Marijana Radovic e Marco Bonelli – entrambi architetti con un cursus honorum maturato tra Europa e Stati Uniti – sono i fondatori di m2atelier, team di venticinque giovani di varie nazionalità. Avviato nel 2011 lo studio a Milano (al piano terra dello stabile in cui vivono), i due progettisti spaziano dall'ambito residenziale al retail moda, passando per hôtellerie, nautica, arredi bespoke. Forti di un sodalizio privato e professionale, vantano collaborazioni di alto profilo.


La scala in lamiera con gradini in diverse finiture.
Lorenzo Pennati
Un angolo della "materioteca".
Lorenzo Pennati





Il living degli architetti arredato con sofà su misura, di Ivano Redaelli, poltrone da flea market, coffee table bespoke, luci Heavy Metal, Buster + Punch, e Strato-Project: artwork di Lukas Rapold (a parete).
Lorenzo Pennati

Genovese, classe 1971, Marco si è specializzato alla Columbia University. «Dopo la laurea in architettura con Stefano Boeri ho lavorato a Parigi, a Barcellona accanto a Ricardo Bofill, poi al seguito di Steven Holl e Gaetano Pesce, quindi a New York per Michael Gabellini», rivela. Nata in Serbia nel 1979, Marijana ha conseguito, invece, un master in Yacht Design al Politecnico milanese; il suo fiore all'occhiello è la collaborazione con prestigiosi cantieri navali ad Atene e per la società dell'armatore Latsis a Ginevra. Nella visione comune s'intrecciano un orientamento multidisciplinare, l'esplorazione di materiali nuovi e l'analisi delle giuste proporzioni, in perfetta armonia con i volumi.

Una porta scorrevole, oscurata da tessuto Dedar, si apre sullo studio dell’architetto Marco Bonelli; mobile anni Trenta in legno, tela del 1930 celebrativa del traforo del Sempione, pavimento in resina di Romano Zenoni.
Lorenzo Pennati

La libreria di materiali su due livelli, connessa da un passaggio in vetro.
Lorenzo Pennati

Nella "materioteca" spiccano, dall’alto, una sfera in onice bianco, selezione di pietre grigie, lamiere di ottone bronzato e martellato in due versioni, piastrella di Portoro, pregiata varietà di marmo nero con venature dorate, piatto in porcellana Tema e Variazioni n° 130, cm 26Ø, di Fornasetti.
Sedie Norah di m2atelier per Giorgetti e tela di Salvatore Gagliardo.
Lorenzo Pennati

L’ingresso arredato con busto dell’Ottocento e luci PH Louvre firmate Louis Poulsen.
Lorenzo Pennati123

Fondere le realtà è quindi un leitmotiv per la coppia. Tante le commissioni, dal Nord Europa alla Costa Azzurra. «Abbiamo realizzato dimore in cemento, vetro e teak lungo i fiordi norvegesi, un boutique hotel a Kragerø, a sud di Oslo, residenze a Portofino e una villa nel quartiere Super-Cannes». Ora è in arrivo The Core Club, realtà newyorkese pronta ad approdare su Corso Matteotti a Milano, «un circolo per soci su sei livelli e quattromila metri quadri, con otto suite, piccolo teatro, speakeasy, area skincare». Che si tratti di progetti abitativi, barche a vela o yacht, la cifra stilistica di m2atelier si traduce in pulizia delle forme, attenzione per il dettaglio, uso di essenze e pellami ecosostenibili. A ispirarli è spesso l'arte, «contemporanea innanzitutto: dalla percezione della luce nelle opere di James Turrell alle geometrie minimal di Donald Judd, senza tralasciare − ovviamente − il patrimonio progettuale di Gio Ponti e Piero Portaluppi». Alla costante ricerca dell'equazione tra unicità e taglio artigianale.

Un’area duttile usata come archivio per prototipi e materiali e mini gym.
Lorenzo Pennati

Un ritratto di Marijana Radovic e Marco Bonelli.
Lorenzo Pennati
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